Gli ‘arancioni’ a Roma con “Cambiare si può”. Ingroia: “Io il leader? Ci ragioneremo”

 

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Gli ‘arancioni’ a Roma con “Cambiare si può”. Ingroia: “Io il leader? Ci ragioneremo”

Il “movimento arancione” muove i primi passi. Al teatro Vittoria di Roma si sono incontrate le numerosissime anime della società civile di sinistra, antimontiana e antigrillina, che si è raccolta attorno all’appello “Cambiare si può”, promosso da Paul Ginsborg, Luciano Gallino, Marco Revelli e Livio Pepino. Il “quarto polo arancione”, come lo ha già battezzato qualche giornale, non ha ancora una struttura e una leadership, ma ha registrato le adesioni eccellenti di Luigi De Magistris e Antonio Ingroia. Il sindaco di Napoli ha promesso il suo impegno a fianco del movimento, purché non rinunci a competere per il governo: “Io ci sto se si decide di correre pervincere le lezioni – ha detto De Magistris -. Altrimenti ho già tanto lavoro come sindaco di Napoli”. Ingroia, accolto da una standing ovation, ha dichiarato: “Sarò con voi dal Guatemala o dall’Italia”. Ma alla domanda diretta sulla disponibilità ad assumere la guida del movimento, non ha sciolto le riserve: “Io leader? Ci ragioneremo sopra”  di Tommaso Rodano



 

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Truffa democratica, Bersani bara:ecco come ha cambiato in corsale norme sulla "giustificazione"

 

Nel fuorionda del rottamatore in radio spuntano le tre pensioni di Bersani

 

Pier Luigi avrà un supervitalizio di 10mila euro lordi come deputato, consigliere regionale e funzionario

 

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«Sì Samue­le, il cantante! Vorrei ma non posso…». Non è il cantante, ma il segretario Pd Pier Luigi ( nel tondo ), il Bersani che ne ha tre di vitalizi, «mentre io non ne ho neanche uno» dice Renzi che ha sfida­to la nomenklatura anche sul cumulo delle pensioni. Il segretario del Pd è nel­la condizione di molti politici di profes­sione. Avendo lavorato nel partito co­me funzionario, ed essendo stato poi eletto in varie cariche, Bersani si ritro­verà, quando non sarà più parlamenta­re, a cumulare tre pensioni. Innanzitut­to quella da deputato. Avendo fatto tre legislature allaCamera, l’assegno del segretario Pd si aggirerà attorno ai 5mi­la euro lordi al mese. E si aggiungerà al vitalizio da ex consigliere regiona­le in Emilia-Romagna. Bersa­ni ci è entrato trentenne, e ci è rimasto per anni, fino a diventarne il governatore (sempre da consigliere), nel 1993. Il calcolo com­plessivo della sua pensio­ne da ex cons­igliere lo han­no fatto quelli del M5S in Re­gione: 4 .423,55 euro lordi al me­se.

I due vitalizi si cumulano, la legge non lo vieta. Anzi, permette che si ag­giunga un altro assegno vitalizio, matu­rato dal lavoro extrapolitico. Bersani, ad esempio, ha fatto l’insegnante per un breve tempo dopo la laurea con lode in Filosofia, e successivamente è stato funzionario del Pci-Ds. Da questa attività lavora­tiva e dai relativi versa­menti Inps il segretario (come qualunque altro di­pendente del partito) ha ma­turato un terzo vitalizio, che si cumulerà ai due guadagnati con le legi­slature passate. Su quanto possa am­montare questa terza pensione è ar­duo fare ipotesi, e in generale sul fronte contributivo ci sono stati parecchi pro­blemi in casa Ds, come ci conferma il te­soriere Ugo Sposetti.

Per pochi mesi Bersani non ha matu­rato una quarta pensione, quella da parlamentare europeo. Anche gli eletti a Strasburgo (quelli fino al 2009, prima che cambiasse il sistema) dopo alme­no due anni e mezzo di legislatura han­no diritto al vitalizio. Bersani è stato eletto europarlamentare nel giugno 2004 (con 342.296 preferenze), ma ha poi lasciato nell’aprile 2006, eletto alla Camera e nominato ministro del gover­no Prodi. Meno di due anni, non abba­stanza.
Tra i candidati alle primarie Bersani non è l’unico «cumulator» di vitalizi. Renzi ne ha fatto un’arma elettorale: «Chi ha più vitalizi, a partire da Bersani e Vendola, potrebbe rinunciare alme­no al cumulo? Anche solo per rispetto di chi vive con la pensione minima». A Ballarò Renzi e Tabacci si sono scontra­ti anche su questo.

