Chiesa e pedofilia, ricorso all’Aja «Azione anticattolica». «Patetici fonte quotidiano Avvenire. Io direi di pregare per le vittime che si porteranno per il resto della loro vita il trauma subito. Per i carnefici ci penserà Dio.

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VATICANO

 
Chiesa e pedofilia, ricorso all’Aja
«Azione anticattolica». «Patetici»
 
 

“Qui c’è, dobbiamo dirlo molto concretamente, il solito tentativo anti-cattolico che tende in qualche maniera a offuscare un’immagine che, dal punto di vista umano, è quanto di più prestigioso abbiamo nella nostra società”. Così il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli e prefetto emerito di Propaganda Fide, commenta il ricorso depositato oggi da un gruppo di associazioni delle vittime dei preti pedofili presso la Corte penale internazionale dell’Aja che accusa papa Benedetto XVI e i cardinali Tarcisio Bertone, Angelo Sodano e William Joseph Levada di crimini contro l’umanità per una presunta “copertura” degli abusi sui minori. “Queste sono le cose più assurde – ha detto Sepe a margine dell’incontro interreligioso di Sant’Egidio a Monaco – perché se c’è un amante dell’umanità, per vocazione insita al proprio essere cristiano e per formazione anche culturale e sociale, questo è l’attuale Papa. È la  Chiesa che si fa madre e maestra dell’umanità – ha aggiunto il cardinale di Napoli – e invece poi si arriva a queste cose assurde. Mi sembra che siamo completamente fuori da ogni logica”.

“Iniziativa patetica, proposta da chi ha una visione deformata della realtà”. Così il portavoce della Comunità di Sant’Egidio, Mario Marazziti, ha commentato a Monaco di Baviera, dove questa sera finisce il meeting interreligioso per la pace, la richiesta di deferimento al Tribunale dell’Aja del Papa e dei cardinali Bertone, Sodano e Levada per crimini contro l’umanità. Marazziti rileva che si tratta di un’iniziativa che non fa assolutamente sorridere, anzi è una cosa “molto triste”, perché si ha l’impressione che venga “da gente che cerca solo notorietà”.

Il portavoce della Comunità di Sant’Egidio fa notare che il Tribunale dell’Aja “deve occuparsi di cose molto serie” e “non può perdere il tempo dietro a iniziative di tal genere”. E aggiunge che il contrasto di Benedetto XVI ai crimini sui minori commessi da membri del clero è sotto gli occhi di tutti

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PAPA WOITILA E BENEDETTO CONTRO LA PEDOFILIA 

Documento di Giovanni Paolo II
“La Chiesa è vicina alle vittime”     
Il Papa contro
i preti pedofili

CITTA’ DEL VATICANO – Se è vero che ci sono preti coinvolti in scandali sessuali sono sacerdoti al servizio del demonio, che con il loro comportamento infangano l’istituto del sacerdozio. Traditori, così li definisce Giovanni Paolo II, che ha lanciato un duro monito contro gli scandali sessuali e le accuse di pedofilia che coinvolgono uomini di chiesa. Lo ha fatto nella tradizionale lettera del giovedì santo indirizzata ai sacerdoti. Il Papa non nomina i casi specifici che hanno coinvolto i sacerdoti di varie diocesi, ma sembra aver pensato proprio a loro, oggi, quando ha scritto che la Chiesa è vicina a coloro che hanno dovuto subire le conseguenze di peccati dovuti al “tradimento” di preti ai loro voti e si sforza di “rispondere secondo verità e giustizia a ogni penosa situazione”.

Un problema antico cui Giovanni Paolo II dedica poche righe, diciassette, meno di una paginetta. “In questo momento – scrive – in quanto sacerdoti, noi siamo personalmente scossi nel profondo dai peccati di alcuni nostri fratelli che hanno tradito la grazia ricevuta con l’Ordinazione, cedendo anche alle peggiori manifestazioni del mysterium iniquitatis (il mistero del male, o anche il diavolo, n.d.r.). Sorgono così scandali gravi, con la conseguenza di gettare una pesante ombra di sospetto su tutti gli altri benemeriti sacerdoti, che svolgono il loro ministero con onestà e coerenza, e talora con eroica carità”.

