Papa: «La politica si occupa di finanza e banche, non di chi muore di fame»

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Papa: «La politica si occupa di finanza
e banche, non di chi muore di fame»

«La mancanza di etica fa male all’umanità» dice

Bergoglio di fronte a 200 mila fedeli dei movimenti ecclesiali

 

Papa Francesco salutato dalla folla (foto Ap)Papa Francesco salutato dalla folla (foto Ap)

ROMA – «Non interessa se la gente muore di fame, se non ha niente. Ci si preoccupa delle banche o della finanza…». Papa Francesco parla davanti ai 200 mila fedeli (un record) appartenenti ai movimenti ecclesiali arrivati in piazza San Pietro per la veglia di Pentecoste. Bergoglio – che nella mattina ha avuto un lungo colloquio con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che ha toccato anche il tema della crisi economica – ha più volte sottolineato il suo messaggio alla politica: «Nella vita pubblica se non c’è l’etica tutto è possibile. Lo leggiamo i giornali quanto la mancanza di etica fa tanto male all’umanità intera». E ancora, parlando sempre a braccio :«Se cadono gli investimenti, le banche, tutti a dire che è una tragedia. Se le famiglie stanno male, non hanno da mangiare allora non fa niente… Questa è la nostra crisi».

 

IL LAVORO: LAMA TAGLIENTE – Parole, quelle del Papa, che ricordano il discorso pronunciato poche ore prima dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco: «Il lavoro è la lama più penetrante e tagliente nella carne della gente ed è il criterio per giudicare qualunque urgenza» da parte della politica. I casi di suicidio che si sono verificati negli ultimi mesi – da ultimo quello di un ceramista cassintegrato del Viterbese-«sono tutti segnali tragici da recepire» ha concluso Bagnasco parlando a Genova al convegno per il 75° anniversario dell’istituto Gaslini.

 

Il Papa tra la folla (Afp)Il Papa tra la folla (Afp)

QUESTION TIME – Papa Francesco ha risposto a una sorta di question time dei fedeli. Gli appartenenti ai 150 movimenti, nuove comunità, associazioni e aggregazioni di laici presenti in piazza San Pietro hanno interrogato su temi come la fede, l’evangelizzazione, l’etica pubblica, il modello di sviluppo la politica, la testimonianza e la sofferenza di chi nel mondo cammina per una Chiesa-movimento.

 

 

L'orazione del Papa (Ansa)L’orazione del Papa (Ansa)

I MARTIRI DI OGGI- «Ci sono più martiri oggi che nei primi secoli della Chiesa, fratelli e sorelle nostri che soffrono» ha detto Bergoglio. «Fa male al cuore dire che trovare un barbone morto di freddo non è notizia mentre lo è uno scandalo; pensare che tanti bambini non hanno da mangiare non è notizia, questo è grave» ha aggiunto il Pontefice. «Ma il martirio – conclude Francesco – non è mai una sconfitta, è il grado più alto della testimonianza che dobbiamo dare. Noi siamo il cammino e il martirio».

 

 

La folla record su piazza San Pietro (Ap)La folla record su piazza San Pietro (Ap)

LA FOLLA – Il Papa ha voluto salutare da vicino tutta la folla assiepata su piazza San Pietro e lungo via della Conciliazione da ormai diverse ore. Un record di presenze che supera anche quello della cerimonia di insediamento di Bergoglio stesso, il 19 marzo scorso (150 mila). Per salutare i tanti fedeli lungo via della Conciliazione, il Papa è uscito a bordo della jeep da Piazza San Pietro, quindi dal territorio Vaticano, e ha percorso la strada benedicendo e salutando le due ali di folla. Tutte le strade in prossimità del Vaticano sono chiuse al traffico

 

BATTUTO IL RECORD – Papa Francesco batte ogni record. Con le 200mila presenze in piazza San Pietro e via della Conciliazione è stato superato il numero di persone che avevano assistito alla cerimonia di insediamento di Bergoglio stesso, il 19 marzo scorso. Un record, questo di oggi, che era nell’aria già dalla mattina, quando già di prim’ora il flusso di fedeli in rappresentanza di quasi 150 realtà fatte di movimenti, associazioni, comunità e aggregazioni laicali italiani e stranieri era apparso subito consistente e continuo. Le stime iniziali parlavano di 120mila, al massimo 150mila persone presenti, poi però il dato della sala stampa che indica in 200mila le persone presenti.

INCONTRO CON MERKEL – Nella mattinata di sabato, Papa Francesco e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno avuto un lungo colloquio a tu per tu nella Sala della Biblioteca. Oltre tre quarti d’ora di parole che ha sorpreso la stampa tedesca: laFrankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) scrive che «di solito il Vaticano non invita nessun capo di governo in prossimità delle elezioni», e che nell’udienza privata «di norma sono previsti solo 20 minuti». Merkel e Bergoglio hanno parlato molto di Europa e solidarietà, nel quadro dell’attuale situazione di crisi economica. La Merkel, figlia di un pastore luterano, è arrivata stamane al Palazzo Apostolico in abito blu di seta: era in Italia solo per incontrare il Papa, ed è ripartita subito dopo.