Tabacci è stato con­sigliere regionale in Lombardia, depu­tato, e poi consulente libero professio­nista (consigliere d’amministrazione Eni, Snam, Efibanca, presidente del­l’Autocisa A15 Parma- La Spezia). Ven­dola è stato deputato, consigliere regio­nale in Puglia, e funzionario nel Pci per quasi vent’anni. Anche Laura Puppa­to, altro candidato alle primarie, avrà un vitalizio, come consigliere regiona­le in Veneto. L’unico al momento a non averne uno è Renzi, che è solo sindaco ed ex presidente della Provincia, cari­che che non lo prevedono. Ma essere ul­timi in questa classifica può finire con l’essere un vantaggio.

 

L’elenco dei patrimoni immobiliari Bersani ha un miliardoI partiti, anche quelli chenon esistono più, sono proprietari di moltissimi beni immobili: il più ricco è il leader del Pd


Forse non lo sanno nemmeno loro, ma al catasto non hanno dubbi.

La più grande immobiliare di Italia è quella della politica. E il palazzinaro

per eccellenza di Palazzo è Pierluigi Bersani. Incrociando come dovrebbe Attilio Befera i dati dei registri delle Camere di commercio con quelli di Sister dell’Agenzia del Territorio, Libero è stato in grado di disegnare la prima vera e completa mappa immobiliare della politica italiana. I partiti politici, le loro organizzazioni territoriali, i circoli, le società immobiliari controllate direttamente e indirettamente hanno in mano oggi 3.805 fabbricati sparsi in tutta Italia e 928 terreni. Le loro rendite catastali,

agrarie e dominicali sommate ammontano a circa 2,8 milioni di euro, che

ai fini della nuova Imu di Mario Monti indicherebbero un valore fiscale di circa 500 milioni di euro. In media per avere un valore reale di mercato bisognerebbe più che raddoppiare questa cifra, arrivando quindi a circa

1,2 miliardi di euro. Di questa somma l’80% circa riguarda proprietà immobiliari che risultano ancora in capo alle forze politiche in cui pianta le sue radici il Pd. Significa che sparso ovunque e gelosamente custodito  in forzieri, fondazioni e strutture territoriali, Bersani può contare su un patrimonio immobiliare che vale quasi un miliardo di euro in caso di valorizzazione. Gran parte è intestato ancora al Partito democratico della sinistra e alle sue strutture territoriali (unità di base, federazioni regionali, comunali e territoriali di varia natura), nonché alle immobiliari che risultano ancora di sua proprietà. Solo nell’area Pci-Pds-Ds-Margherita-Ppi-Pd sono 831 i diversi codici fiscali che risultano intestatari di fabbricati.


Vecchie sezioni – Fra questi ci sono sicuramente le sezioni del vecchio pci, che risulta ancora intestatario al catasto di ben 178 fabbricati e 15 terreni.

Ma vedendo numeri di vani e caratteristiche di ciascun immobile, è difficile che proprietà accatastate come abitazioni di 12 o 14 vani o uffici di metrature ancora più ampie possano corrispondere al classico identikit delle vecchie sezioni territoriali. I democratici di sinistra controllano gran parte del patrimonio immobiliare attraverso le nuove fondazioni che ha costituito con pazienza il tesoriere Ugo Sposetti. Particolarmente ricche quelle umbre e quella di Livorno. Fra Pds, Pd, Ds e vecchio Pci sono ben

più di 3 mila i fabbricati di proprietà. E non è manco detto che ci sia una mappatura completa, e che le varie federazioni di sigle ormai in disarmo ne abbiano l’esatto controllo. Non è escluso che qualche vecchio amministratore locale non ne abbia nemmeno fatta menzione al partito.

