30/01/2012

Emarginato al lavoro Dipendente fa causa

Il caso discusso

 

Lavoratore della Provincia chiede 100mila euro di dann

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Il valzer del pinguino triste - Guido Rita - Mobbing Theme


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Sondrio, 30 gennaio 2012 - La Provincia rischia di dover pagare oltre 100 mila euro a un proprio dipendente in una causa di «straining» in quanto il diretto interessato – a suo dire – sarebbe stato emarginato e stressato.
Infatti, con un ricorso notificato nel dicembre scorso, il dipendente che è in servizio presso l’Azienda Speciale della Provincia di Sondrio–Centro di Formazione Professionale - dal 31 dicembre 2010, ha promosso una causa presso il Tribunale Civile di Sondrio (sezione lavoro) perché sia accertata e dichiarata, tra le altre cose, la violazione dell’accordo 2008 circa la sua posizione economica.


Su questo punto il ricorrente ha chiesto di condannare la Provincia di Sondrio a corrispondere la differenza non pagata di 5mila euro, ai quali si aggiungono oltre 27 mila euro per il danno professionale in violazione degli articoli della Costituzione e al fatto che la questione può essere inquadrata in una forma di «straining». In questo senso chiede anche di condannare la Provincia di Sondrio nella persona del legale rappresentante pro-tempore e l’Azienda Speciale della Provincia di Sondrio–Centro di Formazione Professionale - sempre nella persona del suo legale rappresentate pro-tempore, in solido tra loro.


Il termine «straining» viene usato per indicare una cosa molto simile al «mobbing» ma l’azione sul dipendente non viene messa in atto ripetutamente: basta che venga emarginato una volta e che questa emarginazione permanga, anche in seguito. Il termine, mutuato dall’inglese, secondo lo psicologo Harald Ege significa mettere sotto pressione, vessare, con un significato molto vicino a un altro verbo inglese, «to stress»: ed infatti il legame tra «straining» e «stress» occupazionale è evidente, poiché in una situazione di straining, l’aggressore o strainer, tenderà, sempre, a far cadere la propria vittima in una condizione particolare di stress.


Per questi motivi il dipendente chiede che il Tribunale condanni la Provincia e l’Azienda speciale al risarcimento anche del danno biologico così detto «dinamico» corrispondente ad una lesione dell’integrità psicofisica pari al 20%, per un totale che si aggira attorno a 82 mila euro secondo quanto indicato dalle tabelle del danno del tribunale di Milano nel 2011. Dal canto suo la Giunta provinciale ha esaminato in questi giorni la questione decidendo di resistere in giudizio davanti al Tribunale Civile di Sondrio – sezione lavoro – dopo aver interpellato i dirigenti che hanno espresso parere favorevole. Se ne occuperà il settore «Programmazione integrata, turismo, cultura, istruzione, formazione e lavoro, servizi sociali». 
 

di Paride Diol


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Cortometraggi - Demagogia: Aprite il fuoco sulle parole. by Albatro Film

 


QUESTA E' LA MIA VITA

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GRUPPO FONDATO SU FACEBOOK: RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

 

 

COPERTINA GRUPPO RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO SU FACEBOOK 

21/01/2012 | COPERTINA GRUPPO RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO SU FACEBOOK

 

LA SEGUENTE COPERTINA E' STATA PRESA DAL LINK SU FACEBOOK DEL DOTT. FERDINANDO IMPOSIMATO AMMINISTRATORE DEL GRUPPO.

 

 

 RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO

GRUPPO SU FACEBOOK

 

 

 

Scriviamo questa lettera aperta per sottoporre alcune proposte innovative e riformatrici che se accolte potranno dare un impulso etico di trasparenza e di onestà all’attuale status politico e sindacale del paese.

Per dare sostanza alle nostre proposte, ho fondato un gruppo online  denominato: Riforma dei Partiti e dei Sindacati  Codice Etico, usando il socialnetwork Facebook dove posso  interagire con tanti amici online , attualmente sono 4980. Il gruppo  non ha scopo di lucro, è aperto a tutti  ed è traversale. Dopo questa dovuta presentazione,  siamo onorati di sottoporre queste nostre proposte che abbiano denominato codice etico e che auspichiamo siano prese come contributo per rinnovare i partititi e i loro statuti.

 

PREMESSO

 

Che i partiti politici  sono associazioni private senza alcuna disciplina legale finanziati (contributo elettorale) con denaro pubblico senza alcun controllo delle spese  che hanno portato da parte dei medesimi partiti (anche recentemente) a  violazioni contro le leggi costituzionali creando con soldi pubblici malaffare, clientelismo e corruzione

 A nome dei 1730 attuali aderenti al gruppo  sottopongo  alcuni punti come nostro personale contributo di cittadini stanchi di vedere sperperati milioni di euro (soldi pubblici nostri soldi) in minima parte utilizzati per le spese elettorali  effettive  e di cui la gran parte sono distratti e utilizzati per compravendite patrimoniali , spese varie fonte di clientelismo, spese per  il personale di federazioni  e di sezioni che nulla hanno a che vedere con il contributo dato per le spese elettorali. Inoltre i partiti per sostenersi  ( i milioni di euro erogati ai medesimi presumiamo a questo punto che non bastano per il loro sostentamento) vendono nelle loro assemblee  merce a pro partito, ricevono poi soldi dai propri tesserati come iscrizione  ecc. 

