Feci, preghiere e Forza Nuova. In scena la pièce di Castellucci

 

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Feci, preghiere e Forza Nuova. In scena la pièce di Castellucci

Il presidio di Forza Nuova, una trentina di persone a duecento metri dal teatro Franco Parenti di Milano, è stato sgomberato dalle forze dell’ordine. I militanti sono stati scortati nell’adiacente piazzale Libia, dove erano in corso la manifestazione di Militia Christi, la messa di padre Floriano Abrahamowicz e il presidio dei Cristiano padani con bandiere leghiste al seguito. Tutti attenti nel dissociarsi gli uni dagli altri. Lo spettacolo di Castellucci è andato in scena poco dopo le 21 (leggi l’articolo). Blindatissimo, grazie a polizia e carabinieri, ma poco convincente, stando ai commenti raccolti all’uscita. di Franz Baraggin

 

Volto di Gesù e facce di bronzo

Spunta UN VIDEO in cui il regista spiega il significato della sua pièce: “Gettare un po’ di m…. sul viso di Dio”

di  – 

Il Volto del più bello tra i figli degli uomini guarda gli spettatori con gli occhi immaginati da Antonello da Messina. È quasi impossibile guardare altrove. La scena è tutta bianca, l’arredamento minimal ricorda interni metropolitani.

 
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Storie di agio materiale e devastazione emotiva, la sofferenza di un padre incontinente e di un figlio che lo accudisce con amorevole pazienza sempre più messa alla prova, sfugge qualche imprecazione, finché alla fine è Gesù il capro espiatorio.

Gli escrementi sporcano i pannoloni, il letto, il pavimento. Poi è il Volto di Cristo a sporcarsi tutto, la tela si riempie di liquido denso, si squarcia e appare la scritta You are (not) my shepherd, Tu (non) sei il mio pastore. Siamo al Teatro Parenti, alla prima dello spettacolo Sul concetto di Volto nel figlio di Dio, accusato di blasfemia in Francia, ammorbidito nella versione milanese dove mancano le bombe e gli escrementi ma continuano ad abbondare i liquami. Padrona di casa Ruth Shammah. Tra gli ospiti, Giulio Giorello, Vito Mancuso, Roberta de Monticelli, Antonio Scurati, Michele Serra, Concita De Gregorio, Ornella Vanoni, l’assessore alla Cultura, Stefano Boeri. Assente la censura, inesistenti le minacce. E nessuno interrompe lo spettacolo. Alla fine applausi e persone che velocemente lasciano la sala. Parte il dibattito.

Fin qui dentro, in platea. Fuori le camionette e la polizia pronta a una sommossa che grazie a Dio non c’è, a parte qualche tensione con i militanti di Forza Nuova. In una piazza poco lontana, gruppi di cattolici, molti tradizionalisti e lefebvriani, qualche sedevacantista, pregano. Alle nove in punto, orario di inizio dello spettacolo, nella parrocchia San Pio X si celebra la Santa Messa di riparazione all’offesa al Santo Volto. Così in molte altre chiese in tutta Italia.

La causa dell’oltraggio sono i liquidi scuri e le bombe che in Francia hanno deturpato l’immagine di Gesù. Escrementi? «Queste persone sono oscene», dichiarava sdegnato alla conferenza stampa di presentazione Romeo Castellucci, il regista della performance criticata dal Vaticano e dalla Chiesa di Milano. Si sono sprecate le lamentele sulla censura, le interpretazioni malevole, il teatro sotto assedio, la malafede dei cattolici che in Francia protestavano indignati contro lo spettacolo e in Italia lo contestavano senza averlo visto. Qualcuno è arrivato a parlare persino di antisemitismo.

Lunedì sera su La7, alla vigilia del debutto milanese, Gad Lerner ha fatto l’ennesimo spot alla direttrice artistica del Teatro Parenti, Ruth Shammah, e a Castellucci, che era arrivato a parlare di fatwa cristiana e a negare di aver pensato di lanciare escrementi sul Volto di Dio.