La mappa immobiliare è comunque l’unica che rende in qualche modo tangibile il fantasma più classico di ogni partito politico: quello del bilancio consolidato. Per capire quanti soldi sono girati e girano, e quale è la forza economica bisognerebbe infatti mettere insieme i conti nazionali che vengono resi pubblici con i rendiconti delle centinaia di strutture

territoriali che invece sono nascosti. 

Forza economica – L’emergere di tante proprietà immobiliari fa comprendere meglio di ogni altra cosa come il Pd sia il partito che ha alle sue spalle la forza economica più impressionante della politica. L’unica

cosa che non si capisce è come gli amministratori locali di Bersani continuino ad impiegare fondi che il partito gira alle strutture territoriali nell’acquisto di nuovi immobili.  A Genova, dove non mancano certo proprietà delle varie sigle che stanno alle spalle del Pd, è stato comprato

un appartamento da 5 vani nel 2010. A Crespino, in provincia di Rovigo, quattro fabbricati. A Montecchio, provincia di Reggio Emilia, acquistati nell’aprile 2011 addirittura due terreni erbosi. Acquistati immobili e terreni nel piacentino. Così nello spezzino, dove esisteva una celebre immobiliare del pds. Sarà forse un buon investimento in momento di crisi, perché certo il mattone dà più soddisfazione e sicurezza dei fondi in Tanzania. Resta difficile comprendere perché nella sinistra italiana faccia tanto ribrezzo potere prendere una sede di partito o un ufficio per i propri dirigenti in banale affitto come accade a molte altre forze politiche.

Il papa laico – Re Bersani a parte, dalla banca dati della Agenzia del

Territorio emergono molte sorprese: tutti i partiti ufficialmente morti e sepolti hanno ancora appartamenti e perfino palazzine di un certo valore. Dalla Dc al partito socialista. Ne posseggono anche partiti che certo non hanno invaso le cronache politiche, come quello del Papa laico o quello dell’armonia. Ma la sorpresa delle sorprese viene dal partito nazionale fascista, che non solo è morto, ma è stato sciolto per legge. Tutti i suoi

beni sono passati al demanio pubblico, ma l’operazione non è riuscita per quattro fabbricati e due terreni. Uno di questi risulta ancora di proprietà del Pnf e dato un uso ad Anagni, nel frusinate, al Fondo edifici di culto del ministero dell’Economia.

di Franco Bechis


 

 

 

 

 ECCO LA LISTA DEGLI INDAGATI/CONDANNATI IN PARLAMENTO

 

 

 

 

 

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COPERTINA OPUSCOLO UFFICIALE

 

RILEGATURA E STAMPA FATTA A MANO DA GABRIELE CERVI SPESE AUTOFINANZIATE

 

 

 

 GRUPPO FONDATO SU FACEBOOK: RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

 I conti in tasca a tutti i partiti: ne manteniamo ben 67

 

I due volumi sono ormai da collezione. Mille pagine circa l’uno, sono usciti per i tipi della Gazzetta Ufficiale il 31 ottobre scorso in serie straordinaria. Lì, trasmessi dalla Camera dei deputati, sono raccolti i bilanci 2010 di tutti i partiti e movimenti politici che hanno ottenuto direttamente (quasi tutti)

o indirettamente (una manciata) rimborsi elettorali da parte dello Stato.

E quindi dalle tasche dei cittadini, militanti o meno che siano. È  la pubblicazione record della storia della Prima e della Seconda repubblica italiana, perché i partiti finanziati dai contribuenti sono ben 67. Non c’erano mai stati così tanti, e la moltiplicazione è stata favorita dalle

ultime elezioni regionali che hanno creato liste personali che si sono presto trasformate in nuove forze politiche, come la lista di Renata Polverini e quella di Giuseppe Scopelliti. Tutti insieme i 67 hanno dichiarato di avere ricevuto dallo Stato un cadeau da 221 milioni

di euro nel 2010. 

