Il Vangelo della domenica: “Se non ascoltano Mosè e i profeti…”

 

 

 

Il Vangelo della domenica: 
“Se non ascoltano Mosè e i profeti…”

Di domenica in domenica l’evangelista Luca ci prende per mano e ci offre uno sguardo per lo meno inusuale sui personaggi che popolano il quotidiano. Domenica scorsa l’amministratore disonesto. Oggi è  “un uomo ricco che indossava vestiti di porpora” ad essere preso come pretesto. Ancora una volta il Signore ci fa incontrare una realtà visibile per cogliere l’oltre. Diversamente dall’immediato percepibile, c’è un’altra verità, quella che resta, da scoprire. L’ambientazione è forte di contrasti. Da una parte il ricco, che si diletta di festini e dall’altra il misero, che brama gli avanzi dei banchetti. Immagine ripetuta nei secoli: oggi sono i villaggi turistici a fare la parte di “epuloni” in contesti ove la popolazione locale brama gli avanzi degli sprechi. La posizione desiderata non è sicuramente del povero, resa dal racconto ancora più deprecabile con i cani che lo vanno a leccare, ma quella del ricco. Nessuno vorrebbe condurre la vita da pezzente. Ed è giusto! Il brano non è moralistico. Non dice né che il ricco è cattivo, né che il mendicante è buono o viceversa. Perché protagonista del racconto non sono  questi due personaggi. Ripercorrendo la parabola vediamo che il ricco non ha nome mentre il povero sì. Ma come? Chi sta bene è benedetto nel presente e ricordato nella storia. Come può non avere un nome, sapendo tutta l’importanza che il nome ha presso la cultura orientale? Invece il nome l’ha colui che l’uomo avrebbe ben fatto scivolare nell’oblio: Lazzaro, che significa “Dio ha aiutato”. Ecco il primo insegnamento: dove l’uomo vede l’abbandonato da Dio, il Signore vede la persona da aiutare. Con una serenità disarmante la narrazione prosegue con la morte dei due personaggi. Qui le immagini sono ben diverse. Per Lazzaro si parla di essere “portato dagli angeli accanto ad Abramo”; per il ricco è quella della sepoltura. Il linguaggio che segue è preso a prestito dai racconti popolari. Gesù parla con delle modalità che la gente era abituata ad ascoltare. Ma attraverso queste immagini il Signore scuote la mentalità comune in ordine alla vita, attraverso i ribaltamenti dei ruoli: il povero sperimenta la beatitudine; il ricco la dannazione. Commuovente è l’intervento del ricco presso Abramo. Si chiamano reciprocamente “padre” e “figlio”. Ma ciò non cambia la realtà. Perché è questa quella che conta: non i giudizi o il sentire degli uomini; non le cose come appaiono; ma la realtà nella sua crudezza: questa è la protagonista della parabola, plasticamente interpretata dal ricco e dal povero nelle alterne collocazioni. Da qui la necessità di ascoltare, ora, “Mosè e i profeti”, perché ora è il tempo di vivere l’insegnamento di Dio in ordine alle realtà dalla vita. Gesù connota il ricco con un tocco di nobiltà d’animo: più che pensare ai suoi “tormenti” pensa ai cinque fratelli perché si convertano. Le parole di Abramo sono lapidarie. L’eccezionale, come uno che ritorna dai morti, colpisce, stupisce, ma cambia la vita? Perché la vita è fatta di quella quotidianità dove il confronto con se stessi e con il proprio presente, è capace di logorare anche gli eventi più felici e straordinari. Miracolo è arrivare a sera custodendo il segreto che “Dio ha aiutato”: forza del giorno trascorso, speranza del domani.
Claudio Rubagotti

3348.GIF3348.GIF3348.GIF
horrorr225.gifhorrorr225.gifhorrorr225.gifhorrorr225.gifhorrorr225.gifhorrorr225.gifhorrorr225.gifhorrorr225.gif

shinystat.cgi?USER=cervigabriele

3348.GIF3348.GIF

Pasolini Gassman Padre nostro che sei nei cieli

Il Vangelo della domenica: “Se non ascoltano Mosè e i profeti…”ultima modifica: 2010-09-25T07:08:00+02:00da mobbing21
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento