LA STORIA DEL DIO FORMIGONI FRA SCANDALI, LOBBY IN NOME DEL DIO DENARO

FORMIGONI E IL SUO GIOCATTOLINO PSEUDO DIVINO: LA COMPAGNIA DELLE OPERE

 ROBERTO FORMIGONI TALMENTE ATTACCATO ALLA SUA POLTRONA CHE HA FATTO UNA LEGGE AD PERSONAM PER IL SUO QUARTO MANDATO.. CATTOLICO PRATICANTE...LO GIUDICHERA' ALLA FINE DIO.. COME TUTTI NOI ....

 

Politica e tangenti, se la Cdo sostiene Locatelli 
“E’ così. Il vecchio Don Gius aveva ragione”

Dall’inchiesta di Brescia che ha visto l’arresto del vicepresidente del consiglio lombardo emerge il ruolo di lobbying di persone vicine alla Compagnia delle opere per sostenere gli affari di un imprenditore finito in carcere per traffico di rifiuti

Franco Nicoli Cristiani

Sotto gli asfalti dell’autostrada Bre.Be.Mitonnellate di rifiuti radioattivi. Sui tavoli della politica lombarda mazzette da 100mila euro. Il gioco è sempre lo stesso: l’imprenditore paga, l’assessore o il funzionario autorizza ciò che non andrebbe autorizzato. In mezzo una corte di intermediari: consulenti, uomini di banca, altri imprenditori, sindaci, consiglieri comunali. E tutti con la casacca della Compagnia delle opere (Cdo), l’associazione d’imprese e di imprenditori nata da un’idea di Don Luigi Giussani, già fondatore di Comunione e Liberazione.

Il particolare emerge dall’inchiesta “Fiori d’acciaio” della procura di Brescia che il 30 novembre scorso ha portato in carcere un bel gruppetto di imprenditori e politici. Su tutti il vicepresidente del consiglio regionale lombardo Franco Nicoli Cristiani con casacca Pdl. Con lui il dirigente dell’Arpa Lombardia Giuseppe Rotondaro e anche Pierluca Locatelli, patron dell’omonima società che per la Bre.Be.Mi lavora con un appalto d’oro per la riconversione di rifiuti pericolosi in materie prime secondarie da stoccare sotto gli asfalti dell’autostrada nel tratto tra Cassano d’Adda e Chieri. Rifiuti che, sostengono i magistrati, non venivano per così dire depurati, ma ai quali veniva apposto comunque un certificato di validità. E così taroccati spediti in cantiere. Il guadagno, enorme, stava semplicemente nel saltare il passaggio nell’impianto di separazione. Materiale malato, dunque. A tal punto che in un caso è risultato addirittura radioattivo.

Ma questa non è solo la storia di imprenditori spregiudicati che pur di guadagnare mettono a rischio la salute dei cittadini. Questa è anche l’inchiesta che, forse più di altre, conferma il ruolo decisivo della Cdo nel fungere da raccordo tra i vari interessi politici e imprenditoriali. Nulla di penalmente rilevante. In fondo solo un lavoro di lobbying, ma che in alcuni casi rischia di deragliare.

I fatti stanno tutti nelle informative dei carabinieri di Brescia depositate agli atti dell’inchiesta. Qui ci sono circostanze, incontri, intercettazioni e naturalmente nomi e cognomi. Come quelli di Davide Oldrati titolare della società di consulenze ambientali Terraverde srl. La stessa società alla quale da anni si appoggiava la Locatelli. E non a caso Oldrati finirà indagato. Ma in questa storia in fondo è solo un particolare. Quello che interessa è ciò che scorre ai margini del filone principale, che ha documentato una mazzetta da 100mila euro pagata da Locatelli a Nicoli Cristiani, grazie all’intermediazione di Rotondaro. Tangente ricca per sbloccare il progetto della discarica di Cappella Cantone in provincia di Cremona.