Per fare un esempio il contributo elettorale erogato nel 2008 è stato di oltre 500 milioni di euro a fronte di una spesa totale di 130 milioni di euro.. Praticamente vengono regalati ai partitti nostri soldi per un totale circa di 380 milioni di euro.. Se questo non è uno scandalo cosa è..!!

Per tutto ciò premesso :

 

CHIEDIAMO

 

1)      L’ attuazione dell’articolo 49 della Costituzione con una legge ordinaria che preveda la responsabilità dei partiti di fronte alla legge e ne sanzioni le violazioni e che garantisca il controllo della correttezza e della trasparenza della vita interna dei partiti;

 

2)      Registrazione degli Statuti dei partiti presso il Parlamento;

 

3)      Certificazione di Bilanci dei partiti secondo le norme del codice civile;

 

4)      Nomina di un revisore dei conti esterno e autonomo dai partititi;

 

5)      Nomina di un Provibiro esterno per garantire la democrazia interna dei Partititi;

 

6)      Obbligatorietà di elezioni primarietra i cittadini per la selezione delle candidature;

 

7)      Esclusione delle candidature delle persone rinviate a giudizio o condannate per qualsiasi reato;

 

       8)  Responsabilità penale e civile dei segretari politici e dei

             tesorieri e decadenza dagli incarichi per violazioni degli

              Statuti e delle leggi dello Stato;

 

       9)   Erogare rimborsi elettorali pubblici ai partiti dati per le  

             spese effettivamente sostenute con l’obbligo di produrre

             pezze giustificative: bolle, fatture, scontrini ecc;

 

       10) Per ridurre i costi della politica proponiamo che il

            finanziamento ai giornali di partito  dato per l’effettiva

             vendita dei giornali riscontrabile dagli abbonamenti e

             vendite effettive;

  Queste sono alcune proposte che  noi riteniamo importanti per rinnovare lo status quo politico. Noi siamo sostenitori di una vera Democrazia, non di facciata ma reale basate non sulle oligarchie di un regime partitocratico ma su un vero stato di diritto.

In questi decenni  i partititi hanno creato una distanza fra loro e i propri elettori abissale, questa distanza riguarda la società civile. I partiti purtroppo rappresentano solo se stessi e i loro interessi di bottega  fautori nel paese di caste , lobby dimenticando il bene collettivo.

Troppi privilegi e la non trasparenza hanno fatto si, che la gente ormai sfiduciata, amareggiata e disillusa  non creda più allo stato di diritto . Il nostro è uno stato fondato da furbi  e i politici agevolano i medesimi furbi ladri e disonesti istituzionali infischiandosene delle leggi che promulgono. Noi non vogliamo che ciò sia il nostro ma soprattutto il futuro dei nostri figli e delle nuove generazioni. Noi abbiamo già pagato un pesantissimo prezzo in nome di ideali ormai morti ed oggi utili solo alla partitocrazia che li usa  solo per perpetuarsi.

E’ per questo che come cittadini usando le opportunità che questa democrazia  ci concede, ancora ,abbiano ritenuto opportuno e socialmente utile inviare queste  nostre  proposte

Cordiali saluti.

 

Gabriele Cervi

(fondatore del gruppo su facebook  riforma dei partiti e dei sindacati codice etico)

 

PS: Non abbiamo affrontato i privilegi dei politici (la famosa casta) in quanto sappiamo che il Parlamento sta lavorando per ridurre gli stipendi dei Parlamentari, per diminuire gli stessi Parlamentari delle due Camere, delle Province e dei Comuni.  Siamo fiduciosi che si arrivi al più presto a queste soluzioni moralmente ed eticamente non più rinviabili. 

  


 
Seguono gli amministratori del gruppo:

Giovanna Melandri  Onorevole PD

 Jane Alquati  Assessore comunale Pdl

 Carlo Rienzi Dott  Pres. Codacons 

 Agostino Alloni  Consigliere  Regione Lombardia  PD

Luigi Berlinguer  Europarlamentare Europeo PD

Marialuisa D'attolico  Giornalista Free Lance presso Privato

Ferdinando Imposimato  Giudice Lavora presso Suprema Corte di Cassazione

Enrico Galavotti  Professore

Cinzia Fontana  Senatrice PD

Chiara Capelletti  Assessore Provinciale PDL

Maria Vittoria Ceraso  Assessore Comunale PDL

Jacopo Fanti  Laureato in cooperazione internazionale

 

Francesco Alberoni  Professore, Scrittore, Sociologo

Margherita De Bac  Giornalista lavora presso corriere della sera

 

16:34 Scritto da: mobbing21 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

 

 

I viaggi (gratis) della Casta ci costano 17 milioni Viaggiano a sbafo anche gli ex deputati

 

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28/01/2012

BUONA DOMENICA AMICI ONLINE: IL VANGELO: Il Signore è venuto a liberare l'uomo

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IL MIO CROCIFISSO 2011

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Il Signore è venuto a liberare l'uomo
 
 
 
