Su Max «ammazzano» Saviano Lui: «Quella foto è irrispettosa» Fotomontaggio dello scrittore all’obitorio Il mensile: «Per difenderlo dalle minacce»

L’AUTORE DI «GOMORRA» SI ARRABBIA

Su Max «ammazzano» Saviano 
Lui: «Quella foto è irrispettosa»

Fotomontaggio dello scrittore all’obitorio
Il mensile: «Per difenderlo dalle minacce»

La foto-choc di Saviano morto su «Max»

News 2009

OMAGGIO A ROBERTO SAVIANO

Origine: www.youtube.com
Saviano, appello a Berlusconi. Lo scrittore Roberto Saviano, si rivolge a Silvio Berlusconi: “La legge sul ‘processo breve’: il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei”.

News

 

Gabriele Cervi

Gabriele Cervi

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Origine: www.youtube.com
FABRIZIO DE ANDRÉ DON RAFFAÈ (1990) in connection with pictures from THE GODFATHER THE GODFATHER PART 2 THE GODFATHER PART 3 Io so che la mafia siciliana (e la Cosa Nostra in America) e la Camorra/Raffaele Cutolo non sono le stesse cose. ..

ENTRA NEL SUO BLOG CLICCA QUI: Roberto Saviano
Origine: www.robertosaviano.it
Sito web ufficiale di Roberto Saviano, scrittore nato a Napoli nel 1979. Collabora con L’espresso e la Repubblica. E’ l’autore del best seller Gomorra, il libro italiano più diffuso

è semplicemente

chi non ha mai

mollato

(Jim morrison)

 

 

ma non si vergogna!

Origine: www.youtube.com
Incommentabile uscita del vergognoso Emilio Fido dal suo vergognoso tg abusivo contro il giornalista Roberto Saviano, autore del libro inchiesta “Gomorra” sulla camorra, il quale vive sotto scorta dall’uscita del libro a causa delle minacce rivoltegli dai clan camorristici. …

Ieri alle 19.11 ·  ·  · Condividi

 

 

12/11/2009


Roberto Saviano: ”Dico no ai partiti, non posso legarmi a nessuno”

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Roberto Saviano: ”Dico no ai partiti, non posso legarmi a nessuno” PDF Stampa E-mail

 

di Simona Brandolini – 12 novembre 2009
Ospite di Fazio per una trasmissione su «La bellezza e l’inferno», respinge ogni offerta di candidatura.  VIDEO ALL’INTERNO!

 

«Non è la pri ma volta che mi viene propo sto, ma per fare lo scrittore devo essere super partes. Non posso legarmi a nessu no schieramento». Roberto Saviano ringrazia Claudio Fa va, ma, nell’intervista a Li nea notte, chiude definitiva mente la porta all’eventuali tà di una sua candidatura al la Regione Campania. Caldeg giata da Sinistra e libertà con una lettera aperta a l’Unità, ri lanciata da due deputati del Partito democratico, Gugliel mo Vaccaro e Eugenio Mazza rella. Ieri si doveva tenere an che un incontro tra l’autore di Gomorra e il segretario re gionale del Pd, Enzo Amen dola. È saltato, ma i due si ri vedranno la prossima setti mana.Anche se, par di capi re, non vi fosse l’intenzione, da parte di Amendola, di chiedere a Saviano un impe gno diretto in politica. E nel la politica campana, soprat tutto. Piuttosto, nella fase preelettorale, avere un pun to di vista altro, da un osser vatore che conosce a fondo il territorio e la piaga della ca morra. Che incrocia altre sto rie, altri drammi, nelle due ore e mezzo di monologo, in parte tratto dal suo spettaco lo teatrale, andate in onda nella puntata monotematica di «Chetempochefa». Dall’in ferno alla bellezza, un percor so che può avvenire soltanto grazie alla parola. Ecco allora la vicenda del le ragazze uccise a Teheran, di Miriam Makeba e di Ca stelvolturno dove la cantan te africana è morta e dell’ecci dio dei nordafricani da parte di un commando di Casalesi, di Anna Politkovskaja, di Var lam Salamov e dello scrittore nigeriano Ken Saro-Wiva, impiccato a Lagos. E la storia della costruzione di Villag gio Coppola. Dove, dice Sa viano, Vincenzo e Cristoforo Coppola hanno costruito 12 mila edifici abusivi distrug gendo la pineta marittima. Sono le 22 circa. Si vede un frammento di un docu mentario del 2003, «L’esplo sione » di Piperno», in cui ci sono le immagini di Villag gio Coppola agli albori. Quando si stava costruendo. In bianco e nero. Poi la lunga storia. A schermo intero. Sa viano è al centro dello studio intorno le otto torri. Che esplodono. Il Ground zero di Castelvolturno. «Oggi al po sto delle torri ci sono le ma cerie. La bonifica consisterà di costruire nel territorio una settantina di apparta menti. A chi va? Ai Coppo la ». E lo scrittore racconta co me, quel terreno, sia diventa to «il paradiso», con il cam po da golf, «tra i più belli del mondo». Poi c’è un’altra Castelvoltu rno, quella dell’eccidio dei nordafricani. E che ha accol to Myriam Makeba. Proprio per onorare quelle vittime e per portare solidarietà a lui, lo scrittore minacciato dalla camorra, dai Casalesi, Mi riam Makeba aveva accettato di cantare a Castelvolturno. Finito il concerto, colta da malore morì anche per il ri tardo dei soccorsi: «Ho scrit to ai familiari — racconta Sa viano — perché mi sentivo in colpa che Miriam fosse morta lontano dalla sua terra per la quale si era battuta per tutta la vita. I familiari mi hanno risposto con una lette ra: Miriam è morta in Afri ca ». Quel luogo, Castelvoltur no, è diventata la prima città africana d’Europa.