 

La cifra non corrisponde al millimetro ai vari rimborsi elettorali che si sommano, perché molti partiti li contabilizzano in modo diverso: c’è chi conteggia solo la quota annuale del contributo, chi invece la inserisce

in conto economico integrale e poi non la fa passare più di lì negli

annui successivi, chi la mette nei conti di ordine, chi nella partita fra

debiti e crediti dello stato patrimoniale. I partiti fanno quello che

vogliono, a maggiore ragione lo fanno quando i soldi che arrivano

sono certi e nessuno li può contestare. Il fiume di denaro è tanto,

perché con questo ritmo nel corso di una legislatura si arriva poco sotto

il miliardo di euro da spartirsi. Eppure, come dimostrano quei bilanci,

non basta mai. I rimborsi valgono in sé circa tre volte le spese

elettorali effettivamente dichiarate: c’è chi spende di più e chi non lo

fa, guadagnando tutto quel che arriva dallo Stato. Ma il fiume di denaro

fa venire l’acquolina in bocca a chi lo amministra. Così i partiti sembrano avere ricostruito strutture immobiliari e organizzative che fanno invidia ai loro eredi della prima Repubblica, e quando non hanno costi fissi lievitati a bilancio, pagano regolarmente servizi esterni per cifre clamorose. Perfino i partiti che sulla carta non dovrebbero più esistere e fare attività politica, come la Margherita o Alleanza nazionale.  Il risultato è che hanno incassato dallo Stato 169 milioni di euro, ne hanno spesi una settantina nelle campagne elettorali, ma le spese ordinarie hanno fatto lievitare le uscite fino a 297 milioni di euro. Così tutti quelli a cui i militanti non lanciano un salvagente con il loro contributo, riescono pure a chiudere

in rosso.
Fra le entrate e le uscite molte sono naturalmente partite di giro, perché fra i 67 ci sono veri e propri cartelli elettorali dismessi come l’Unione,

La Casa delle Libertà o l’Ulivo. Ricevono ancora loro parte dei contributi elettorali per consultazioni del passato e li girano agli eredi, il Pd e il

Pdl in primis. Anche per questo motivo a fare la parte del leone è il

Partito democratico, figlio di una quantità innumerevole di formazioni

della sinistra che risultano ancora vive e vegete. 

 

È  Pier Luigi Bersani il campione 2010 alla roulette dei contribuenti,

visto che in bilancio del suo Pd risultano 51,7 milioni di euro di

contributi. Ma è anche il recordman della spesa per mantenere in piedi

la sua struttura: poco meno di 100 milioni di euro all’anno, quasi un terzo di quello che spende tutto il sistema politico dei 67. Al secondo posto in entrambe le voci il Pdl, che incassa 32 milioni di contributi pubblici, ma spende per mantenersi 52,8 milioni, in gran parte proprio in

comunicazione elettorale. Terzo posto in classifica per la Lega Nord,

che prende dalla mammella di Roma ladrona 22,5 milioni di euro, e

spende per la sua attività 27,4 milioni di euro. Sbilanciatissima anche l’Udc di Pier Ferdinando Casini, che riceve l’ottavo contributo pubblico

in classifica, con 11,7 milioni di euro. Ma è spendacciona: con i suoi

16,4 milioni di euro è il quarto partito in assoluto dalle mani bucate.

 

 

provino fotografico da riversare sul mio blog

 

Castelverde 3 aprile 2012

Raccomandata un giorno con ricevuta

 Al segretario dei Consiglio dei Ministri

Prof. Mario Monti

Roma

e.p.c    alla Commissione Europea dei diritti dell’uomo

 

LETTERA APERTA INVIATA TRAMITE RACCOMANDATA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PROV. MARIO MONTI

 

Egregio Signor Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Mario Monti,

il 25 Gennaio 2012 tramite lettera raccomandata ho inviato  alla s.v. un opuscolo contenenti alcune proposte riguardanti una non più procrastinabile riforma dei partiti.

Nell’opuscolo fra i vari punti auspicavamo una corretto contributo che riguardasse le spese effettive sostenute dai vari partiti durante le elezioni politiche. I casi recentissimi dell’ex Margherita che hanno coinvolto l’ex tesoriere Lusi che ha dirottato diversi milioni di euro di contributi ad personam, i casi recenti della lega e nel passato anche di altri partitti,  oltre ad aver provocato profonda indignazione da parte della maggioranza dell’opinione pubblica, ci induce  noi cittadini, promotori del primo appello a riformulare un secondo accorato appello nei confronti di Sua Eccellenza con la speranza che la s.v. intervenga  in sinergia con i partiti per regolarizzare una volta per tutte il contributo elettorale che così come è oggi è da ritenersi fuori dalla legge .

In questi anni si sono sprecati milioni di euro per foraggiare partiti e  personaggi  politici di dubbia moralità. Lei con il suo governo avete chiesto a noi cittadini di fare sacrifici su sacrifici per cercare di risanare il nostro sfortunato paese governato e sfruttato  per decenni da politici poco onorevoli . da lobby e da caste.

A noi avete chiesto di   tutto e di più mentre nulla avete chiesto in termini di sacrifici alle varie lobby e alla nostra classe politica se non la tutela dei loro iniqui privilegi.

Per abbattere almeno in parte l’attuale iniquo status quo vi proponiamo  tramite un decreto legge di rendere almeno trasparente il contributo elettorale che crediamo sia giusto dare ai partiti ma osservando onestà e trasparenza.  Siamo al corrente che sono state presentate da parte di alcuni partiti politici alcune proposte di legge . Sappiamo che le proposte di legge lasciano il tempo che trovano nel senso che molte volte, passano anni prima di essere discusse… Noi cittadini non abbiamo  più  tempo.. il nostro tempo è scaduto ecco perché riteniamo che serva da parte vostra un  urgente decreto legge.

La nostra proposta tramite decreto legge consiste:

I partiti durante la campagna elettorale dovranno  preventivamente giustificare tutte le spese elettorali che  successivamente tramite mandati verranno saldate dal Parlamento. Compito del Parlamento (si auspica una commissione parlamentare  elettorale  ad hoc costituita da tutti i rappresentanti dei partiti) sarà di controllare e verificare  la legalità delle  varie pezze giustificative.  Il partito che presenterà delle pezze non in regola sarà sanzionato con un multa  e si vedrà nel contempo decurtare il successivo contributo elettorale. Personalmente sono contrario al referendum abrogativo indetto dal segretario dell’Idv On. Di Pietro in quanto ritengo che il contributo  dato ai  partiti sia più che legittimo  per garantire la democrazia e la pluralità nel nostro paese.

Sono sicuro che lei nella sua importante carica di Presidente del Consiglio dei Ministri sia il solo che possa tramite un decreto legge riportare nella legalità l’attuale status quo.

Sicuri, che questo nostro appello non cada nel vuoto ma che sia preso come impulso propositivo per addivenire al più presto ad una vera e radicale riforma  Le auguriamo tutto il bene possibile convinti che tutti siamo chiamati a dare il nostro fattivo contributo per il nostro beneamato paese.

Con profonda stima e ringraziando anticipatamente per la  Sua cortese attenzione inviamo a Sua Eccellenza i nostri migliori Auguri di Buona  Pasqua.

Gabriele Cervi

(fondatore su facebook del gruppo riforma dei partititi e dei sindacati codice etico)

 

PS: Copia di questa lettera è stata da me inviata anche alla Comunità Europea per informare la medesima di questa  nostra legittima iniziativa nella speranza che non si debba da parte nostra fare un ricorso  se da  parte vostra dovesse perdurare tale grave , iniqua ed eticamente scorretta irregolarità amministrativa..

Alleghiamo un cd dove si parla del nostro gruppo fondato su facebook e dove sono state riversate le nostre proposte con informazioni riguardanti lo spreco di denaro pubblico di cui  il Parlamento e i partiti  ne sono i massimi artefici.

PS: Copertina e cd sono stati prodotti artigianalmente  da Gabriele Cervi che si autofinanzia.


LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO PROPOSTE
FACEBOOK 15 Aprile 2011
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROF. GIORGIO NAPOLITANO
PRESSO PALAZZO DEL QUIRINALE
ROMA