Eppure i video che circolano su Internet lo smentiscono. In un’intervista all’emittente E20Romagna (rilanciata dal sito Libertà e Persona), rilasciata da Castellucci nel novembre 2010, quando lo spettacolo sul Volto di Cristo era in scena a Cesena, il regista è molto esplicito. E rivela l’obiettivo di «far incontrare l’escatologia in questa performance con la scatologia in senso letterale, quindi la m….. (la parola è proprio quella lì, ndr». Poi si spingeva oltre, proponendosi di «illuminare la m….. con la luce divina». Fino all’exploit finale: «Gettare un po’ di m…. sul Volto di Dio».

Le immagini di scena erano in perfetta sintonia con gli intenti dichiarati. E infatti l’inchiostro di china viene buttato dietro l’immagine di Antonello da Messina, in modo che il Volto di Cristo venga coperto da un liquido scuro che gli spettatori (confortati dalla lettura del regista) interpretano come allusione agli escrementi del protagonista. Mancano le granate viste ad Avignone lanciate dalle comparse.MMENOmnia in bonum e uno spettacolo può diventare migliore delle intenzioni dell’autore. Nella vita si può cambiare idea, migliorare e dare interpretazioni contraddittorie e confuse anche del proprio lavoro, ma perché gettare la Croce addosso ai tanti cristiani e agli esponenti della Chiesa cattolica che da tutte queste oscenità si sentono offesi? O alla Diocesi di Milano che ha chiesto al Teatro Parenti maggiore attenzione nella programmazione?


Alle 21 al Teatro Franco Parenti andrà in scena “Sul concetto di volto nel

Figlio di Dio”, la pièce teatrale di Romeo Castellucci definita ‘blasfema’

dagli estremisti cattolici. Proteste di piazza organizzate da Militia

Milano, debutta stasera lo spettacolo che fa andare su tutte le furie gli ultra cattolici

Christi, Italia cristiana,

Fondazione Lepanto, Comitato no 194. Messa lefebvriana del Circolo cattolico Christus Rex. Ma anche un presidio di solidarietà della sinistra cittadina per il regista

Una scena dello spettacolo “Sul concetto di volto nel Figlio di Dio” in scena stasera al teatro Franco Parenti

Sul concetto di volto nel Figlio di Dio” va finalmente in scena. Stasera alle 21 il sipario del Franco Parenti di Milano si aprirà sull’immagine del Cristo di Antonello da Messina che fa da sfondo allo spettacolo diRomeo Castellucci, accusato dagli estremisti cattolici di essere blasfemoE definito dal Vaticano “un’opera offensiva delle convinzioni religiose dei cristiani”. E dopo giorni di polemiche, le proteste dei gruppi ultra religiosi si sposteranno da Internet alla piazza. Con il timore che si possano ripetere gli scontri di Parigi, dove lo scorso ottobre la rappresentazione ha scatenato la reazione dei lefebvriani francesi.

Due le iniziative che si terranno in piazzale Libia, a due isolati dal Franco Parenti, dopo che la questura di Milano ha impedito il sit-in davanti all’ingresso del teatro. Alle 19 verrà celebrata una messa di rito lefebvriano organizzata dal Circolo cattolico Christus Rex. Una cerimonia di riparazione contro un’opera ispirata “a teorie gnostico-blasfeme, quindi profondamente anticattoliche, che rovesciano e offendono la gloriosa storia della Redenzione operata da Nostro Signore Gesù Cristo”, si legge sul sito dell’organizzazione che si auto definisce “gruppo di cattolici apostolici romani integrali”.