Quello degli scandali sessuali in alcune diocesi aveva già toccato profondamente il Pontefice, che aveva scritto una lettera chiedendo se veramente nella Chiesa vi fossero preti pedofili. Una questione che sta scuotendo le Chiese di diversi Paesi, in primo luogo gli Stati Uniti, dove, appena qualche giorno fa, per tali accuse, si è dovuto dimettere il vescovo di Palm Beach, Joseph O’Connell, chiamato, appena quattro anni fa, a sostituire il precedente vescovo, Joseph Simonis, allontanato per gli stessi motivi. Lo scandalo ha coinvolto anche il cardinale di Boston, Francis Law, del quale sono state chieste le dimissioni per non aver allontanato alcuni sacerdoti accusati di pedofilia.

Tanto che negli Usa le richieste di risarcimento per atti di pedofilia da parte di sacerdoti hanno creato gravissimi problemi economici a molte diocesi, tanto che c’era stata una richiesta, respinta dal Papa, di poter escludere la responsabilità della diocesi per atti di un prete. E i casi si stanno allargando: uno è scoppiato in Francia e vede coinvolto il vescovo ausiliare di Parigi, Jean Di Falco, che ha reagito denunciando il suo accusatore. Nega anche il vescovo polacco di Poznan, Julius Paetz, accusato di molestie omosessuali verso seminaristi, che ha già visto arrivare un’ ispezione del Vaticano. E si parla, ma finora sembra esserci un solo caso, in Sicilia, di “episodi” che riguarderebbero anche l’ Italia.

“Il Papa – ha spiegato il cardinale Dario Castrillon, prefetto del dicastero per il clero, presentando il documento – è solidale con i sacerdoti e i vescovi di quelle diocesi dove si sono verificati questi casi”.

(21 marzo 2002)

segue

PRETE  PEDOFILO modules. 


La condanna del papa contro i casi di pedofilia tra il clero 

di Mattia Bianchi28/10/2006

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  Gli abusi sessuali sui minori commessi dai preti costituiscono un crimine particolarmente grave che danneggia la credibilità della Chiesa. È quanto si legge nel messaggio rivolto da Benedetto XVI ai vescovi irlandesi in visita ad Limina.  

  Gli abusi sessuali sui minori commessi dai preti costituiscono un crimine particolarmente grave che danneggia la credibilità della Chiesa. È quanto si legge nel messaggio rivolto da Benedetto XVI ai vescovi irlandesi in visita ad limina apostolorum ricevuti oggi in Vaticano. “Nell’esercizio del vostro ministero pastorale – ha detto il papa – avete dovuto rispondere di recente i casi di abusi sessuali sui minori”. 

Tali casi “sono particolarmente tragici – ha affermato il pontefice – quando colui che abusa e un prete”. È dunque importante, ha affermato Ratzinger, “stabilire cosa sia avvenuto realmente nel passato, e prendere ogni provvedimento affinchè casi del genere non avvengano di nuovo”, è poi necessario assicurarsi che i principi di giustizia siano pienamente rispettati quindi aiutare le vittime “e tutti coloro che sono stati colpiti da questo grave crimine”. Su questa strada, ha aggiunto, si dovrà compiere un grande sforzo “ed essere sempre più capaci di dare testimonianza del potere redentivo della Croce di Cristo”. “Io prego – ha aggiunto Benedetto XVI – affinchè dalla grazia delo Spirito Santo questo tempo di purificazione renderà capace il popolo di Dio in Irlanda di conservare la santità ricevuta da Dio”.

Il papa ha anche invitato l’episcopato a trasmettere un volto diverso del cristianesimo, per evitare che “la testimonianza della Chiesa” venga “equivocata come arretrata e negativa nella società”. “Per questo motivo è importante enfatizzare la Buona novella” e “sebbene sia necessario dire a chiare lettere la nostra opposizione ai mali che ci minacciano – ha sottolineato il pontefice – dobbiamo correggere l’idea che il cattolicesimo sia una mera ‘collezione di proibizioni”. “Vanno evitate le presentazioni superficiali dell’insegnamento cattolico – ha detto il papa – perché solamente la pienezza della fede può comunicare il potere liberatorio del Vangelo”.