Egregio Signor Presidente,
scriviamo a vostra eccellenza per sottoporle alcune proposte innovative e riformatrici che se accolte potranno dare un impulso etico e di trasparenza all’attuale status politico e sindacale del paese.
Per dare sostanza alle nostre proposte, abbiamo fondato un gruppo online usando il socialnetwork Facebook dove possiamo interagire con tanti amici online.
Il gruppo non ha scopo di lucro, è aperto a tutti ed è traversale. Il neo gruppo (è nato ai primi di aprile) attualmente può contare su 320 aderenti. Al gruppo hanno dato la loro adesione: politici, scrittori, filosofi,psicologi, giornalisti, dottori e gente comune.
Dopo questa dovuta presentazione siamo onorati di sottoporle alla s.v. alcune proposte che abbiamo raggruppato in un vero e proprio codice etico. Ecco quindi l’esigenza in primis di affrontare all’interno dei medesimi alcuni correttivi.
I punti che abbiamo individuato sono i seguenti:
CODICE ETICO COME INTEGRAZIONE ALLO STATUTO DEI PARTITI E DEI SINDACATI
a) Attualmente lo statuto dei partiti ( e dei sindacati ) non prevede di rendere pubblico il proprio bilancio.
b) Proposta: noi riteniamo che sia necessario invece che queste importanti istituzioni che fruiscono tra l’altro di contributi pubblici pubblicare i propri bilanci con controlli esterni.
c) I revisori dei conti non devono essere eletti solo all’interno dei partiti ma almeno la maggioranza deve essere espressione della società civile esterna.
d) Deve essere garantita la democrazia interna nei partiti i probiviri sono attualmente eletti fra gli iscritti,
e) La nostra proposta invece prevede che i probiviri siano esterni al partito
f) Attualmente i candidati alle elezioni sono scelti per la maggior parte dalle segreterie dei partiti
g) La nostra proposta invece prevede che i candidati siano scelti dalla base pura degli iscritti
h) Attualmente vengono candidati anche persone che hanno pendenze penali in corso
i) La nostra proposta è la non eleggibilità (e quindi la non candidatura) di tutti coloro i quali hanno pendenze in corso e la fedina penale e civile sporca
Illustre Presidente, questi sono alcuni punti che noi riteniamo importanti proposte indirizzate a tutti coloro i quali sperano ancora nella Democrazia non di facciata ma reale basata non sulle oligarchie di regime partitocratrico ma su un vero stato di diritto.
In questi decenni i partiti hanno creato una distanza fra loro e i propri elettori, questa distanza riguarda la societa’ civile . I partiti purtroppo rappresentano solo se stessi e i loro interessi di bottega.
Hanno suddiviso il paese in caste e lobby… dimenticando il bene collettivo.
Troppi privilegi, e la non trasparenza hanno fatto si che la gente ormai sfiduciata , amareggiata, e disillusa non creda più allo stato di diritto, ma sempre più a uno stato fondato da furbi, ladri e disonesti.
Noi non vogliamo che ciò sia il nostro ma soprattutto il destino dei nostri figli e delle nuove generazioni..
Noi già abbiamo pagato un pesantissimo prezzo in nome di ideali ormai morti ed oggi utili solo alla partitocrazia che li usa per perpetuarsi.
È per questo che come cittadini usando le opportunità che questa democrazia ci concede abbiamo ritenuto opportuno inviarle queste proposte .
In attesa di un suo gradito riscontro, si coglie l’occasione per porgere a Sua Eccellenza i nostri migliori e sentiti saluti.


Per il gruppo
Gabriele Cervi
GRUPPO FACEBOOK
RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO


Mai come ora, si sente la voglia di rinnovamento in politica e nel suo indotto. I referendum hanno riportato il popolo a riprendersi (anche se per un momento) la propria sovranità popolare. La gente ha dimostrato la voglia di cambiamento, mentre la classe politica sempre più vecchia, e incapace non riesce a rinnovarsi e a rinnovare il paese. Questi oligarchi di partito, questi Guelfi e Ghibellini capaci solo di farsi guerra e fare guerra per qualche poltrona in più sono diventati personaggi da repubblica delle banane.. Il nostro paese certamente non li merita perché gli italiani (almeno la maggioranza) ragiona ancora con il proprio cervello.. anche se non avendo alternative.. è facile preda dei predatori politici di turno…
Abbiamo una classe dirigente in politica che oltre ad essere vecchia, non produce idee nuove limitandosi di gestire lo status quo .
Nei partiti l’onestà è un optional come è un optional la democrazia interna. I partiti sono da sempre delle roccaforti dove non si decide liberamente condividendo intenti,proposte e nuove idee… Le federazione, le sezioni di partito si sono ridotte solo a portare acqua ai Leaders di partito e a mera propaganda sul nulla….
Di conseguenza il parlamento è diventato una cassa di risonanza per i partiti portatori di interessi di casta e di privilegi sempre più consolidati e di non facile estirpazione.. 
Il demerito di Sivlio Berlusconi è stato quello di palesare e di perpetuare l’onnipotenza di chi ,arrivato al potere, su mandato popolare strada facendo ne ha tradito le aspettative e i sogni di tutti coloro i quali hanno creduto in lui.
Ma Silvio Berlusconi a ben vedere non è mai stato nuovo.. uno che arriva dalla corte di Craxi e che ha avuto nei vecchi partiti aiuti e soccorso (per le sue aziende) non poteva essere il nuovo. Ma la gente nonostante il suo passato gli ha dato fiducia, gli ha creduto.. La gente allora come adesso non aveva alternative.
Attualmente il nuovo in politica non esiste come non esiste la condivisione per il bene comune..
Fino a quando i partiti non faranno pulizia al loro proprio interno, fino a quando verranno gestite le segreteria di partito ad personam, fino a quando chi fa politica la fa per un proprio tornaconto personale.. la politica non potrà mai essere riformata perché non conviene in primis a coloro i quali la usano per mercimonia.
Tutto quello fin qui prodotto dai politici è servito a rafforzare le loro case vuote di valori ma piene di interessi..e di business…
Loro i partiti sono unici nella loro disonestà…non ci risulta che in Europa ci siano partiti (oltre al nostro) chei gestiscono finanziamenti pubblici, senza controlli ma soprattutto occultando i propri bilanci.
Vorremo sapere dove esistono oligarchi come i nostri che dopo 20. 30. 40. 50 anni di incarichi e di potere sono ancora sulla scena politica a comandare ma soprattutto a fare i propri interessi..
In verità ,Il sitema politico italiano è un caso a parte..dove un certo potere politico ormai obsoleto continua a reiterare iniquità e interessi di parte…
.. Ill paradosso è che quando cadrà Berlusconi coloro i quali lo sostituiranno (siano essi di destra o di sinistra) non saranno alternativi e innovativi al sistema in quanto vecchi oligarchi che hanno scelto di condurre la propria esistenza gestendo come dittatori il proprio partito..
Forse è il caso di iniziare a prendere come cittadini , qualche decisione, a formulare qualche proposta dalla base per fare piazza pulita una volta per tutte
Gabriele Cervi

  