Tratto da: corrieredelmezzogiorno.corriere.it

Roberto Saviano

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

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Roberto Saviano

Roberto Saviano (Napoli22 settembre 1979) è uno scrittoregiornalista italiano. Nei suoi scritti, articoli e nel suo libro, Gomorra, romanzo d’esordio, usa la letteratura e il reportage per raccontare la realtà economica, di territorio e d’impresa della camorra e della criminalità organizzata in genere.

Dalle prime minacce di morte del 2006 da parte dei cartelli camorristici, denunciati nel suo “expose” e nella piazza di Casal di Principedurante una manifestazione per la legalità[1], Roberto Saviano è sottoposto a un serrato protocollo di protezione. Dal 13 ottobre 2006 vive sotto scorta[2].

Numerose le sue collaborazioni con importanti testate giornalistiche italiane ed internazionali. Attualmente in Italia collabora conL’espressoLa Repubblica, negli Stati Uniti con il Washington Post[3] e il Time[4], in Spagna con El Pais[5], in Germania con Die Zeit[6]Der Spiegel[7], in Sveziacon Expressen e a breve in Gran Bretagna con il Times[8].[senza fonte]

Per le sue posizioni coraggiose non sono mancati gli appelli a non lasciarlo solo di importanti scrittori e personaggi culturali del calibro diUmberto Eco[9].

Indice

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Cenni biografici

« I primi a fare una rivolta sul territorio dopo una strage di camorra, in questo caso a Castel Volturno, sono stati gli africani e non gli italiani. » td>
(Roberto Saviano sulla rivolta degli africani per la morte dei loro connazionali)

Figlio del medico Luigi Saviano, e di Myriam Hiahra (Maria Ghiara) di origine ebraica sefardita [10] si è laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove è stato allievo dello storico meridionalista Francesco Barbagallo[11]. Comincia la sua carriera giornalistica nel 2002 scrivendo per numerose riviste e quotidiani tra cui: PulpDiario,SudIl Manifesto, il sito web Nazione Indiana e per l’osservatorio sulla camorra del Corriere del Mezzogiorno. Nel Marzo 2006 pubblica il romanzo no-fiction Gomorra. È autore insieme a Mario Gelardi dello spettacolo teatrale ed è sceneggiatore del film tratti dal romanzo, che ne hanno conservato, entrambi, il nome.

Il caso Gomorra

« Ad aver dato fastidio alle organizzazioni criminali è il mio lettore, non sono io. Il mio lettore è ciò che loro non vogliono, il fatto che in questo momento ne stiamo parlando, che ne hanno parlato tutti i giornali, che continuano ad uscire libri, che continuano a nascere documentari, è tutto questo che loro non vogliono, è l’attenzione su di loro, sui loro nomi, soprattutto sui loro affari »
(Roberto Saviano sul suo libro ” Gomorra”)
« Io so e ho le prove. Io so come hanno origine le economie e dove prendono l’odore. L’odore dell’affermazione e della vittoria. Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E la verità della parola non fa prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente. Io so e ho le prove. Io so dove le pagine dei manuali d’economia si dileguano mutando i loro frattali in materia, cose, ferro, tempo e contratti. Io so. Le prove non sono nascoste in nessuna pen-drive celata in buche sotto terra. Non ho video compromettenti in garage nascosti in inaccessibil i paesi di montagna. Né possiedo documenti ciclostilati dei servizi segreti. Le prove sono inconfutabili perché parziali, riprese con le iridi, raccontate con le parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni. Io vedo, trasento, guardo, parlo, e così testimonio, brutta parola che ancora può valere quando sussurra: “È falso” all’orecchio di chi ascolta le cantilene a rima baciata dei meccanismi di potere. La verità è parziale, in fondo se fosse riducibile a formula oggettiva sarebbe chimica. Io so e ho le prove. E quindi racconto. Di queste verità »
(Roberto Saviano sul suo libro ” Gomorra”)

Nel marzo 2006 esce nella collana Strade Blu dell’editore Mondadori il suo primo romanzo[12]Gomorra – Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra, un viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra e dei luoghi dove questa è nata e vive: la CampaniaNapoliCasal di PrincipeSan Cipriano d’Aversal’agro aversano, luoghi dove l’autore è cresciuto dei quali fa conoscere al lettore una realtà inedita agli occhi di chi da tali luoghi non proviene. Il libro parla di ville sfarzose di boss malavitosi create a copia di quelle di Hollywood, di campagne pregne di rifiuti tossici smaltiti per conto di mezza Europa, di una popolazione che non solo è connivente con questa criminalità organizzata, ma addirittura la protegge e ne approva l’operato; l’autore ci racconta quindi di un Sistema (questo il vero nome usato per riferirsi alla camorra) che adesca nuove reclute non ancora adolescenti, facendo loro credere che la loro sia l’unica scelta di vita possibile, di boss-bambini convinti che l’unico modo di morire come un uomo vero sia quello di morire ammazzati[13], e di un fenomeno criminale influenzato dalla spettacolarizzazione mediatica, in cui i boss si ispirano negli abiti e nelle movenze ai divi del cinema.

Ad agosto 2009 il libro ha venduto oltre 2,5 milioni di copie nella sola Italia[14] ed è stato tradotto in 43 paesi. Nel resto del mondo Gomorra è stato venduto in circa 2 milioni di copie. È presente nelle classifiche di Best sellerin GermaniaOlandaBelgioSpagnaFranciaSveziaFinlandiaLituaniaAlbaniaIsraeleLibanoAustria.

Da Gomorra sono stati tratti uno spettacolo teatrale, che è valso a Saviano gli Olimpici del Teatro 2008 come miglior autore di novità italiana, e l’omonimo film vincitore al Festival di Cannes del prestigioso Grand Prix Speciale della Giuria.

Il romanzo-saggio

« Annalisa Durante, uccisa a Forcella il 27 marzo 2004 dal fuoco incrociato, a quattordici anni. Quattordici anni. Quattordici anni. Ripeterselo è come passarsi una spugna d’acqua gelata lungo la schiena ;»
(Roberto Saviano che commenta la morte di una giovane ragazza)
« Il tacere in queste terre non è la banale omertà silenziosa che si rappresenta di coppole e sguardo abbassato. Ha molto più a che fare col “non mi riguarda”. La parola diviene un urlo. Controllato e lanciato acuto e alto contro un vetro blindato: con la volontà di farlo esplodere. »
(Roberto Saviano)

La struttura del saggio romanzato (o del romanzo-saggio o romanzo-inchiesta o romanzo-verità), per la precisione, fu già utilizzata nella narrativa di denuncia dell’Ottocento. Per fare un esempio in ambito partenopeo, fu sperimentata con notevole successo nel romanzo d’appendice da Francesco Mastriani, prolifico raccontatore napoletano del cosiddetto basso romanticismo. Il successo crescente e un rapporto sempre più diretto con la folla dei lettori lo indussero a utilizzare, con l’uscita di scena dei Borbone e della censura, la narrazione più oggettiva e cronachistica tratta dagli ambienti più sordidi e malavitosi (le classi pericolose). In particolare Mastriani trattò con metodologia e articolate classificazioni la società criminale del suo tempo e i mali di Napoli e del meridione, sfociati nella questione meridionale. Quelli che lo scrittore definì studi in quel filone narrativo allora in voga con i romanzi d’Oltralpe e d’Oltremanica sulle metropoli europee. Romanzi diventati best seller per morbosa curiosità o per la cronica sete di verità dei lettori. Ne I Vermi (si tratta di “vermi sociali”), Mastriani esamina, tra l’altro, La Camorra eleganteI VagabondiI Lavori forzati.[15]. Come poi notò Benedetto Croce, fu il narratore più letto dal suo popolo al di fuori della «gente letterata».[16].

Le minacce e la vita sotto scorta [modifica]

« Cito una frase di Von Clausewitz: ” Quando ad un nemico gli togli tutto, gli lasci l’arma più pericolosa, la rabbia”. Loro mi hanno tolto tutto in qualche modo, ma si sono dimenticati di questo riferimento di Clausewitz. »
(Roberto Saviano)

Il successo ottenuto dal libro di Saviano ha creato diversi problemi all’autore: a partire dalle lettere minatorie, le telefonate mute ma anche e soprattutto da una sorta di isolamento ambientale.

Durante una manifestazione per la legalità tenuta nell’ottobre del 2006 a Casal Di Principe, lo scrittore denunciò in piazza gli affari dei capi del clan dei CasalesiFrancesco BidognettiFrancesco Schiavone (attualmente in carcere) e dei due reggenti, Antonio IovineMichele Zagaria invitando la popolazione a ribellarsi[1]. A causa delle minacce ed intimidazioni subite, l’allora Ministro dell’InternoGiuliano Amato, ha deciso di assegnargli la scorta per motivi di sicurezza.

Il 14 Marzo 2008, durante il Processo Spartacus, il legale dei boss Francesco Bidognettied Antonio Iovine, Michele Santonastaso (coadiuvato dal collega Carmine D’Aniello), lesse dinanzi al presidente della prima sezione di corte d’assise d’appello Raimondo Romeres, una lettera scritta congiuntamente dai boss Francesco Bidognetti ed Antonio Iovine (il primo in carcere, il secondo latitante da 13 anni). La lettera conteneva una richiesta di spostamento del processo per legittima suspicione causata dalle influenze che Roberto Saviano, Rosaria Capacchione ed il pubblico ministero Raffaele Cantone avrebbero avuto sui giudici[17]. A seguito della lettera, il Ministero dell’Interno ha deciso di rinforzare le misure di sicurezza dello scrittore, aumentando la scorta da tre a cinque uomini.

Il 14 ottobre 2008 arriva la notizia di un possibile attentato nei confronti di Roberto Saviano. Un ispettore di Polizia della DIA di Milano[18] informò la Direzione distrettuale antimafiadi essere venuto a conoscenza, dal pentito Carmine Schiavone (cugino del boss Francesco Schiavonedetto Sandokan), di un piano, ormai in fase operativa, per uccidere lo scrittore e gli uomini della scorta entro Natale con un attentato spettacolare sull’autostrada Roma-Napoli in stile Capaci[19]. Tuttavia, Carmine Schiavone, interrogato dai magistrati, ha smentito, di essere a conoscenza di un piano dei Casalesi per uccidere Saviano, provocando l’immediata risposta dello scrittore: “È ovvio che lo dica; se lo dicesse, implicitamente dovrebbe ammettere di avere ancora rapporti con la criminalità organizzata”[20]. Il pubblico ministero titolare dell’indagine ha, infine, chiesto e ottenuto l’archiviazione dopo che la notizia si è rivelata infondata[21]. Carmine Schiavone ha negato di sapere dell’attentato ma ha confermato che Saviano è stato condannato a morte dal clan dei casalesi. http://tv.repubblica.it/copertina/saviano-condannato-a-mo…

Nell’ottobre del 2008 Roberto Saviano ha deciso così di lasciare l’Italia, “almeno per un periodo e poi si vedrà“, anche in seguito alle minacce, confermate da informative e dichiarazioni di collaboratori di giustizia che hanno svelato il progetto di eliminarlo da parte del clan dei Casalesi.

« Penso di aver diritto a una pausa. Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido – oltre che indecente – rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. ‘Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l’odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri – oggi qui, domani lontano duecento chilometri – spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me. »
(Roberto Saviano[22])

Il 25 marzo 2009 è stato protagonista di uno speciale di Che tempo che fa su Rai Tre. La serata era divisa in due parti: la prima composta da un suo lungo monologo,[23] la seconda dall’intervista da parte di Fabio Fazio allo scrittore.[24] Il programma ha suscitato molto interesse tra il pubblico, ottenendo il 19% di share.[25] L’evento si ripete l’11 novembre, con le medesime modalità.