L’estratto in lingua originale

“In the exercise of your pastoral ministry, you have had to respond in recent years to many heart-rending cases of sexual abuse of minors. These are all the more tragic when the abuser is a cleric. The wounds caused by such acts run deep, and it is an urgent task to rebuild confidence and trust where these have been damaged. In your continuing efforts to deal effectively with this problem, it is important to establish the truth of what happened in the past, to take whatever steps are necessary to prevent it from occurring again, to ensure that the principles of justice are fully respected and, above all, to bring healing to the victims and to all those affected by these egregious crimes. In this way, the Church in Ireland will grow stronger and be ever more capable of giving witness to the redemptive power of the Cross of Christ. I pray that by the grace of the Holy Spirit, this time of purification will enable all God’s people in Ireland to ‘maintain and perfect in their lives that holiness which they have received from God’ (Lumen Gentium, 40). The fine work and selfless dedication of the great majority of priests and religious in Irelandshould not be obscured by the transgressions of some of their brethren. I am certain that the people understand this, and continue to regard their clergy with affection and esteem (dal discorso di Benedetto XVI ai vescovi della Conferenza episcopale di Irlanda, 28 ottobre 2006; testo pubblicato sul Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, soltanto nella versione orginale inglese).

 

 

OLTRE LE FERITE
Diarmuid Martin sulla delicata questione affrontata dal Pontefice con i vescovi irlandesi: «La Chiesa deve essere vicina alle vittime materialmente e spiritualmente»

Abusi sui minori, la via della chiarezza

L’arcivescovo di Dublino: dal Papa parole precise su come estirparli

Di Gianni Cardinale

«Personalmente sono molto contento delle parole che il Papa ci ha rivolto sabato scorso. Sono un sostegno a quanto ho cercato di fare nella mia arcidiocesi, per cercare di estirpare il tragico fenomeno degli abusi sessuali su minori compiuti da ecclesiastici». L’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, è particolarmente soddisfatto del discorso che papa Benedetto XVI ha rivolto il 28 ottobre ai vescovi irlandesi ricevuti per la visita ad limina. «Tutti i vescovi irlandesi – ci dice – sono tornati rafforzati nella loro fede. Siamo rimasti commossi dal calore con cui il Santo Padre ci accolto e dal tempo che ci ha concesso per i colloqui. E siamo rimasti impressionati dal discorso finale, di ampio respiro, che ha riguardato anche il grande problema che sta affrontando la Chiesa in Irlanda, quello della trasmissione della fede da una generazione all’altra, e che ha toccato anche la questione dell’Irlanda del Nord».
Comunque la parte del discorso pontificio che ha guadagnato largo spazio nelle cronache giornalistiche è quello dedicato alla questione degli abusi sessuali…
«E in effetti si tratta di una questione grave e delicata, che ha danneggiato in modo drammatico la credibilità della Chiesa in Irlanda. Le parole del Papa a riguardo sono state molto chiare, e costituiscono un discorso per così dire programmatico, con delle indicazioni precise sulle tappe che la Chiesa deve percorrere per uscire da questa situazione».

Quali sono queste tappe?
«Sono tappe a dire il vero che i vescovi irlandesi hanno già intrapreso. La prima è la chiara e netta condanna del fenomeno della pedofilia: l’abuso di bambini e ragazzi da parte dei sacerdoti è una cosa realmente orribile e riprovevole. A questo deve subito seguire una indagine seria per scoprire cosa è realmente successo, quali sono stati i sacerdoti implicati, e quali le vittime, in maniera di poter chiudere questa pagine triste del passato e fare in modo che non si ripeta mai più. Anche se per le vittime è difficile chiudere una pagina del genere. Ed è per questo che la Chiesa deve essere loro vicina, materialmente e spiritualmente, in maniera tale che queste persone possano continuare la propria vita in modo il più possibile tranquillo e senza rancori verso la Chiesa stessa. Alo stesso tempo però dobbiamo ridare fiducia al clero, ai singoli sacerdoti. Nel riconoscere i peccati di alcuni infatti noi dobbiamo ricordare il lavoro di molti preti che hanno fatto e continuano a fare del bene, sacrificando tutta la propria vita per amore di Gesù Cristo e del popolo cristiano».