Mezz’ora dopo Militia ChristiItalia cristianaFondazione LepantoComitato no 194 e altri movimenti del mondo ultra cattolico reciteranno due rosari, uno in latino e uno in italiano. Preghiere, ma anche striscioni, bandiere e megafoni. Poi una delegazione dei manifestanti si sposterà davanti al teatro. Sul rischio di incidenti taglia corto Fabrizio Lastei, portavoce di Militia Christi: “Gli slogan saranno fermi, ma civili – spiega a ilfattoquotidiano.it -. Le contestazioni rimarranno nei confini del moralmente corretto, nel rifiuto della violenza e dell’antisemitismo”. Parole che cercano di smorzare i toni, dopo le minacce arrivate nei giorni scorsi ad Andrée Ruth Shamah, direttrice di religione ebraica del Franco Parenti.

Messe e rosari saranno celebrati anche a Roma, nella basilica di S. Andrea delle Fratte, aNapoli, nella chiesa di S. Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco e a Firenze, nalla parrocchia di Ognissanti e nella chiesa dei Santi Michele e Gaetano. Iniziative contro un’opera che, secondo gli oltranzisti cattolici, costituisce una vera e propria bestemmia. Accusa che Castellucci respinge: il suo spettacolo, dice, si ispira alle Sacre Scritture e gli attacchi non sono altro che “una fatwa cristiana”. In solidarietà al regista Rifondazione comunista, Pdci, Sel e Comitati X Milano saranno in presidio a partire dalle 18.30 in piazza Buozzi, a poche centinaia di metri dalle proteste.

A sua difesa poi, si sono schierati molti intellettuali, che hanno aderito a un appello lanciato daMassimo Marino, Attilio Scarpellini e Oliviero Ponte di Pino. Secondo i tre critici teatrali “non si tratta di scegliere tra chi dice di aver scritto il suo spettacolo come una preghiera e chi, senza averlo visto, lo accusa di essere blasfemo”. Si tratta ”semplicemente di garantire a Romeo Castellucci la prima ed essenziale libertà di ogni arte e di ogni artista: quella di essere compreso o frainteso con cognizione di causa, di essere giudicato secondo la sua opera e non secondo il pregiudizio di un manipolo di fondamentalisti che agita la fede in Cristo come una clava identitaria”. Hanno firmato, tra gli altri, Giuseppe Bertolucci, Mario Martone, Giancarlo De Cataldo, Jovanotti e Antonio Scurati. Tutti convinti che la libertà di espressione artistica è “un cardine irrinunciabile della nostra esistenza civile”.

 

CATTOLICI: Dopo le accuse di blasfemia avanzate da Militia Christi e nonostante la dura presa di posizione del Vaticano, la direttrice Ruth Shammah conferma per il 24 gennaio la prima di ‘Sul concetto di volto nel Figlio di Dio’ di Romeo Castellucci

 

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“Lo spettacolo si farà”: il teatro Parenti
non cede alle minacce degli ultras cattolici

Dopo le accuse di blasfemia avanzate da Militia Christi e nonostante la dura presa di posizione del Vaticano, la direttrice Ruth Shammah conferma per il 24 gennaio la prima di ‘Sul concetto di volto nel Figlio di Dio’ di Romeo Castellucci, che a sua volta denuncia una fatwa religiosa contro la sua opera

Uno striscione di Militia Christi

Un’opera teatrale offensiva verso Gesù Cristoe i cristiani, accusa il Vaticano. Niente di più falso: è uno spettacolo ispirato alle Sacre Scritture, ribatte Romeo Castellucci, regista diSul concetto di volto nel Figlio di Dio, la pièce che da giorni è sotto attacco da parte di Militia Christi e altri gruppi di estremisti cattolici. Come sotto attacco è il teatro Franco Parenti di Milano, dove la rappresentazione debutterà il 24 gennaio. Con la direttrice Andrée Ruth Shamah, di religione ebraica, oggetto nei giorni scorsi di minacce. E, dopo la discesa in campo della Santa Sede, lo scontro è salito di livello.