L’appello dei premi Nobel

« Chi non conosce le dinamiche di potere della camorra spesso crede che uccidere un innocente sia un gesto di terribile ingenuità da parte dei clan perché legittima e amplifica il suo esempio, le sue parole. Errore. Non è mai così. Appena muori in terra di camorra, vieni avvolto da molteplici sospetti, e l’innocenza è un’ipotesi lontana, l’ultima possibile. Sei colpevole sino a prova contraria. La teoria del diritto moderno nella terra dei clan è capovolta. »
(Roberto Saviano)

Il 20 ottobre 2008, sei premi Nobel internazionali si mobilitano per Roberto Saviano, chiedendo che lo Stato Italiano faccia qualsiasi sforzo per proteggerlo e sconfiggere lacamorra, ponendo l’accento sul fatto che la criminalità organizzata non è un problema di polizia che riguarda solo lo scrittore, ma un problema di democrazia che riguarda tutti i cittadini liberi. Questi cittadini, concludono i sei premi Nobel nel loro appello, non possono tollerare che gli eventi descritti nel libro accadano in Europa nel 2008, così come non possono tollerare che il prezzo da pagare per aver denunciato questi eventi sia la rinuncia alla propria libertà ed alla propria incolumità. I sei premi Nobel firmatari dell’appello sonoDario FoMikhail GorbaciovGünter GrassRita Levi MontalciniOrhan PamukDesmond Tutu.

L’appello è stato firmato da scrittori del calibro di Jonathan FranzenJavier MaríasJonathan Safran FoerJonathan LethemMartin AmisChuck PalahniukNathan Englander,Ian McEwanHans Magnus EnzensbergerJosé SaramagoElfriede JelinekWislawa SzymborskaBetty WilliamsLech WałęsaPaul Auster://it.wikipedia.org/wiki/Siri_Hustvedt” title=”Siri Hustvedt”>Siri HustvedtPeter Schneider,Colum McCannPatrick McGrathCathleen ShineJunot DiazTahar Ben JellounTaslima NasreenCaro LlewelynIngrid BetancourtAdam MichnikClaudio Magris. Anche i media stranieri rilanciano l’iniziativa: da El País al Le Nouvel Observateur, dal Courrier International fino ad Al Arabiya e alla Cnn[26].

Dopo l’iniziativa, diverse radio hanno aperto i loro microfoni a dibattiti e commenti sul tema, in particolar modo la trasmissione Fahrenheit trasmessa da Radio 3 ha organizzato una maratona di letture di Gomorra in cui si sono alternati personaggi della cultura, dell’informazione, dello spettacolo e della società civile. Numerose città italiane hanno inoltre offerto la cittadinanza onoraria allo scrittore, mentre numerose sono state le scuole che hanno sottoscritto l’appello. La Casa della Memoria e della Storia, a Roma, ha infine ospitato per otto ore una lettura corale di Gomorra[27].

In aggiunta alle firme dei sei eminenti esponenti, i normali cittadini hanno potuto firmare l’appello su una apposita pagina del quotidiano La Repubblica[28]. Le firme raccolte sono state complessivamente più di 250.000[29].

Dubbi e polemiche sulla necessità della scorta

Nell’ottobre 2009 il ca po della Squadra Mobile di Napoli Vittorio Pisani ha messo in dubbio la necessità della scorta per proteggere Roberto Saviano[30] sostenendo che non vi erano riscontri alle minacce di morte. Il capo della polizia Antonio Manganelli ha replicato ribadendo la necessità della scorta[31]. Anche il Procuratore Capo della Procura Antimafia di Napoli Federico Cafiero de Raho ha dichiarato che Saviano è esposto ad alto rischio e necessita di una protezione. l. Anche il pm Raffaele Cantone e il pm Franco Roberti, entrambi magistrati con anni in prima linea contro i clan, hanno ribadito la situazione di pericolo di Roberto Saviano. Il giornalista Giuseppe D’Avanzo su Repubblica ha chiesto le dimissioni del capo della Mobile per le sue dichiarazioni. Roberto Saviano ha replicato in un articolo su la Repubblica[32]denunciando il tentativo di isolamento della sua persona e di “sgretolamento” della pubblica solidarietà verso di lui, confrontando il suo caso con quello di Peppino ImpastatoGiuseppe FavaGiancarlo Siani. A seguito dell’iniziativa di Pisani, Saviano ha dovuto “esibire, come richiesto, la giusta causa delle minacce[33].

Musica

Il gruppo britannico dei Massive Attack ha creato un brano ispirato alla storia di Roberto Saviano e Gomorra, “Herculaneum”, il brano è diventato la colonna sonora del filmGomorra.

Il rapper napoletano Lucariello, dopo aver ottenuto il consenso di Roberto Saviano, ha scritto una canzone “Cappotto di legno“, musicata da Ezio Bosso, in cui è descritta la storia di un killer ch e si prepara ad uccidere lo stesso Saviano[34].

Il gruppo torinese dei Subsonica ha dedicato a Roberto Saviano la canzone “Piombo“, contenuta nell’album L’eclissi.

Alla fine del video del brano “In Italia” del rapper Fabri Fibra è presente una parte dell’intervista di Enzo Biagi a Roberto Saviano in cui afferma: “Uno dei miei sogni era stato quello di rimanere nella mia terra, raccontarla, e continuare, come dire, a resistere.”

Nel brano del gruppo rap ‘A 67, “TammorrAntiCamorra” Roberto Saviano legge un frammento del suo libro in una Tammurriata anticamorra dedicato alla morte di don Giuseppe Diana.

Lo scrittore sul suo sito ufficiale ha dedicato uno spazio alla musica nella sezione Gallerie[35].

Bibliografia

Libri [modifica]

Audio libri [modifica]

Note

  1. ^ a b Il video dell’intera manifestazione dell’ottobre 2006 a Casal di Principe con l’intervento di Saviano
  2. ^ Biografia di Roberto Saviano Sito personale dello scrittore
  3. ^ Roberto Saviano. (ENt;Striking Back Against the Mob.. The Washington Post Company, 29-06-2008. URL consultato il 03-10-2009.
  4. ^ Roberto Saviano. (ENMaimed by the Mob. Time Inc., 13-03-2008. URL consultato il 02-10-2009.
  5. ^ Roberto Saviano. (ESEl valor olvidado. EDICIONES EL PAÍS, S.L., 17-05-2009. URL consultato il 03-10-2009.
    Roberto Saviano. (ESNunca debajo de una mujer. EDICIONES EL PAÍS, S.L., 15-07-2009.URL consultato il 03-10-2009.
    Roberto Saviano. (ESPor la libertad de prensa en Italia. EDICIONES EL PAÍS, S.L., 02-10-2009. URL consultato il 03-10-2009.
  6. ^ Roberto Saviano. (DEGift für unsere Seelen. Die Zeit, 21-02-2008. URL consultato il 03-10-2009.
    Roberto Saviano. (DEDie Paten zittern. Die Zeit, 03-07-2008. URL consultato il 03-10-2009.
    Roberto Saviano. (DEDie Hummel, die nicht fliegen darf (PDF), pp. 1-5. Die Zeit, 25-06-2009. URL consultato il 03-10-2009.
    Roberto Saviano. (DEIm Bett mit dem Tod. Die Zeit, 23-07-2009. URL consultato il 03-10-2009.
  7. ^ Roberto Saviano. (DEAngst vor dem Erwachen. Der Spiegel, 27-08-2007. URL consultato il 03-10-2009.
  8. ^ Roberto Saviano. (ENItaly demands answers, not smears and threats. Times Newspapers Ltd., 02-10-2009. URL consultato il 03-10-2009.
  9. ^ Umberto Eco: non lasciamo da solo Saviano La Repubblica, 16 ottobre 2006
  10. ^ [1]
  11. ^ Francesco Barbagallo; Università di Napoli
  12. ^ Saviano ha definito il testo come una no-fiction novelascolta l’intervista su RadioRai
  13. ^ Robertosaviano.com, Tutti quelli che conosco o sono morti o sono in galera. Io voglio diventare un boss
  14. ^ Robertosaviano.com, rassegna stampa
  15. ^ Francesco MastrianiI misteri di Napoli, scelti e annotati da Giuliano Innamorati; collanaClassici italiani dell’Ottocento, Novara, Edizioni per il Club del Libro, 1972. pp. 659
    Francesco MastrianiI vermi, studi storici su le classi pericolose in Napoli, Napoli, presso Luigi Gargiulo [1863-1864], 10 voll.
  16. ^ Benedetto CroceLa vita letteraria a Napoli dal 1860 al 1900 in La letteratura della nuova Italia, Bari, Laterza, 1915. p. 284-287
  17. ^ t; href=”http://robertosaviano.it/documenti/9201/”>http://robertosaviano.it/documenti/9201/Processo Spartacus. Lettera choc, minacce dei boss in tribunale. Roberto Saviano è definito dai boss, prezzolato.
  18. ^ Episodio citato da Roberto Saviano in un’intervista alla trasmissione di Canale 5, ‘Matrix’ di mercoledì, 15 ottobre 2008
  19. ^ Un piano per uccidere Saviano, La Stampa, 14 ottobre 2008
  20. ^ Attentato a Saviano, pentito smentisce Adn Kronos, 15 ottobre 2008
  21. ^ La Repubblica, 20 giugno 2009. Articolo: Il legale dei boss diffamò Saviano di Dario del Porto, pp. pagina 20. Gruppo Editoriale L’Espresso Spa. URL consultato il 04-10-2009.
  22. ^ Io, prigioniero di Gomorra lascio l’Italia per riavere una vita, La Repubblica, 15 ottobre 2008
  23. ^ Che tempo che fa – Il monologo di Roberto SavianoRai.tv, 25 marzo 2009. URL consultato il 12-4-2009.
  24. ^ Che tempo che fa – L’intervista a Saviano. Rai.tv, 25 marzo 2009. URL consultato il 12-4-2009.
  25. ^ Leandro Palestini. Un’altra tv è possibile. la Repubblica, 27 marzo 2009. URL consultato il 12-4-2009.
  26. ^ Per Saviano in campo gli scrittori, boom di adesioni all’appello dei Nobel La Repubblica, 21 ottobre 2008
  27. ^ Saviano: “Ogni voce che resiste mi rende meno solo” La Repubblica, 22 ottobre 2008
  28. ^ Raccolta firme per Roberto Saviano La Repubblica
  29. ^ Firma per Roberto Saviano La Repubblica
  30. ^ [2]
  31. ^ [3]
  32. ^ [4]
  33. ^ Video con la registrazione del colloquio tra Roberto Saviano e Carmine Schiavone, collaboratore di giustizia e zio del boss Francesco Schiavone, detto Sandokan.
  34. ^ Lucariello racconta la nascita di Cappotto di Legno
  35. ^ Il sito di Roberto Saviano
  36. ^ “Pulp Libri” è una rivista culturale periodica (caporedattore Fabio Zucchella)
  37. ^ “Sud. Rivista europea”, Lavieri edizioni