 
IV domenica Tempo Ordinario -Anno B In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. (...). Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea. Questo Vangelo ci riporta la freschezza della sorgente, lo stupore e la freschezza dell'origine: la gente si stupiva del suo insegnamento. Come la gente di Cafarnao, anche noi ci incantiamo ogni volta che abbiamo la ventura di incontrare qualcuno con parole che trasmettono la sapienza del vivere, una sapienza sulla vita e sulla morte, sull'amore, sulla paura e sulla gioia. Che aiutano a vivere meglio. Di fatto, sono autorevoli soltanto le parole che accrescono la vita. Gesù insegnava come uno che ha autorità. Ha autorità chi non soltanto annuncia la buona notizia, ma la fa accadere. Lo vediamo dal seguito del racconto: C'era là un uomo posseduto da uno spirito impuro. La buona notizia è un Dio che libera la vita. Gesù ha autorità perché si misura con i nostri problemi di fondo, e il primo di tutti i problemi è «l'uomo posseduto», l'uomo che non è libero. Volesse il cielo che tutti i cristiani fossero autorevoli... E il mezzo c'è: si tratta non di dire il Vangelo, ma di fare il Vangelo, non di predicare ma di diventare Vangelo, tutt'uno con ciò che annunci: una buona notizia che libera la vita, fa vivere meglio, dove nominare Dio equivale a confortare la vita. Mi ha sempre colpito l'espressione dell'uomo posseduto: che c'è fra noi e te Gesù di Nazaret? Sei venuto a rovinarci? Gesù è venuto a rovinare tutto ciò che rovina l'uomo, a demolire ciò che lo imprigiona, è venuto a portare spada e fuoco, a rovinare tutto ciò che non è amore. Per edificare il suo Regno deve mandare in rovina il regno ingannatore degli uomini genuflessi davanti agli idoli impuri: potere, denaro, successo, paure, depressioni, egoismi. È a questi desideri sbagliati, padroni del cuore, che Gesù dice due sole parole: taci, esci da lui. Tace e se ne va questo mondo sbagliato. Va in rovina, come aveva sognato Isaia, vanno in rovina le spade e diventano falci, si spezza la conchiglia e appare la perla. Perla della creazione è l'uomo libero e amante. Questo Vangelo mi aiuta a valutare la serietà del mio cristianesimo da due criteri: se come Gesù, mi oppongo al male dell'uomo, in tutte le sue forme; se come lui porto aria di libertà, una briciola di liberazione da ciò che ci reprime dentro, da ciò che soffoca la nostra umanità, da tutte le maschere e le paure. Un verso bellissimo di Padre Turoldo dice: Cristo, mia dolce rovina, gioia e tormento insieme tu sei. Impossibile amarti impunemente. Dolce rovina, Cristo, che rovini in me tutto ciò che non è amore, impossibile amarti senza pagarne il prezzo in moneta di vita! Impossibile amarti e non cambiare vita e non gettare dalle braccia il vuoto e non accrescere gli orizzonti che respiriamo.


Castelverde: nuova illuminazione
per la chiesa di S. Archelao

Nella notte di Natale, all’inizio della celebrazione della Messa, la chiesa parrocchiale di Castelverde è brillata di nuova luce, illuminata a festa per celebrare la nascita del Redentore. Giungeva così a compimento un progetto lungamente accarezzato che è consistito nel totale rifacimento delle linee elettriche portanti e nella realizzazione, con tecnica innovativa, dell’illuminazione della chiesa, poiché la precedente, risalente agli anni ’70, era ormai completamente inadeguata. Ora, grazie al finanziamento della Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona, si è potuto completare tutto quanto previsto dal progetto che prevedeva anche l’illuminazione degli altari laterali e delle tele, conservate nella chiesa. Se la prima parte dell’intervento aveva come obiettivo quello della sicurezza e dell’illuminazione per l’uso liturgico, con una particolare attenzione all’altare, all’ambone e alla sede del celebrante, questo secondo intervento vuole valorizzare l’apparato artistico, di particolare pregio, conservato nella chiesa. Così sono stati illuminati con la tecnica a Led a basso consumo energetico i quattro altari laterali: quello più antico, cinquecentesco, che incornicia una tela di Angelo Massarotti, collocato in una cappella decorata a fresco, i due, opera di Giacomo Bertesi – quello del patrono S. Archelao e quello con la grande tela di Francesco Boccaccino che raffigura la gloria di S. Francesco Saverio (nella foto) - e infine quello dedicato alla Beata Vergine Maria, di scuola bertesiana. L’intervento, particolarmente complicato a motivo della conformazione degli altari barocchi, è risultato apprezzabile e gradevole, come pure significativa è risultata l’illuminazione delle due cappelline poste all’ingresso della chiesa e delle tele dei transetti. La diversità tipologica-architettonica, dimensionale, di cromie delle opere ha portato il progettista arch. Stefano Ferla a procedere in questa fase con il criterio della individualità: le cappelle sono state analizzate singolarmente come volumi a sé per individuare, per ciascuna, i supporti e il tipo di luce più adatta, forniti dalla ditta Thorn e messi in opera dalla ditta Imenergie. L’intero intervento è costato complessivamente € 197.000, a totale carico della Parrocchia, mentre questo secondo step è stato finanziato al 50% dalla Fondazione Comunitaria con un contributo di € 19.000.
 

Scola: “Con Formigoni non c’entro nulla” 
Cl? “E’ come avere due peccati originali”

L'arcivescovo di Milano ha parlato con i giornalisti durante il tradizionale incontro per la festa del patrono. Sul governatore della Lombardia: “Negli ultimi vent'anni ci siamo visti sì e no una volta all’anno a Natale". Sull'appartenenza a Comunione e liberazione: "Possibile che uno si debba portare addosso questo marchio?"

Il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano

Formigoni? “Negli ultimi vent’anni ci siamo visti sì e no una volta all’anno a Natale”. L’arcivescovo di Milano, Angelo Scola, sembra prendere le distanze dal governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Parlando durante l’incontro con la stampa organizzato dalla diocesi in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, Scola ammonisce i cronisti a “non confondere verità e verosimile”. “Dicono – ha spiegato l’arcivescovo – ‘sono nati entrambi a Lecco, hanno militato entrambi in Comunione e liberazione, sono stati amici per tanto tempo. Sarà mai possibile che Scola non c’entri niente con Formigoni?’ No, non c’entra niente”. Insomma, sulla propria militanza in Cl, Scola si è chiesto ironicamente: “Possibile che uno si debba portare addosso non uno ma due peccati originali?”. Una domanda secondo l’arcivescovo senza senso, dovuta alla fissazione dei giornalisti che lo “tirano in ballo” quando si parla dell’organizzazione anche se io, spiega ancora Scola, “non ho più partecipato a riunioni organizzative e ormai non conosco nessuno tra quelli che hann0 meno di sessant’anni”.

Una versione condivisa anche da Formigoni: ”Siccome siamo stati educati in Cl, sembra che tra Formigoni, Scola e tanti altri, noti e meno noti, ci siano costantemente dei summit in cui si prendono decisioni insieme. Questo non è vero”, ha dichiarato il governatore lombardo confermando di aver incontrato l’arcivescovo di Milano “negli ultimi 20 anni, ben che vada, per il tradizionale scambio degli auguri di Natale”. “Comunione e liberazione – ha proseguito Formigoni – è l’educazione al cristianesimo formidabile, affascinante e che ci ha insegnato ad assumere ognuno le proprie responsabilità, chi nella chiesa, chi nella politica, chi nell’economia, chi nel lavoro e così via”. Riguardo ai rapporti con il cardinale, Formigoni ha ribadito di aver appreso dalle agenzie di stampa della sua nomina ad arcivescovo di Milano e di aver avuto con lui, da allora, “un solo colloquio privato di 10 minuti” quando, con la Giunta regionale, è andato a trovarlo per gli auguri di Natale. “Io e Scola – ha aggiunto – ci conosciamo e siamo amici da tantissimi anni ma è vero che negli ultimi 20 anni ci siamo visti, ben che vada, per gli auguri di Natale”. “E per di più – ha concluso Formigoni – agiamo in due campi che sono completamente diversi”.

All’incontro sul giornalismo, Scola ha dialogato con il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano davanti a una platea di oltre 250 giornalisti e operatori della comunicazione. “Occorre che ogni soggetto – ha detto il cardinale – dica le sue ragioni nel dibattito pubblico soprattutto sulle questioni decisive come l’amore, le differenze sessuali, la famiglia, la vita, la morte, perché sono questioni che ci bruciano addosso tutti i giorni”. E sul mestiere di cronista, l’arcivescovo di Milano ha spiegato: “Il giornalismo ha due nemici: il primo è la falsa oggettività, il secondo è la verosimiglianza, scambiare la verosimiglianza con la verità”. Perché “è importante come si pone il giornalista quando narra il fatto di cronaca, se dichiara il suo pregiudizio sulle cose “visto che il pregiudizio è inevitabile”, dunque dichiararlo “è condizione di rispetto nei confronti delle persone e dei fatti”.


 

MIA LETTERA: | IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L'ARTE CHE ARTE NON E', MA SOLO SPORCIZIA

LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA 

IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L'ARTE CHE ARTE NON E', MA SOLO SPORCIZIA

Escrementi sul volto di Cristo: l


Martedì a Milano, attorno a un teatro e in una periferia
 
Il Rosario e il Volto
 
 
​Ma qual è, in fondo, il vero scandalo? Su quale pietra inciampa veramente l’uomo che cerca di andare per il mondo sentendo al suo fianco la presenza di Dio? Martedì sera, mentre attorno al Teatro Franco Parenti si celebravano riti di riparazione per la messa in scena del discusso spettacolo Sul concetto del Volto nel Figlio di Dio, a pochi chilometri di distanza, in una parrocchia alla periferia di Milano, un gruppo di fedeli recitava il Rosario per la guarigione di una giovane madre, malata di tumore. Stessi gesti, stesse parole, grosso modo lo stesso numero di persone impegnate a pregare in una sera d’inverno. E qui ci fermiamo, perché non si tratta di distribuire torti e ragioni. 

Anzi, uno dei tratti distintivi del credente dovrebbe essere la consapevolezza che il giudizio è prerogativa anzitutto divina, specie quando si affrontano questioni che riguardano l’intenzione e la profondità delle coscienze.

Quella che conta, al contrario, è la domanda iniziale: qual è, agli occhi dell’uomo, il vero scandalo? Il dolore dell’innocente (perché questo ha di straordinario, il dolore: restituisce innocenza a chi patisce) oppure il gesto artistico che tenta, in modo sempre imperfetto e talvolta persino fallimentare, di rappresentare quello stesso dolore? La sofferenza è un abisso che non si illumina mai del tutto, come testimoniano molte pagine della Scrittura, dall’invettiva di Qoelet fino al grido di Gesù che, sulla croce, sembra addirittura lamentare l’abbandono da parte del Padre. Anche un gigante come Dostoevskij, quando si inoltra in quella tenebra, impugna un lumicino pericolante e lascia, da ultimo, che siano le ombre ad avere la meglio, salvo far trapelare – magari da una delle tante porte sconnesse che si incontrano nell’Idiota o in Delitto e castigo – un filo di luce che richiami l’estrema possibilità della speranza. Diciamolo con parole più semplici: è l’esperienza del dolore che, nella maggior parte dei casi, induce l’uomo alla bestemmia. 