Uno spettacolo ‘blasfemo’, lo definiscono i movimenti dell’integralismo cattolico che ne chiedono l’annullamento. Il timore delle forze dell’ordine è che a Milano possa andare in scena una replica di quanto avvenuto l’ottobre scorso a Parigi, quando la rappresentazione diSul concetto di volto nel figlio di Cristo scatenò la reazione dei lefebvriani francesi e di gruppi di devoti ultra tradizionalisti. Con ragazzi incatenati davanti al teatro, risse, manganellate e strade adiacenti militarizzate. Del resto non sarebbe la prima volta che Militia Christi, uno dei movimenti più accaniti contro Castellucci, si renderebbe protagonista di atti eclatanti. I suoi militanti ogni 20 settembre partecipano a Roma alle celebrazioni per la breccia di Porta Piacon striscioni polemici per commemorare i caduti dello Stato Pontificio.

Vicina all’organizzazione di estrema destra Forza nuova, Militia Christi in passato si è resa protagonista anche di iniziative contro il Gay pride. Come nel luglio 2010, quando vicino al Colosseo, per contestare la manifestazione del mondo Lgbt (lesbian, gay, bisexual e tran gender), ha appeso un manifesto con la scritta “Gay Pride: diritti alla perversione”. Frequenti anche le iniziative contro quelli che il movimento definisce “omicidio-eutanasia” e “omicidio-aborto”. Con un’aggressione, questa l’accusa di alcuni membri del Pd della Capitale, quando nell’ottobre 2010 dopo l’approvazione di un ordine del giorno sui consultori, ci fu “il lancio di volantini, sedie e insulti al grido di ‘abortisti e assassini’”.

Le battaglie di Militia Christi sono simili a quelle portate avanti dagli altri gruppi ultra cattolici che ora attaccano Un concetto di volto nel Figlio di Dio. Nell’elenco riportato dal sito riscossacristiana.it, che dà anche conto anche di alcune azioni legali già avviate contro lo spettacolo, ci sono per esempio il gruppo anti abortista Comitato no 194 e Ora et labora in difesa della vita, movimento che il 25 novembre commemora ogni anno quello che sarebbe il compleanno di Eluana Englaro, se fosse ancora in vita.

Attacca Castellucci anche il “blog cattolico non secolarizzato” Pontifex. Lo stesso che lo scorso dicembre ha definito “segno della giustizia divina contro il libertinaggio” la morte di un operaio che stava montando il palco per il concerto di Jovannotti a Trieste. E non si è tirato indietro Roberto de Mattei, che nel marzo 2011 definiva, da vice presidente del Cnr, lo tsunami giapponese “voce della bontà di Dio”. E che ora parla di Castellucci come di un autore italiano “il cui nome merita di essere consegnato alla vergogna della storia”.

Ma cosa fa tanto infuriare gli ultras religiosi? Protagonisti di Sul concetto di volto nel Figlio di Dio sono un padre, vecchio e incontinente, e suo figlio, che lo accudisce e lo pulisce dalle feci per tutti i 50 minuti dello spettacolo. Sullo sfondo una gigantografia del volto di Cristo, come lo dipinse Antonello da Messina. A fare infuriare i gruppi oltranzisti è in particolare una scena, che in realtà nella rappresentazione in programma a Milano è stata tagliata per ragioni logistiche. I ragazzini che dovrebbero lanciare finte granate contro l’immagine di Gesù, infatti, tutti insieme sul palco non ci stanno. E in ogni caso “si tratta di bombe giocattolo – ha spiegato Castellucci – E’ un gesto innocente portato da innocenti. L’intenzione è quella del bambino che vuole tutta per sé l’attenzione del genitore distratto”. Ma questo non basta a placare gli estremisti cattolici, secondo cui nella recita presentata in altre città europee le granate erano in realtà escrementi, come proverebbe l’odore diffuso in platea in quel momento.