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    Gabriele Cervi

    Gabriele Cervi ho scritto alla redazione di Facebook

    IO CREDO CHE INNEGGIARE AD UN SANGUINARIO COME TOTO’ RIINA E FARE DEI FANS CLUB SU RIINA E PROVENZANO SU FACEBOOK SIA NON TANTO OFFENSIVO PER GLI ITALIANI MA PER LO STESSO FACEBOOK CHE DA VOCE A DEI POTENZIALI CRIMINALI.. PERCHE’ CHI PALESA PUBBLICAMENTE A FAVORE DELLA MAFIA E DEI MAFIOSI SECONDO ME E’ DA CONSIDERARSI ALLA STREGUA DEI MAFIOSI STESSI. VOI DI FACEBOOK SIETE DEI MAFIOSI?? E’ UNA DOMANDA CHE VI PONGO DA ISCRITTO.!! SE NON LO SIETE COME SUPPONGO ALLORA ELIMINATE DA FACEBOOK TALI CRIMINALI….

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    Commenti

    hai ragione

    Scritto da : epifasi | giovedì, 15 gennaio 2009

    Caro epifasi purtroppo certa gente irresponsabile è talmente irresponsabile che scrive solo cazzate. Io spero che questi ragazzi (presumo che siano tali), capiscano l’errore fatto. capiscano che la mafia va combattuta… Falcone, Borsellino e tutti gli altri (e sono tanti) hanno fatto il loro dovere fino infondo pur sapendo che erano statti condannati a morte dalla mafia che loro coraggiosamente combattevano a viso aperto. Loro i mafiosi sono invece solo dei criminali senza dignità. Spero che questi ragazzi ci ripensino, ma soprattutto pensino alle loro famiglie e alla loro vita. La vita ha un senso se si fa del bene… se dall’alto della nostra esperienza del nostro vissuto possiamo aiutare disinteressatamente il nostro prossimo. Così si dal il buon esempio..il resto è solo ipocrisia e spazzatura.
    Ciao.
    Gabriele

    Scritto da : cervi gabrielele | venerdì, 16 gennaio 2009

    Ritengo che Salvatore Riina sia un bravissima persona….degna di fiducia e stima

    Scritto da : innominato | sabato, 13 giugno 2009

    TI DO UN CONSIGLIO PERCHE’ NON LO ADOTTI.. UN CRIMINALE IN FAMIGLIA IN QUESTI TEMPI PUO’ FARE SEMPRE COMODO… LA VITA E’ UNA E VA SPESA BENE…. CERCA DI FARTI UN ESAME DI COSCIENZA PENSANDO A FALCONE , BORSELLINO E A TUTTI GLI UOMINI DELLE VARIE SCORTE MORTI PER NOI, PER SALVAGUARDARE LA NOSTRA ONESTA’. ALCUNE RISPOSTE LE POTRAI TROVARE LEGGENDO IL VANGELO E ANALIZZANDO LA VITA DI GESU’

