Racconti per pensare: “Pregare per vivere” fonte settimanale vita cattolica diocesi di cremona

 

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LA NOSTRA QUOTIDIANA CROCE3348.GIFQUANTI GIUDA CI SONO FRA DI NOI???? SUL LAVORO, TRA I COLLEGHI DI LAVORO, NELLA SOCIETA’,  NELLA POLITICA,  FRA GLI AMICI, FRA I PARENTI MOLTE VOLTE DETTI SERPENTI A RAGION VEDUTA…. FRA GLI STESSI CRISTIANI CATTOLICI….. MA QUANTI GIUDA CI SONO….?? NON E’ DATO SAPERLO MA NELLA QUOTIDIANITA’ DELLA VITA CI PASSANO ACCANTO, NE CONDIVIDIAMO CONFIDENZE ANGOSCE, ECC…I GIUDA SONO TANTI STA A NOI SAPERLI SCOVARE ED ALLONTANARE… ALLA FINE COME GIUDA NON AVRANNO MOLTE ALTER

 

 

 

Giovanni Paolo II recita il “Padre Nostro”


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Racconti per pensare: 
“Pregare per vivere”

Ancora una volta, sono all’ospedale. Un malato si prepara a morire in piena consapevolezza. In pochi mesi è passato dalla serenità di una vita ricca di salute e di impegni lavorativi (nonostante i settant’anni) e familiari, alla malattia che non gli promette nulla di buono, ma solo sofferenza e poi morte. Da uomo intelligente e coraggioso ha capito la situazione, si è reso conto di dovere affrontare l’ultima battaglia. E si è dedicato con cura a fare un bilancio, il bilancio della sua vita. L’esame di coscienza per mettere le cose a posto, per affrontare al meglio l’evento che – ormai lo sa con certezza – lo aspetta. Non è una confessione sacramentale la sua (l’ha celebrata più volte negli ultimi mesi), ma un bilancio sereno, fatto davanti ai familiari, moglie e figli, e al sacerdote che lo visita per portargli la benedizione del Signore: desiderata e graditissima. Dunque racconta. 
«Nella mia vita ho avuto due soli interessi: il lavoro e la famiglia. Anzi, uno solo: la famiglia; il lavoro è sempre stato per garantire la famiglia e il futuro dei miei figli. Ho lavorato tanto; sentivo che dovevo farlo proprio perché volevo il meglio per i miei cari. Non mi sono fermato mai: ogni domenica era per me giornata lavorativa. Nella mia piccola impresa edile lavoravo dal lunedì al sabato per guadagnare il necessario; la domenica invece lavoravo proprio per noi, per la mia casa: così sono riuscito a realizzare una casa bella, prima per tutti noi; in seguito ho pensato alla casa per i figli che si sposavano. La mia gioia era stare con mia moglie e i miei figli. Tutto era per loro.
Per questo motivo, per tanti anni non sono più andato alla messa domenicale. Non mi sentivo lontano da Dio; mi sentivo cristiano, volevo bene al Signore, ma non avevo tempo per lui. Mi sentivo a posto, perchè rispettavo la sua legge, i dieci comandamenti; sono sempre stato onesto, fedele alla famiglia, rispettoso di tutti.
Solo che poi, alla fine, mi sono reso conto di quello che avevo perso. La messa domenicale ho ripreso a frequentarla con mia moglie ogni domenica; e ho capito quanto è bella e quanto è importante. Come mi piace la messa! Che bello pregare insieme con tutti, sentire il Vangelo e ascoltare il prete che lo spiega! E adesso che l’ho riscoperta, adesso che ho una gran voglia di andare a Messa ogni domenica, non posso più perché sono qui». 
Nonostante la fatica che gli costa il parlare, sembra un fiume in piena. Tante volte ripete, addolorato: «Ma pensi che cosa ho perso! Mi rendo conto ora che la messa e la preghiera erano molto più importanti del lavoro». Gli propongo di pregare un poco insieme. Accetta con gioia. Prega con devozione profonda. Segue la benedizione, che accoglie con fede grande. Prima che me ne vada, mi ringrazia di tutto cuore. La moglie mi assicura: ora la preghiera lo accompagna per tutta la giornata.
V.R.
Racconti per pensare: “Pregare per vivere” fonte settimanale vita cattolica diocesi di cremonaultima modifica: 2010-06-18T20:27:00+02:00da mobbing21
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