Una scena definita ‘blasfema’ pure da padre Giovanni Cavalcoli, teologo del convento San Domenico di Bologna, che l’8 gennaio scorso ha inviato una lettera al Papa per segnalare il rischio di possibili “danni della libertà religiosa, dell’ordine sociale, dei minori, della dignità dell’arte e del buon costume”. E ha ipotizzato “gli estremi di un reato passibile di sanzione penale a norma delle leggi dello Stato”. La risposta della Santa Sede, a firma di monsignorPeter Wells, numero tre della Segreteria di Stato vaticana, è stata diffusa giovedì scorso: “Sua Santità auspica che ogni mancanza di rispetto verso Dio e i Santi e i simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi pastori”.

La lettera di Wells è stata seguita da una nota del direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, che parla di un’opera “offensiva delle convinzioni religiose dei cristiani”. E appoggia la posizione della Curia milanese, che una settimana fa ha bacchettato il teatro Franco Parenti, chiedendo “una maggiore attenzione al momento della programmazione degli spettacoli” e il rispetto “di quanti vedono nel volto di Cristo l’incarnazione di Dio, la pienezza dell’umano e la ragione della propria esistenza”. Lombardi ribadisce poi la necessità di una “reazione ferma e composta della comunità cristiana”.

Ma è proprio l’appello alla compostezza che rischia di non essere accolto dai movimenti più estremisti. Come provano le minacce arrivate nei giorni scorsi al teatro Franco Parenti. Messaggi il cui tenore ha messo in guardia la Digos. Con il timore che le proteste, la sera dell’inaugurazione, non si limitino alla recita collettiva di un rosario, che nei giorni successivi sarà seguita dalla celebrazione di una messa riparatrice.

Castellucci rimanda ogni accusa ai mittenti. E contrattacca. In un’intervista di oggi su LaStampa sostiene: “Ci troviamo davanti a una specie di ‘fatwa’ cristiana e la cosa è gravissima. Una cultura che vuole tornare all’inquisizione e alla censura dell’arte”. E ancora: “E’ grave che la Chiesa dia retta a chi processa le intenzioni senza aver visto la pièce, attaccando violentemente attori e spettatori. Minacciando la libertà di pensiero. Rifiutando il dibattito. Considerando nemici tutti coloro che parlano del volto di Cristo fuori dagli stereotipi”. Parole che si aggiungono a quelle dei giorni scorsi, quando il regista ha parlato di un’opera ispirata alle Sacre Scritture. Dove un figlio che lava il padre incontinente non è altro che un atto d’amore ispirato al quarto comandamento: onora il padre e la madre.

Analoghe le valutazioni sullo spettacolo da parte di Andrée Ruth Shammah, che ha ricevuto l’appoggio dell’assessore milanese alla Cultura Stefano Boeri. Nel tardo pomeriggio di ieri la direttrice del Franco Parenti ha deciso di non fare slittare l’inizio della programmazione, dopo che per tutto il giorno era stata valutata l’ipotesi di un rinvio, per cercare un dialogo con il cardinale di Milano Angelo Scola. E portare sul palco uno spettacolo che “non ha nulla di blasfemo”, senza che ci siano disordini. Come non ce ne sono stati ad Atene, Londra, Oslo, Mosca. E persino a Roma, lo scorso novembre. Quando l’opera è andata in scena a pochi chilometri dalla Santa Sede.

 

MIA LETTERA: | IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L’ARTE CHE ARTE NON E’, MA SOLO SPORCIZIA

 

 

 

LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA 

IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L'ARTE CHE ARTE NON E', MA SOLO SPORCIZIA

Escrementi sul volto di Cristo: lo spettacolo choc di Castellucci tra polemiche ed esposti ai pm

 L’arte, la vera arte, rispetta i vari credi religiosi  e le altrui idee. Questa rappresentazione  è spazzatura,  rappresenta l’oscenità e come tale non deve andare in scena.

Gabriele Cervi

 

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Feci, preghiere e Forza Nuova. In scena la pièce di Castellucciultima modifica: 2012-01-24T18:28:00+01:00da mobbing21
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