E se la discarica è lo sfondo, in primo piano ci sono le relazioni. Quella di Oldrati, ad esempio, con Luigi Brambilla che pur non indagato compare in molte annotazioni degli investigatori. Brambilla, anche chiamato “Gigi” dallo stesso Locatelli è procuratore della Custodia srl, società con sede a Bergamo e, scrivono gli investigatori, “nell’orbita della Compagnia delle opere”. Non sembra, dunque, un caso che i due chiacchierando al telefono citino Don Giussani che della Cdo è fondatore. E’ il 25 maggio 2011. “Ti ricordi – dice Brambilla – cosa c’è scritto nel Senso Religioso (Opera del sacerdote teologo, ndr): poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore”. Oldrati: “Esatto”. E l’altro: “Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità. Figa, è cosi! Il caro vecchio Don Gius c’ha ragione”. Eppure i due non stanno chiacchierando del senso della vita visto dal prete fondatore di Comunione e Liberazione. Tutt’altro. Stanno parlando di affari. E in particolare di quelli di Locatelli e della sua necessità di accelerare le pratiche di apertura della discarica di amianto nel comune di Cappella Cantone. L’urgenza è legata alla necessità di ottenere crediti milionari dalle banche per “alimentare, sin da subito, la sua vasta rete imprenditoriale”.

Il duo Brambilla-Oldrati serve proprio a questo. Spiegano gli investigatori: “Brambilla, in virtù dei suoi buoni uffici presso enti ed influenti esponenti politici, propone di richiedere l’intercessione di Mario Volpi presso le direzioni degli istituti bancari”. Chi è Mario Volpi (non indagato) viene spiegato poche righe sotto: “Oltre a ricoprire l’incarico di vice sindaco del Comune di Calcinate (BG), Volpi è un influente commercialista inserito nei consigli d’amministrazione e nei collegi sindacali di varie ed importanti società, nonché commercialista di riferimento della famiglia Percassi (proprietaria dell’Atalanta Calcio e del polo commerciale Oriocenter)”. Brambilla, dunque, gioca su due piani. Quello bancario interessando Volpi e quello politico spingendo l’assessore regionale all’Ambiente Marcello Raimondi (non indagato) a occuparsi della discarica di Cappella Cantone.

Anche per questo motivo nel maggio 2011 Brambilla e Oldrati sembrano soddisfatti. “Dovremmo muoiverci all’unisono sempre così”, dice Oldrati che poi squaderna il programma: “Dicevo come metodo. Dovremmo sempre muoverci come fossimo un corpo solo”.

Il ritornello è sempre lo stesso. E nell’affare di Cappella Cantone la Cdo rientra sempre grazie a Brambilla che promette di procurare a Locatelli un appuntamento con Rossano Breno(“comunque, domani mattina Luca va da Rossano”) a capo della società Mediberg ma soptrattutto presidente della “Compagnia delle Opere” per la provincia di Bergamo. Insomma dalle pieghe dell’inchiesta emerge il ruolo di persone vicine alla Cdo o inserite nei suoi quadri dirigenziali nel sostenere i progetti di Pierluca Locatelli. Un signore che in passato ha avuto incroci pericolosi (ma non penali) con la ‘ndrangheta. Il tutto, naturalmente, dietro al motto di “Più società, meno Stato”.


TUTTI GLI AFFARI DI COMUNIONE E LIBERAZIONE – COMPAGNIA DELLE OPERE  E 

DEL DIVINO FORMIGONI DIGITA SOTTO ARGOMENTO PER ARGOMENTO:

 

L CASO

Tangenti, le nuove carte sul Pirellone
spunta la rete degli uomini targati Cl

Una serie di pressioni sulle banche per la discarica di amianto. “Chiediamo aiuto
alla Compagnia delle Opere”. E nelle intercettazioni viene citato anche don Giussani

dal nostro inviato PAOLO BERIZZI

BRESCIA – Citano gli scritti e il pensiero di don Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione. E intanto, intercettati al telefono, parlano di assessori regionali da addomesticare, di pratiche da velocizzare, di denaro da drenare («cazzi nostri cash»), di analisi taroccate su terreni da convertire in una discarica di amianto: controlli effettuati dagli «amici della Regione». «Pregano» e si sbattono affinché il loro dominus — l’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli, arrestato assieme ad altre dieci persone tra cui il vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani — riesca a avere accesso a finanziamenti bussando alla Compagnia delle Opere, il braccio economico di Cl, e cioè il formigonismo in Lombardia. Sono alcuni dei protagonisti delle intercettazioni contenute nell’inchiesta della Procura di Brescia su corruzione e traffico di rifiuti. Dalle carte non sembrano essere personaggi di secondo piano. 