Ma quali sono le dimensioni reali del fenomeno?
«Una delle prime cose che ho fatto quando sono stato nominato arcivescovo di Dublino è stata quella di analizzare tutte le pratiche di tutti i sacerdoti, diocesani e religiosi, che hanno prestato servizio nella diocesi dal 1945 al 2004, per verificare se c’erano delle anomalie comportamentali che nel passato non erano state notate. Abbiamo scoperto così 105 casi di sacerdoti – su un totale di circa 2800 – contro cui sono state avanzate delle accuse di molestie sessuali». 

Quindi a Dublino ci sono stati 105 preti pedofili negli ultimi 60 anni?
«Non proprio: un certo numero di queste accuse erano manifestamente infondate, altre erano piuttosto vaghe, e in altri casi poi non si poteva indagare perché le persone implicate erano defunte da tempo. Fatta questa scrematura però è rimasto un certo numero di casi di sacerdoti che avevano effettuato abusi sessuali e lo avevano fatto per anni. E questo ci ha fatto porre delle domande sulla formazione dei sacerdoti e sulla pastorale dei sacerdoti. E ci ha fatto porre la domanda di come sia stato possibile che questa situazione sia stata tollerata e non siano stati presi subito dei provvedimenti forti e chiari».

Provvedimenti di che genere?
«Gli studi più recenti hanno chiarito che quello della pedofilia è un impulso difficilmente controllabile e difficilmente s uperabile. Per questo non si può più, come invece è stato fatto purtroppo in passato, fare finta di niente sperando che i sacerdoti affetti da questo impulso potessero guarire. E per questo negli ultimi anni siamo stati particolarmente rigidi. E così quando sono arrivare delle accuse abbiamo chiesto ai sacerdoti implicati di autosospendersi da qualsiasi attività pastorale in attesa che la sua situazione venisse chiarita. Si è trattato di una scelta dolorosa perché il sacerdote che si sente ed è innocente vive inevitabilmente questa autosospensione come un provvedimento ingiusto che oltretutto danneggia la sua buona fama».

Anche per questo alcuni sacerdoti hanno criticato la drasticità di questi provvedimenti…
«In effetti queste misure sono state criticate da una parte del clero. Purtroppo però l’esperienza del passato ci ha obbligato a questi provvedimenti. A mio parere sono provvedimenti dolorosi ma indispensabili per evitare che si possano ripetere in futuro».

Lei parlava di 105 sacerdoti accusati, ma quanti di questi sono stati trovati colpevoli?
«Otto sono stati condannati al carcere dopo un processo penale. Ci sono poi 105 processi civili contro la diocesi per accuse rivolte a 32 sacerdoti. In molti casi il procuratore ha deciso che non c’erano prove a sufficienza per portare avanti un processo penale. Ma in alcuni di questi casi anche se non c’erano prove sufficienti per una condanna giudiziaria ce ne erano invece a sufficienza per evitare che questi sacerdoti venissero a contatto con i giovani».

E le vittime di questi abusi quante sono state?
«A Dublino trecentocinquanta vittime sono state identificate, mentre altre quaranta non hanno ancora un nome. Quindi le vittime accertate finora sono circa quattrocento».

Immagino che lei sia stato combattuto tra i sentimenti di paternità che nutre verso i suoi sacerdoti e gli stessi sentimenti che prova nei confronti delle vittime.
«Come vescovo sono padre di tutti i miei sacerdoti, ma sono padre anche di tutti i fedeli, soprattutto dei più deboli. E i bambini innocenti sono i più deboli. E il messaggio che oggi bisogna trasmettere è che un sacerdote, una persona, con certe tendenze non ha e non può avere spazio nella pastorale della Chiesa».

Chiesa e pedofilia, ricorso all’Aja «Azione anticattolica». «Patetici fonte quotidiano Avvenire. Io direi di pregare per le vittime che si porteranno per il resto della loro vita il trauma subito. Per i carnefici ci penserà Dio.ultima modifica: 2011-09-14T07:26:00+02:00da mobbing21
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