    Scritto da : CERVI GABRIELE | martedì, 16 giugno 2009

 

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La foto-choc di Saviano morto su «Max»

 

NAPOLI – Roberto Saviano steso su un tavolino di quelli dell’obitorio, avvolto in un telo verde, con dei ferri a sostenergli la testa e con appeso al piede un cartellino identificativo.

Si presenta così la finta foto shock della morte dello scrittore. Un’immagine che sembra presa da un episodio di CSI o del Commissario Manara ma è (fortunatamente), soltanto un fotomontaggio pubblicato dal mensile Max, in edicola il prossimo 25 giugno.

IL FOTOMONTAGGIO – Il «Saviano morto» occupa le prime due pagine del mensile, una posizione forte, di gran rilievo, che sembra assumere la valenza di un editoriale. L’immagine reca anche il titolo in neretto «Hanno ammazzato Saviano» ed un piccolo testo esplicativo, in un ensemble che ricorda tante morti tristemente celebri, non ultima quella di Pier Paolo Pasolini sul litorale di Ostia. La rielaborazione è frutto di un ricco lavoro di Photoshop di Gian Paolo Tomasi, uno specialista nel settore e vuole essere in tutto e per tutto una provocazione, come dichiara il direttore di Max, Andrea Rossi. Il periodico ha una certa esperienza in fatto di provocazioni: nello scorso inverno pubblicò infatti l’intervista che costò a Morgan la partecipazione al Festival di Sanremo.

LO SCRITTORE: «FOTO DI CATTIVO GUSTO» – Al corrente della notizia, Roberto Saviano non l’ha presa proprio bene: «Trovo il fotomontaggio che mi rappresenta morto in obitorio di cattivo gusto. Un’immagine – ha detto lo scrittore – utilizzata per speculare sulla condizione di chi come me in Italia e all’estero vive protetto. Un’immagine irrispettosa per tutti coloro che per diversi motivi, spesso lontano dai riflettori, rischiano la vita. Tutta questa pressione sulla mia morte, poi, lascia sgomento me e la mia famiglia. Ad ogni modo rassicuro tutti: non ho alcuna intenzione di morire».

UN’IDEA PER DIFENDERE SAVIANO – Max, però, si difende: l’idea del fotomontaggio è nata dai continui attacchi subiti dallo scrittore napoletano, come spiega il direttore Rossi: «Non ce l’abbiamo fatta più a sentir gente attaccare Saviano. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le dichiarazioni di Marco Borriello. A quel punto ci siamo detti basta». L’attaccante del Milan aveva dichiarato lo scorso giugno al mensile GQ che Saviano aveva lucrato sulla città di Napoli, esaltandone esclusivamente il lato negativo. Dopo qualche giorno, però, Borriello aveva corretto il tiro, tentando di smussare la durezza di quanto ave va detto.

IL PROBLEMA E’ LA CAMORRA O SAVIANO? – Ma non sono solo i commenti del calciatore ad aver mosso la sensibilità della redazione di Max, come spiega ancora Rossi: «In questi mesi è stato un continuo: Emilio Fede, Berlusconi, che di Saviano è anche l’editore. Ma insomma, qual è il problema, la camorra o Saviano che la combatte? Mi pare che il gioco che si profila sia quello della delegittimazione: svalutate ciò che dice per isolarlo, poi se arriva quello che lo fa fuori». Saviano non era stato avvertito della particolare immagine che lo vede protagonista. «Abbiamo preparato l’immagine senza parlargliene – prosegue Rossi -. Dopo l’ha sicuramente saputo, tramite il quotidiano per cui scrive e il suo agente. Finora, comunque, non mi ha telefonato. Davvero non so come l’abbia presa». L’unica cosa che manca, in questa terribile ipotetica fotografia, sono i nomi dei mandanti, anche se Andrea Rossi non ha dubbi nemmeno su quest’argomento «Possono immaginarseli tutti».

Redazione online

Su Max «ammazzano» Saviano Lui: «Quella foto è irrispettosa» Fotomontaggio dello scrittore all’obitorio Il mensile: «Per difenderlo dalle minacce»ultima modifica: 2010-06-24T21:45:32+02:00da mobbing21
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