Gesù dopo aver denunciato la disonestà che attraversa la storia, richiama la responsabilità di ciascuno.tutto nasce dall’onestà… quanti sono onesti e quanti sono disonesti.. Io da esperienza vissuta sulla mia pelle posso dire che la maggioranza delle

persone è disonesta inclusi molti cattolici… quelli da cattolico posso dire che sono i peggiori.. e allora come la mettiamo.. loro i cattolici possono prendere in giro i propri fratelli cristiani.. i preti che con una confessione cancellano il peccato reiterato della disonestà.. ma non potranno alla fine ingannare Gesù..Allora quando moriranno dovranno fare i conti con Dio.. e li la chiesa terrena con tutti i propri difetti non potrà intervenire.. Meno male..


LA C

tutto nasce dall’onestà… quanti sono onesti e quanti sono disonesti.. Io da esperienza vissuta s

 

Il Vangelo della domenica: 
“Non potete servire Dio e la ricchezza”

Luca, “rinomato” come l’evangelista della povertà  ci sorprende, con il brano di questa domenica, trattando in modo inusuale l’argomento della ricchezza, anzi, della disonestà. Gesù dimostra di conoscere a fondo i comportamenti umani  di ogni tempo, e le tecniche per assicurasi potere e benessere. Quello che sarebbe comunemente deprecabile, Egli lo usa per dare un insegnamento: la vita ha bisogno di scaltrezza e intelligenza. Questo vale per tutti, anche per i “figli della luce”. L’essere in questo mondo li obbliga a confrontarsi con i loro simili, e a osare. Ma Gesù va ben oltre. Non solo registra la disonestà di tanti poteri e ricchezze, ma dice, in fin dei conti, che l’esistenza umana, in se stessa, è disonesta. Come è possibile? Se ci pensiamo bene non possiamo che convenire con l’autore di Qoélet: uno nasce sano o ammalato, simpatico o antipatico, nell’agiatezza o nella miseria, indipendentemente dalla sua volontà e dai suoi meriti. Non è onesta la vita verso chi nasce. E per i fortunati? Si tratta di un vantaggio dalle gambe corte, perché tutto è destinato a finire, e spesso già nel corso della storia presente. Gesù ci offre un’ottica sulle cose, che ci confonde. Quello che vediamo e abbiamo, non garantisce la vita, per questo è disonesto; ma se usato con intelligenza ci spalanca le “dimore eterne”.  Tutto questo comporta la libertà: usare e non farsi usare dalle cose. Eloquente è un’altra immagine evangelica, quella del serpente: il rettile, per sopravvivere, è capace di cambiare pelle. L’insegnamento denuncia qualsiasi  “mammona”: concezione di vita che pretende di usare il creato e gli uomini e si sottomette alla logica del denaro e del potere. Ma, di fatto,  anche la recente crisi economica non è riuscita a farci “cambiare pelle”. Gesù dopo aver denunciato la disonestà che attraversa la storia, richiama la responsabilità di ciascuno. La nostra vita è fatta di poche cose, di realtà limitate. Non ci è chiesto l’impossibile ma di usare onestamente ciò che non è nostro e ciò che, come abbiamo detto, in se è disonesto. In palio è la ricchezza vera, l’unica che abbiamo. L’ultimo versetto ribadisce quanto detto sinora, ma in modo più crudo. Ignazio di Loyola raccolse l’insegnamento di Gesù nell’immagine delle due bandiere e dei due re. Se sembrava sgarbata la domanda “chi è il mio padrone?”, ineluttabile è l’interrogativo: “chi sto servendo”?  Declinato in questioni pratiche: “Per chi stiamo vivendo? Per chi impegniamo le nostre energie? Per chi consumiamo la nostra vita”? Domande che rimandano ad un’altra: “qual è la mia visione di Dio, della vita, delle ricchezze”? Perché la disonestà più grave è quella di chi pensa/crede di essere discepolo del Signore, ma vive secondo le logiche di “mammona”. Si,  la più grande delle disonestà, perché è l’inganno che si consuma, in primis, verso se stessi. Servire Dio, dunque, significa riportare le realtà nella loro verità; la “furbizia”  per saper stare al mondo. Se le cose false, o comunque effimere, muovono la nostra intelligenza e la nostra intraprendenza, il sapore delle cose eterne ci rendano scaltri  nel guardare, nel giudicare e nell’agire.

Claudio Rubagotti

Gabriele Cervi IL FASCINO DELLA DIGNITA’ E VERA POVERTA’ DI UNA VOLTA (NEOREALISMO) ALLA POVERTA’ SENZA DIGNITA’ DI OGGI

 

LA NOSTRA QUOTIDIANA CROCE3348.GIFQUANTI GIUDA CI SONO FRA DI NOI???? SUL LAVORO, TRA I COLLEGHI DI LAVORO, NELLA SOCIETA’,  NELLA POLITICA,  FRA GLI AMICI, FRA I PARENTI MOLTE VOLTE DETTI SERPENTI A RAGION VEDUTA…. FRA GLI STESSI CRISTIANI CATTOLICI….. MA QUANTI GIUDA CI SONO….?? NON E’ DATO SAPERLO MA NELLA QUOTIDIANITA’ DELLA VITA CI PASSANO ACCANTO, NE CONDIVIDIAMO CONFIDENZE ANGOSCE, ECC…I GIUDA SONO TANTI STA A NOI SAPERLI SCOVARE ED ALLONTANARE… ALLA FINE COME GIUDA NON AVRANNO MOLTE ALTER

 

UN CATTOLICO SE VUOLE ESSERE VICINO A GESU’ DEVE ESSRE ONESTO ANCHE UN PRETE DEVE ESSERE ONESTO.. SOLO CON L’ONESTA’ INDIVIDUALE LO STATUS CATTOLICO E SOCIALE POTRA’ CRESCERE CON L’AIUTO DI GESU’

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Gesù dopo aver denunciato la disonestà che attraversa la storia, richiama la responsabilità di ciascuno.tutto nasce dall’onestà… quanti sono onesti e quanti sono disonesti.. Io da esperienza vissuta sulla mia pelle posso dire che la maggioranza delleultima modifica: 2010-09-18T23:03:00+02:00da mobbing21
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