La piaga, non la sua rappresentazione. Il male che tocca la carne, secondo la sfida che Satana lancia al Signore nella vicenda misteriosa di Giobbe, è il vero male, al quale letteratura e pittura, poesia e teatro, cinema e fotografia riescono tutt’al più ad alludere. È un centro terribile e vitale, che non può essere disgiunto dalla bellezza stessa dell’umanità. È, in definitiva, il carico che Cristo ha assunto su di sé nell’Incarnazione, per innalzarlo poi sul Golgota nella Passione. Si crede o non si crede al cospetto di questo che è lo scandalo autentico e che appartiene – sia pure in modi e per occasioni differenti – alla storia di ciascuno. L’arte, anche in questo, fa quello che può e agisce, semmai, come strumento di riconoscimento e di autocomprensione: un’opera mi convince oppure mi irrita tanto quanto riesce a ripetere in me qualcosa di quello che ho conosciuto. 

Non si tratta di scegliere tra i due Rosari, dunque, né di contrapporli l’uno all’altro. Si prega nella convinzione che tutte le preghiere salgano al Cielo allo stesso modo e ci si affida a Maria perché, nella sua maternità, saprà lei come amministrare il potere di intercessione. Ma se un miracolo ci dev’essere, noi tutti vorremmo che fosse per la vita dell’uomo, nel quale Dio stesso manifesta la propria gloria, in un Volto il cui splendore nulla, su questa terra, ha la forza di scalfire.

Alessandro Zaccuri


La stampa cattolica: fare informazione
senza nascondere nulla
Fare informazione senza nascondere nulla, raccontando i fatti nella loro semplicità. È questo il tipo di giornalismo che immagina per l'Italia l'Ucsi, l'Unione cattolica della stampa italiana. Il messaggio è stato lanciato sabato mattina nella Cappella palatina della Reggia di Caserta, durante il confronto pubblico promosso all'interno del 18esimo congresso nazionale dell'Ucsi. Il confronto è stato aperto dai saluti del vescovo di Caserta, monsignor Pietro Farina, che ha evidenziato come la “credibilità del’informazione” passi attraverso “la credibilità del giornalista”, chiamato ad aver sempre presente “la vita delle persone cui si riferisce”. 

E alla credibilità si è rifatto anche monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei. “L'autorevolezza del giornalista è una dimensione essenziale della professione giornalistica - ha rimarcato il segretario generale della Cei - necessaria per essere un servizio pubblico, orientato al bene comune dell’intero nostro Paese”. 
Alle sollecitazioni di Melodia sul fare informazione in Italia hanno risposto in vario modo i tanti giornalisti intervenuti all'incontro dell'Ucsi. Dal direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio, è arrivata la richiesta del rispetto di un’etica poiché “impastiamo i nostri racconti con la vita della gente”. “L’informazione che noi facciamo – si è chiesto – è un servizio pubblico o privato? Questo è il grande quesito”. Riguardo al caso del capitano della Concordia, Tarquinio ha criticato la campagna di denigrazione fatta da diversi media perché in gioco c’è la dignità di un uomo che, “se colpevole, verrà processato e condannato da un tribunale”. 
Contro le “semplificazioni” si è scagliata pure Lucia Annunziata, giornalista ed ex presidente Rai, per la quale il giornalismo “è capacità di capire la complessità ed esprimerla con parole semplici, il che non è semplificare”. Certo, le ha fatto eco il direttore del Giornale radio Rai, Antonio Preziosi, “bisogna capire, nel bombardamento informativo cui siamo sottoposti, quale sia l’informazione buona”. Sulle esigenze di riforma dell’ordinamento professionale è intervenuto Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, chiedendo “un organismo in grado di agire con efficacia immediata rispetto ai colleghi che sbagliano”. Per chi fa informazione da alcuni anni il rischio è di essere “il passato”, ha messo in guardia Enrico Mentana, direttore del Tg La7. E il presidente della Federazione dei settimanali cattolici, Francesco Zanotti, ha evidenziato che “per recuperare autorevolezza bisogna fare leva sulla credibilità e sulla competenza”, ricordando che si è “giornalisti per i lettori, e non per compiacere qualche potente”.

Luigi Ferraiuolo FONTE AVVENIRE 

adozione & affido Difficile avere 14 anni se si è responsabili di un fratello di 11 e si vive in comunità.

