Pubblichiamo una lettera aperta di Franca Rame rivolta a tutti i cittadini affinché, con le loro firme, convincano il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani a eliminare dalla competizione elettorale i nomi degli “indegni”: condannati, imput

 

Elezioni 2013, appello al Pd: “Via dalle liste gli impresentabili”

Pubblichiamo una lettera aperta di Franca Rame rivolta a tutti i cittadini affinché, con le loro firme, convincano il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani a eliminare dalla competizione elettorale i nomi degli “indegni”: condannati, imputati, indagati, portatori di conflitti d’interesse e amici degli amici

Pier Luigi Bersani

casa. Il vento cambia. Deve cambiare! Noi, “popolo”, siamo pieni di aspettative. Cosa

chiediamo? Pulizia, onestà, correttezza, rispetto.

Ma se ne sentono delle belle e pure stravaganti.

Il Pd vorrebbe che Rivoluzione Civile di Ingroia, Di Pietro&C. ritirasse i suoi candidati inLombardia, in Campania e in Sicilia, cioè nelle tre regioni decisive per assicurare a chi arriva primo la maggioranza non solo alla Camera, ma anche al Senato. “Legittima e comprensibile richiesta”, scrive Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano. Ma “nella realtà dei fatti accaduti in

questo inizio di campagna elettorale, un po’ meno… Al momento della sua entrata in politica,Ingroia si appellò alle forze ritenute più vicine, cioè al Pd e a Grillo, per dialogare sui programmied eventuali alleanze”.

Grillo rispose con una battuta che non mi era piaciuta (e gliel’ho detto): non era interessato perché stimava la persona di Ingroia, ma lo criticava in quanto presunta “foglia di fico” dei vecchi partiti che adesso aderiscono alla sua lista.

Bersani invece, ricorda il Fatto, “nemmeno gli risponde al telefono e sguinzaglia i giannizzeri adattaccare Ingroia come portatore di un non meglio precisato “giustizialismo” e di una fantomatica ‘guerra al Quirinale’… mai esistita. Gli strateghi di via del Nazareno pensavano

che Rivoluzione Civile fosse un pelo superfluo da ignorare o almeno snobbare”.

Sorpresa!

“I sondaggi danno il movimento sopra il 5 per cento, quanto basta già ora per superare il

quorum d’accesso alla Camera”. E – particolare decisivo – Rivoluzione Civile ha al primo punto

la questione morale e al secondo quella sociale, come dimostrano alcuni suoi candidati-simbolo.

E voi, on. Pier Luigi Bersani e Luigi Berlinguer (garante della commissione di Garanzia del

Pd, professore ed ex ministro), come siete messi con i vostri di candidati? Oggi pare che vi riunirete:volete vincere le elezioni e governare il Paese? Lo volete proprio? Bene. Allora cancellate dalle liste dei candidati, a norma del vostro Codice etico, i nomi degli “indegni”: condannati, imputati, indagati, portatori di conflitti d’interesse e amici degli amici, soprattutto in Campania e in Sicilia, cioè, due delle tre regioni dove Ingroia dovrebbe accettare la “desistenza”. Alcuni esempi:

– Antonio Luongo, rinviato a giudizio per corruzione.

– Nicodemo Oliverio, imputato per bancarotta fraudolenta.

– Antonio Papania, che ha patteggiato una condanna per abuso d’ufficio.

– Andrea Rigoni, condannato e poi prescritto per i lavori fuorilegge in casa sua.

– Nicola Caputo, indagato per truffa e peculato nell’inchiesta napoletana sui rimborsi d’oro.

– Vladimiro Crisafulli, re del clientelismo e delle amicizie mafiose di Enna, indagato per abuso.

– Francantonio Genovese, principe della parentopoli e dei conflitti d’interessi a Messina.

Con che coraggio si chiede a Ingroia di farsi gentilmente da parte e di ritirare i suoi candidati puliti per far eleggere questi gentiluomini?

Spero che oggi, cari dirigenti del Pd, voi prendiate decisioni che piacciono agli italiani.

Pensateci bene. Altrimenti sarà guerra fredda, perché sarete voi (e non Ingroia o Grillo) a far vincere Berlusconi.