 

107 CD – Angela Merkel ha fatto dono a Papa Francesco di tre volumi del poeta Friedrich Holderlin, in un’edizione del 1905. Il poeta, da lui citato in un recente intervento, è uno dei preferiti di Bergoglio. Un altro regalo della cancelliera è stata una confezione di 107 cd di brani classici diretti dal maestro Wilhelm Furtwangler. «Non so se lei troverà il tempo di ascoltarli», ha detto la Merkel al Pontefice.

Carlotta De Leo


 Gabriella

 

 

 

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 PROVINO

 

Quella gravità che attira verso l’alto
 

 

 
 
FONTE AVVENIRE

 

 

  

 

Il Vangelo della domenica:
“L’altro Paraclito”

Il vangelo della domenica di Pentecoste riporta – è giusto dire: ancora – una delle promesse che Gesù ha fatto ai discepoli durante l’ultima cena, secondo il vangelo di Giovanni (abbiamo ascoltato spesso brani di questo discorso durante le S. messe feriali di questo periodo, ma anche durante la 5° e 6° domenica del tempo pasquale). In questo discorso d’addio Gesù promette insistentemente loro che non li lascerà soli, perché manderà loro un “altro Paraclito” che rimarrà sempre con loro (14,17), che insegnerà loro ogni cosa e ricorderà tutto quello che Gesù ha detto (Gv 14,26), che renderà testimonianza a Gesù e darà loro la forza di rendergli testimonianza (Gv 15,26), che li guiderà alla verità tutta intera (Gv 16,13), che prenderà tutto da Lui (cioè da Gesù) e lo annunzierà instancabilmente lungo la storia (Gv 16,14). Gesù definisce questo dono “il Paraclito”, o meglio “un altro Paraclito”. Letteralmente il termine significa “chiamato accanto”, e può assumere diversi significati: avvocato, consolatore, difensore, intercessore, protettore … Tutti termini che indicano qualcuno che viene chiamato per aiutare, consolare, proteggere, difendere, illuminare, guidare ecc. Gesù insomma assicura i suoi discepoli che dopo di lui verrà – inviato da Lui stesso – un altro Paraclito che svolgerà tutti questi compiti fortificandoli interiormente. Ecco perché quel termine, Paraclito, è stato tradotto in diversi modi nella storia della Chiesa, ed ecco perché lo si trova tradotto ancora in modo diverso nelle Bibbie di diverse edizioni (la Bibbia in lingua corrente, ad esempio, preferisce tradurre “Paraclito” con “Difensore”). Ogni traduzione coglie un  aspetto vero, ma non dice tutto.
Nelle poche e brevi frasi che ascoltiamo durante la S. Messa di Pentecoste, Gesù assicura i suoi discepoli che il Paraclito insegnerà loro ogni cosa. Insomma, sarà lo Spirito a far comprendere loro tutto ciò che non hanno ancora compreso. 
Nel corso di quella cena, di fronte ad un Gesù che offre e insegna un amore senza limiti e senza pretese, anche con il gesto simbolico della lavanda dei piedi e le parole che l’accompagnano, le domande dei commensali vogliono sempre risposte precise sul dove, come e quando avverrà qualcosa che loro si aspettano, ma non sulla sostanza. Ecco perché Gesù assicura i suoi, ancora troppo umani nel modo di pensare, che l’altro Paraclito li illuminerà e insegnerà loro proprio la parola di Dio. 
Questo ci aiuta a credere che la Chiesa è certamente accompagnata e guidata lungo tutta la storia, nonostante gli errori dovuti al peccato umano sempre presente, dall’opera incessante e inconsumabile dello Spirito di Dio, il quale è appunto un Paraclito (è l’“altro”, dopo Gesù stesso) che protegge, guida, illumina, difende, accompagna, consola. Questo Paraclito non fa che parlarci di Gesù, ci ricorda Gesù, ci aiuta a vivere in comunione con Gesù, ci mette nel cuore le parole di Gesù.
Per questo Gesù, che umanamente non ha mai avuto pretese, ora pretende addirittura di essere amato (è ancora il vangelo di questa festa), e chiede che la sua parola venga osservata. Gesù osa dire che la sua parola è divina (Gv 14,24: “del Padre che mi ha mandato”), e grazie all’azione del suo Spirito, può e deve prendere piede nel cuore dei suoi discepoli.
S. Paolo nella lettera ai Romani (2° lettura) ci annuncia che, se risiede in noi lo Spirito di Dio, allora siamo veramente figli di Dio (Padre), alla maniera di Gesù: la nostra vita è come la sua, e il nostro destino finale è assimilato al suo.
Domenica prossima celebreremo la festa della Trinità divina. Le letture di questa festa di Pentecoste ci hanno già introdotto nella contemplazione di questo mistero, ma soprattutto ci indicano già come viverlo in tutta la nostra esistenza concreta, quotidiana.


Floriano Scolari

 

Papa: «La politica si occupa di finanza e banche, non di chi muore di fame»ultima modifica: 2013-05-19T09:37:00+02:00da mobbing21
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