 

  

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adozione & affido
 
 
 
 
Difficile avere 14 anni se si è responsabili di un fratello di 11 e si vive in comunità. Per Paola non c'è stata scelta. Figlia di genitori separati, la madre ha trovato un nuovo compagno e il padre, rimasto solo, non sa occuparsi dei figli. Paola è simpatica e tranquilla, sa farsi voler bene. Ama disegnare e giocare a palla a volo con le amiche; anche a Nicolò piace lo sport e si dedica con successo all'atletica. A scuola i due se la cavano. Entrambi, però, soffrono il dover stare in comunità. Hanno bisogno di genitori affidatari che si curino di loro e si interessino dei loro problemi. Per i fratelli il Cam – Centro ausiliario per i problemi minorili – cerca una famiglia affidataria che li accolga entrambi e che viva in provincia di Milano, per consentire loro di incontrare i genitori. Info: Cam, Ufficio affidi, Franca Assente. Tel.: 02.48513608; email: affidi@cam-minori.org Catisa, via dalla matrigna Catisa,

27/01/2012

IL GIORNO DELLA MEMORIA PER NON DIMENTICARE Auschwitz - Nomadi (di Francesco Guccini)

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IL MIO CROCIFISSO 2011

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25/01/2012

PROPOSTE PER MIGLIORARE E RIFORMARE LO STATUS QUO IN POLITICA GRUPPO LIBERO FONDATO SU FACEBOOK

25/01/2012

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Per dare sostanza alle nostre proposte, ho fondato un gruppo online  denominato: Riforma dei Partiti e dei Sindacati  Codice Etico, usando il socialnetwork Facebook dove posso  interagire con tanti amici online , attualmente sono 4980. Il gruppo  non ha scopo di lucro, è aperto a tutti  ed è traversale. Dopo questa dovuta presentazione,  siamo onorati di sottoporre queste nostre proposte che abbiano denominato codice etico e che auspichiamo siano prese come contributo per rinnovare i partititi e i loro statuti.

 

PREMESSO

 

Che i partiti politici  sono associazioni private senza alcuna disciplina legale finanziati (contributo elettorale) con denaro pubblico senza alcun controllo delle spese  che hanno portato da parte dei medesimi partiti (anche recentemente) a  violazioni contro le leggi costituzionali creando con soldi pubblici malaffare, clientelismo e corruzione

 A nome dei 1730 attuali aderenti al gruppo  sottopongo  alcuni punti come nostro personale contributo di cittadini stanchi di vedere sperperati milioni di euro (soldi pubblici nostri soldi) in minima parte utilizzati per le spese elettorali  effettive  e di cui la gran parte sono distratti e utilizzati per compravendite patrimoniali , spese varie fonte di clientelismo, spese per  il personale di federazioni  e di sezioni che nulla hanno a che vedere con il contributo dato per le spese elettorali. Inoltre i partiti per sostenersi  ( i milioni di euro erogati ai medesimi presumiamo a questo punto che non bastano per il loro sostentamento) vendono nelle loro assemblee  merce a pro partito, ricevono poi soldi dai propri tesserati come iscrizione  ecc. 

Per fare un esempio il contributo elettorale erogato nel 2008 è stato di oltre 500 milioni di euro a fronte di una spesa totale di 130 milioni di euro.. Praticamente vengono regalati ai partitti nostri soldi per un totale circa di 380 milioni di euro.. Se questo non è uno scandalo cosa è..!!

Per tutto ciò premesso :

 

CHIEDIAMO

 

1)      L’ attuazione dell’articolo 49 della Costituzione con una legge ordinaria che preveda la responsabilità dei partiti di fronte alla legge e ne sanzioni le violazioni e che garantisca il controllo della correttezza e della trasparenza della vita interna dei partiti;

 

2)      Registrazione degli Statuti dei partiti presso il Parlamento;

 

3)      Certificazione di Bilanci dei partiti secondo le norme del codice civile;

 

4)      Nomina di un revisore dei conti esterno e autonomo dai partititi;

 

5)      Nomina di un Provibiro esterno per garantire la democrazia interna dei Partititi;

 

6)      Obbligatorietà di elezioni primarietra i cittadini per la selezione delle candidature;

 

7)      Esclusione delle candidature delle persone rinviate a giudizio o condannate per qualsiasi reato;

 

       8)  Responsabilità penale e civile dei segretari politici e dei

             tesorieri e decadenza dagli incarichi per violazioni degli

              Statuti e delle leggi dello Stato;

 

       9)   Erogare rimborsi elettorali pubblici ai partiti dati per le  

             spese effettivamente sostenute con l’obbligo di produrre

             pezze giustificative: bolle, fatture, scontrini ecc;

 

       10) Per ridurre i costi della politica proponiamo che il

            finanziamento ai giornali di partito  dato per l’effettiva

             vendita dei giornali riscontrabile dagli abbonamenti e

             vendite effettive;

  Queste sono alcune proposte che  noi riteniamo importanti per rinnovare lo status quo politico. Noi siamo sostenitori di una vera Democrazia, non di facciata ma reale basate non sulle oligarchie di un regime partitocratico ma su un vero stato di diritto.

In questi decenni  i partititi hanno creato una distanza fra loro e i propri elettori abissale, questa distanza riguarda la società civile. I partiti purtroppo rappresentano solo se stessi e i loro interessi di bottega  fautori nel paese di caste , lobby dimenticando il bene collettivo.

Troppi privilegi e la non trasparenza hanno fatto si, che la gente ormai sfiduciata, amareggiata e disillusa  non creda più allo stato di diritto . Il nostro è uno stato fondato da furbi  e i politici agevolano i medesimi furbi ladri e disonesti istituzionali infischiandosene delle leggi che promulgono. Noi non vogliamo che ciò sia il nostro ma soprattutto il futuro dei nostri figli e delle nuove generazioni. Noi abbiamo già pagato un pesantissimo prezzo in nome di ideali ormai morti ed oggi utili solo alla partitocrazia che li usa  solo per perpetuarsi.