INFORMATIVA RIVOLTA AL GRUPPO FONDATO SU FACEBOOK


Prendo l’occasione di una richiesta fatta da un aderente al gruppo riformiamo i partiti e i sindacati codice etico, che mi ha chiesto di cancellarlo dal gruppo: ( Toglietemi xche non sono del pd e mi scocciano i vostri link) per chiarire alcuni punti che se non a conoscenza posso ingenerare (come nel caso di questo nostro aderente) spiacevoli equivoci.. 
Premesso che chiunque può entrare a fare parte del gruppo (in quanto il gruppo medesimo è libero) o come mio amico online oppure come iscritto facebook. Io tra l’altro iscrivo i miei amici online al gruppo ma una volta iscritti se scoprono che le tematiche e il fine del gruppo non sono da loro condivise possono benissimo abbandonare il gruppo senza chiederlo agli amministratori del gruppo.
Ma torniamo al caso riportato sopra dell’amico che mi chiede di cancellarlo.. in quanto crede che il gruppo sia una espressione del Pd. Il gruppo come tra l’altro detto nella presentazione è al di sopra delle parti, dei partiti, ma soprattutto è traversale. Questo vuole dire che al gruppo possono aderire amici di sinistra, di centro destra ecc. Infatti io mi onoro di avere fra gli iscritti, politici di destra, di centro e di sinistra. Perché questo!!.. Ma perché penso che in ogni partito, in ogni movimento, in ogni organismo istituzionale ci siano persone libere , autonome che agiscono e tendono al bene collettivo.
Ecco perchè trovate e troverete articoli che una volta parlano del Pd, e che altre volte parlano della casta tutta, oppure del Pdl dei sindacati tutti ecc. Questo perché ribadisco il gruppo non è schierato con nessuno, ma riteniamo importante interagire con tutti. Nel nostro paese molte cose non funzionano perché il paese è diviso oltre che in caste, in Guelfi e Ghibellini ed ognuno di questi attori tirano l’acqua solo al proprio mulino tralasciando il bene collettivo.
Molti ragionano ribadisco per partito preso.. invece bisogna uscire da questo status mentale qualunquista. Il gruppo ha un fine, in primis ed è di proporre delle modifiche /lo abbiamo chiamato codice etico negli statuti di partito perché ritengo, riteniamo, che prima di abolire privilegi, caste e castine, si debba intervenire su coloro i quali sono deputati dal popolo sovrano a fare leggi e leggine. Loro quindi per primi devono dare buon esempio perché sono i nostri rappresentanti. Ma se queste leggi e leggine vengono fatte da personaggi che sono emanazioni di partiti corrotti dalla gestione ad personam cosa possiamo noi aspettarci da simili soggetti se non il favorire ed il fiorire di una classe di furbi che si sono messi in politica solo per fare i propri interessi, gli interessi delle loro consorterie e di propri partiti!!. Ritornando al gruppo io non guardo tanto il numero, le adesioni, ma guardo la qualità delle persone iscritte, il loro impegno, le loro idee, le loro proposte. A questo proposito chiunque può fare domanda per fare l’amministratore del gruppo nessuno escluso. L’amministratore può inserire nuovi aderenti, può cancellare aderenti ma ci deve essere una buona motivazione di fondo ecc.
Questo anche perché il gruppo è veramente libero, non esiste nessun leader .. tutti possono equipararsi se vogliono alla carica di amministratori del gruppo. E’ la nostra una forma di vera democrazia che non esclude nessun membro. 
Questa comunque è l’ultima mia battaglia volta al bene comune perché dopo 30 anni di battaglie credo che sia giunto il momento di ritirarsi. Le mie battaglie sono sempre state improntate per il bene sociale. Ho combattuto per fare chiudere gli orfanatrofi, ho combattuto contro i partiti che ritenevo e che ritengo dei comitati d’affari, ho combattuto essendo stato più volte mobbizzato contro lo stesso mobbing diventandone fondatore e presidente di una associazione. Ho combattuto per fare tornare il crocifisso nelle nostre aule scolastiche (avvalendomi per la prima volta di facebook). Questo cari amici prendetelo come un breve mio breve curriculum vitae.
Scusatemi amici se sono stato un po’ lungo, ma è importante sapere come stanno le cose per non arrivare poi a generare in alcuni di voi legittimi equivoci

 

 

 

  

 

 

 


 

 

 POLITICI CARISSIMI: LA SOLA CAMERA DEI DEPUTATI CI COSTA 2.215 EURO AL MINUTO

 

POLITICA COSTOSA E NOI PAGHIAMO!!! LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA IL 27 OTT. C.A.

 

POLITICA E ANTIPOLITICA MIA RISPOSTA A MONS. RINI DIRETTORE DEL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA GIOVEDI  3 NOV.2011

I PRIVILEGI DEI CONSIGLIERI REGIONALI E QUELLI DEI SINDACATI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA DOMENICA 17 LUGLIO 2011

 

SINDACATO - IMPRENDITORE COSI' COMINCIANO I PROBLEMI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 21 MARZO 2001

 

APPELLO: DOBBIAMO REGOLARIZZARE IL CONTRIBUTO DEI PARTITI LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA VENERDI 14 OTT.

A NOI CHIEDONO SACRIFICI AGLI EX PARTITI ARRIVANO MILIONI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 1 AGOSTO

DENUNCIAMO GLI SPRECHI DELLA POLITICA ITALIANA GRUPPO SU FACEBOOK FONTE IL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA E IL QUOTIDIANO LA CRONACA DI CREMONA VENREDI 29 LUGLIO

LA BATTAGLIA SU FACEBOOK HA UN GRANDE VALORE MIA REPLICA A SERGIO LINI PUBBLICATA DAL SETTIMANALE IL PICCOLO VENERDI 21 OTTOBRE 2011

 

Gli ‘arancioni’ a Roma con “Cambiare si può”. Ingroia: “Io il leader? Ci ragioneremo”ultima modifica: 2012-12-02T14:26:17+01:00da mobbing21
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