La corruzione costa 60 iardi all’anno. 
Si potrebbe azzerare il debito pubblico

Libera e Gruppo Abele promuovono una campagna web – Riparte il futuro – per chiedere ai candidati al Parlamento un impegno concreto contro questa piaga: cinque precondizioni per la candidaturadi ANTONIO CIANCIULLO

Il debito pubblico

Libera e Gruppo Abele promuovono una campagna web – Riparte il futuro – per chiedere ai candidati al Parlamento un impegno concreto contro questa piaga: cinque precondizioni per la candidaturadi ANTONIO CIANCIULLO

 


A TRASCINARE il paese nel profondo della crisi contribuisce un macigno che ci costa 60 miliardi di euro l’anno: la corruzione. Se nelle tasche di ogni italiano, neonati compresi, venissero rimessi i mille euro l’anno sottratti dai corrotti si potrebbero vincere molte sfide, ad esempio si potrebbero azzerare gli interessi sul debito pubblico. O dotare le città di un trasporto pubblico degno di questo nome (costa 14 miliardi), proteggerci da frane e alluvioni (2,5 miliardi), mettere in sicurezza gli edifici scolastici (10 miliardi), cancellare l’Imu sulla prima casa (3 miliardi), coprire il costo degli ammortizzatori sociali (20 miliardi).

Per questo Libera e Gruppo Abele hanno promosso Riparte il futuro, una grande campagna di mobilitazione online per chiedere ai candidati al Parlamento un impegno contro la corruzione. Non una dichiarazione generica, ma l’adesione a cinque punti.

In sostanza a chi chiede il voto degli italiani si chiede di mettere in rete il proprio curriculum vitae, la propria condizione reddituale e patrimoniale, l’eventuale presenza di conflitti d’interesse, la propria situazione giudiziaria. E l’impegno diretto a riformare nei primi 100 giorni della nuova legislatura l’art. 416 ter del Codice penale, la norma che considera corruzione soltanto il passaggio di denaro dal rappresentante pubblico al corruttore mafioso, trascurando i favori, le raccomandazioni, le informazioni privilegiate sugli appalti in cambio di voti, la garanzia dalla repressione. Tutti atti che permettono l’accesso  dei clan criminali alla vita economica e sociale del Paese.

La campagna, che ha per simbolo un braccialetto bianco con la scritta #100 giorni che i candidati firmatari indosseranno per i primi cento giorni della nuova legislatura, mira a rilanciare il paese non solo sotto il profilo etico ma anche sotto quello economico. La corruzione, infatti, mina alla radice la credibilità e l’affidabilità dell’Italia agli occhi del mondo, diminuendo di conseguenza l’afflusso di investimenti stranieri. Ad esempio, secondo Unctad, l’afflusso medio di capitali stranieri tra il 2004 e il 2008 in percentuale sul PIL in Italia è stato dell’1,38%, mentre in Francia nello stesso periodo è stato del 3,88%. E’ uno “spread” del 2,5% che corrisponde a 40 miliardi. Capitali che, investiti in innovazione e attività produttive, consentirebbero di generare migliaia di posti di lavoro, soprattutto per i giovani. E questi posti di lavoro, a loro volta, genererebbero ulteriore crescita per il nostro Paese.

“La corruzione inquina i processi della politica e dell’economia, minaccia il prestigio e la credibilità delle istituzioni, sottrae risorse alla comunità, corrode il senso civico e la cultura della democrazia”, ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera. “Il nuovo Parlamento deve bloccarla, ma ho letto certi nomi che, se venissero confermati, sarebbero un brutto segno per il Paese. Bisogna mobilitarsi”. Tra l’altro mentre in Francia, Spagna e Germania ci sono norme che chiedono a chi viene eletto la totale trasparenza, in Italia solo il 40% dei parlamentari ha autorizzato la pubblicazione online della propria dichiarazione dei redditi.

 


 

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A poche ore dal lancio della campagna stanno arrivando le prime adesioni: Antonio Di Pietro, Ermete Realacci (Pd), tutti i capilista di Sinistra Ecologia Libertà, Rosa Villecco Calipari (Pd), i capilista del Pd nel Lazio (Pietro Grasso e Donatella Ferranti), Angelo Bonelli (Verdi), Laura Puppato (Pd), Fabio Granata (Fli), Renato Balduzzi (Lista Monti).

Pubblichiamo una lettera aperta di Franca Rame rivolta a tutti i cittadini affinché, con le loro firme, convincano il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani a eliminare dalla competizione elettorale i nomi degli “indegni”: condannati, imputultima modifica: 2013-01-16T20:26:00+01:00da mobbing21
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