E’ per questo che come cittadini usando le opportunità che questa democrazia  ci concede, ancora ,abbiano ritenuto opportuno e socialmente utile inviare queste  nostre  proposte

Cordiali saluti.

 

Gabriele Cervi

(fondatore del gruppo su facebook  riforma dei partiti e dei sindacati codice etico)

 

PS: Non abbiamo affrontato i privilegi dei politici (la famosa casta) in quanto sappiamo che il Parlamento sta lavorando per ridurre gli stipendi dei Parlamentari, per diminuire gli stessi Parlamentari delle due Camere, delle Province e dei Comuni.  Siamo fiduciosi che si arrivi al più presto a queste soluzioni moralmente ed eticamente non più rinviabili. 

  


 
Seguono gli amministratori del gruppo:

Giovanna Melandri  Onorevole PD

 Jane Alquati  Assessore comunale Pdl

 Carlo Rienzi Dott  Pres. Codacons 

 Agostino Alloni  Consigliere  Regione Lombardia  PD

Luigi Berlinguer  Europarlamentare Europeo PD

Marialuisa D'attolico  Giornalista Free Lance presso Privato

Ferdinando Imposimato  Giudice Lavora presso Suprema Corte di Cassazione

Enrico Galavotti  Professore

Cinzia Fontana  Senatrice PD

Chiara Capelletti  Assessore Provinciale PDL

Maria Vittoria Ceraso  Assessore Comunale PDL

Jacopo Fanti  Laureato in cooperazione internazionale

 

Francesco Alberoni  Professore, Scrittore, Sociologo

Margherita De Bac  Giornalista lavora presso corriere della sera

  OPUSCOLO CONTENENTE NOSTRE PROPOSTE DA ME RILEGATO A MANO E STAMPATO

 

 E' GIUNTA L'ORA DI UNA LEGGE SUI PARTITI POLITICI?

 

 

TOMMASO EDOARDO FROSINI 

Università di Sassari


1. Il tema riguardante la disciplina giuridica dei partiti politici è antico ma sempre attuale. Affonda le sue radici nel dibattito all’Assemblea Costituente, perché fu in quella sede che si prospettò l’ipotesi – respinta prima ancora di essere seriamente discussa – di aggiungere, nell’articolo della Costituzione riguardante i partiti politici, un comma in cui venisse esplicitamente affermato l’obbligo di previsione della regolamentazione giuridica dei partiti e della pubblicità delle fonti di finanziamento degli stessi. Se fosse stata approvata, si sarebbe così introdotta una norma ritenuta «consona a tutto lo spirito della Costituzione», come ebbe a dichiarare l’on. Costantino Mortati. Il risultato finale fu invece quello di un articolo, il 49, fin troppo essenziale nella sua formulazione costituzionale, perché si limita a dichiarare che: «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale». E non è certo casuale la stessa collocazione dell’art.49 nella parte relativa ai diritti dei cittadini piuttosto che in quella relativa all’organizzazione costituzionale dello Stato, in cui i partiti, pur riconosciuti, non sono inclusi. Il loro operare, allora, non dipende da norme scritte ma esclusivamente sul piano della costituzione materiale, ed incide in maniera rilevante sulla dinamica della forma di governo.

Certo, la scelta che volle compiere il Costituente, approvando un articolo dedicato ai partiti assai poco analitico e privo di strumentari giuridici, aveva la sua ragione d’essere nel momento storico in cui venne compiuta: non è questa adesso la sede per rievocare il clima di allora, che era comunque condizionato dalla necessità che i partiti avessero un ampio spazio d’azione nel sistema politico, affinché si consentisse per il loro tramite alla società di farsi Stato, per dirla con un’espressione famosa. La nuova democrazia italiana doveva nascere e consolidarsi attraverso quegli strumenti di raccordo tra i cittadini e le istituzioni, tra il corpo elettorale e le Assemblee rappresentative, che sono i partiti politici; anche al fine di rendere concreta una altrimenti indistinta volontà popolare. Infatti, una democrazia senza partiti è un non senso, è come un liberalismo senza libertà. La funzionalità democratica e la stessa democraticità di un sistema politico sono garantite dall’esistenza di un pluralismo di partiti e dalla loro competizione. Con il riconoscimento costituzionale dei partiti si avviava così in Italia il superamento delle basi individualistiche della rappresentanza, sulle quali poggiava il regime parlamentare ottocentesco, per sostituirvi una nuova democrazia organizzata attraverso i partiti.

Non si volle però determinare un obbligo giuridico, per il tramite del quale si potesse venire a fondare anche una democrazia nei partiti; ovvero, non vi fu una previsione costituzionale né legislativa, con cui imporre una disciplina interna dei partiti fondata su regole democratiche stabilite da statuti. E la stessa nozione costituzionale del “concorso con metodo democratico” di cui all’art.49, piuttosto che riferita anche all’attività interna dei partiti, venne ad essere prevalentemente intesa come attività di pluralismo politico esterno, cioè come competizione fra partiti al gioco elettorale nel rispetto dell’eguaglianza delle opportunità. In tal modo però non si tenne nel giusto conto il fatto che il soggetto della proposizione dell’art.49 è “Tutti i cittadini”, e  pertanto riferire il “metodo democratico” al solo concorso fra partiti porterebbe a ritenere che proprio i cittadini siano estraniati dal concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Il che sarebbe paradossale.