Nei verbali i nomi di due assessori Il cartello delle tangenti in Lombardia 
Il gip: “Nicoli resti in carcere”
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IL “SENSO RELIGIOSO”
Andrea David Oldrati (titolare della Terraverde srl, consulente ambientale della Locatelli spa, anche lui finito in carcere, ndr) parla con Luigi Brambilla, vicepresidente della Compagnia delle Opere di Bergamo e procuratore per la Custodia srl (società sotto inchiesta a Padova per una truffa sui fondi europei, ndr). È il 20 maggio 2011. Oldrati e Brambilla giocano su due tavoli (per conto di Locatelli): maneggi sulle analisi ambientali, e agganci politici (tra cui gli assessori regionali Pdl Marcello Raimondi e Gianni Rossoni). Ma con un unico obiettivo: la discarica di amianto che Locatelli vuole realizzare a Cappella Cantone (Cremona).

Ecco alcuni passaggi della telefonata. «Ti ricordi cosa c’è scritto nel Senso Religioso (opera di don Luigi Giussani, ndr)… Poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore». «Esatto». «Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità. Figa, è così! Il caro vecchio Don Gius c’ha ragione. Eh!». Brambilla. «Comunque è entusiasmante muoversi così in modo coordinato in 24 ore. Cioè mi fa godere più che… più di 10 mila euro di cazzi nostri cash, guarda». Oldrati: «Dovremmo muoverci all’unisono sempre così… Come fossimo un corpo solo. Mentre spesso e volentieri siamo completamente scollati. Dopo ci ricompattiamo nell’emergenza, mi segui?».

REGIONE E BANCHE
L’emergenza di cui parlano i due consulenti di Locatelli — annotano gli investigatori — è questa: da una parte «accorciare i tempi di approvazione del progetto della discarica da parte della Regione» (il via libera arriverà con la tangente da 100mila euro a Nicoli Cristiani, ndr). Dall’altra «ottenere dalle banche i crediti necessari ad alimentare la rete imprenditoriale del Locatelli». Così Brambilla e Oldrati vanno in pressing sui politici. Brambilla: «Comunque, domani mattina Luca (Locatelli, ndr) va da Rossano (Rossano Breno, presidente della Compagnia delle opere di Bergamo) alle 11…. Perché ha capito che l’oggetto adesso non è più la Regione ma sono le banche. Quindi l’aiuto deve chiederlo rispetto a quello».


Brambilla — è il 18 maggio ed è in programma un sopralluogo tecnico a Cappella Cantone, «dico una preghiera» — «va» su Marcello Raimondi, detto il “Nano Ghiacciato”. «Stamattina io vedo il “Nano”… Gli dico che va tutto bene e chiaramente gli do l’ennesimo input sulla velocità». È vulcanico, Brambilla. «Io faccio il mio su Rossoni (Gianni Rossoni, assessore regionale con deleghe all’istruzione, formazione e lavoro, ndr)… Tu invece (a Oldrati) dei andare da…». «Sì — gli risponde il titolare della Terraverde — io ho già appuntamento da Pinotti (Gianluca Pinotti, assessore all’ambiente della Provincia di Cremona, ndr).

“LA FILIERA È ISTRUITA”
Quando c’è da «unirsi in un solo corpo» si capiscono al volo i «pr» di Locatelli. «La filiera è stata correttamente istruita», è l’espressione che usano per benedire i controlli addomesticati dell’Arpa (lì garantisce il dirigente Giuseppe Rotondaro, in carcere, ndr)». Un altro loro asso nella manica — citato più volte nelle intercettazioni — è Mario Volpi, vicesindaco di Calcinate, commercialista della famiglia del presidente dell’Atalanta Antonio Percassi e membro di numerosi cda aziendali. È a lui — ritengono gli investigatori — che si affidano Oldrati e Brambilla per la parte relativa al «cash»: l’accesso agli istituti di credito. «Noi possiamo muoverci e sgambettare finché vuoi… ma se Mariuccio non si tira insieme («non si muove», ndr)…». «Gli abbiamo portato la palla nella porta avversaria, però adesso… adesso tocca a lui… il gol deve segnarlo lui»


 

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LA STORIA DEL DIO FORMIGONI FRA SCANDALI, LOBBY IN NOME DEL DIO DENAROultima modifica: 2011-12-09T11:09:59+01:00da mobbing21
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