 

2. Gli anni successivi all’entrata in vigore della Costituzione furono caratterizzati da una tendenziale diffidenza – manifestata anche negli studi compiuti dalla dottrina – verso forme di intervento pubblico e di regolazione legislativa dei partiti; nella convinzione che la democraticità del sistema partitico veniva ad essere maggiormente garantita da una norma “a fattispecie aperta” quale era l’art.49, piuttosto che da una disciplina legislativa che potesse risultare “costringente” per la libertà d’azione dei partiti. Ad avvalorare ulteriormente questa ricostruzione, concorse la tesi della concezione strettamente privatistica del partito politico, il quale nel regime delle associazioni non riconosciute e quindi nel diritto privato comune, si diceva che trovasse la più alta garanzia di libertà. Certo, non mancarono voci di dissenso a questa impostazione, come per esempio il progetto di legge del sen. Sturzo, alcune delle quali sfociarono, per allora, in un’aspra e minoritaria polemica di alcuni battaglieri studiosi contro la “partitocrazia” (Maranini) e contro la “autocrazia di partito” (Perticone); in particolare quest’ultima espressione da intendersi proprio come una sorta di denuncia della mancanza di regole democratiche all’interno dei partiti.

Successivamente, negli anni Settanta, vi furono i primi interventi legislativi volti a garantire il finanziamento pubblico a favore dei partiti, senza però che vi fosse l’attribuzione di un riconoscimento giuridico per quei soggetti che si andavano a finanziare. Pertanto, il criterio che stava a fondamento delle scelte legislative sulla contribuzione economica statale era perciò quello di finanziare i partiti senza riconoscerli, anziché riconoscerli per finanziarli. Un ragionare ancora una volta imperniato sul ruolo centrale del partito nell’ordinamento costituzionale e nella società, e che aveva come conseguenza quello di evitare che il partito subisse dei meccanismi di “burocratizzazione”, derivanti dalla sottoposizione a regole giuridiche, che fossero in grado di rallentarne, o addirittura di frenarne, il naturale dinamismo dei partiti nell’ambito del sistema politico e nella tenuta della forma di governo parlamentare.

Nell’ultimo decennio invece si assiste ad una radicale ricomposizione del quadro partitico italiano, a seguito sia delle vicende giudiziarie di “Tangentopoli”, sia della modificazione del sistema elettorale in senso semi-maggioritario, sia delle reiterate forme di disaffezione politica della cittadinanza manifestatesi con il crescente astensionismo elettorale da un lato, e con le numerose richieste di referendum in funzione antipartitocratica dall’altro. Poi, in questi ultimi anni, si è assistito all’emergere di un fenomeno politico-istituzionale assai anomalo, che è stato efficacemente definito della “partitocrazia senza partiti”: cioè la presenza di un sistema di apparati partitocratico, non più di tipo organizzativo ed ideologico come lo erano i partiti di prima, ma piuttosto macchine personali al servizio di questo o quel leader politico. Partiti personali, che sono dominati, in funzione determinante e coagulante, dal capo in cui si riconoscono.

Oggi, dopo la numerose vicende che hanno e che stanno ancora accompagnando, in positivo e negativo, la storia dei partiti politici nell’Italia repubblicana, occorre tornare ad affrontare il problema di una regolamentazione giuridica dei partiti. Per restituire ai partiti quel ruolo di raccordo fra i cittadini e le istituzioni, che è fondamentale in una democrazia pluralista, e che, proprio per questo motivo, non può più essere sottratto ad una regolazione dei partiti in forme autenticamente democratiche ed aperte al controllo dell’opinione pubblica se non della legge. Rivitalizzare il patto fra cittadini e partiti, vuol dire indurre questi ultimi a rinunciare ad una parte del loro arbitrio, subordinandosi a regole certe e trasparenti, rendendo pubblici i loro statuti oltre che i loro bilanci, dando più potere ai loro iscritti ed elettori. Inoltre, risolvere questo problema, nel senso di imporre una disciplina giuridica ai partiti, può essere di grande ausilio per il concorso del raggiungimento della stabilizzazione del sistema partitico. Quindi: i partiti per tornare a svolgere la loro funzione nella democrazia italiana, devono divenire effettivamente ed autenticamente soggetti democratici. E’ sempre più diffusa ed avvertita una nuova legalità non solo dei partiti politici, ovvero relativa ai comportamenti dei soggetti politici, ma anche sui partiti politici attraverso principi, regole, indirizzi e forme di controllo in grado di garantire un contesto più trasparente e responsabile all’azione politica di rilievo pubblicistico. E’ questo un passaggio indispensabile, sia per rifondare un nuovo patto fra politica e società civile, sia per rilanciare la funzione costituzionale e sociale dei partiti politici. Si ricorda, incidentalmente, che la Commissione bicamerale per le riforme costituzionali del 1983, presieduta dal sen. Aldo Bozzi, aveva approvato un nuovo testo dell’art. 49 Costituzione così formulato: «Tutti i cittadini hanno diritto ad associarsi liberamente in partiti per concorrere con strutture e metodi democratici, a determinare la politica nazionale. La legge disciplina il finanziamento dei partiti, con riguardo alle loro organizzazioni centrali e periferiche e prevede le procedure atte ad assicurare la trasparenza ed il pubblico controllo del loro stato patrimoniale e delle loro fonti di finanziamento. La legge detta altresì disposizioni dirette a garantire la partecipazione degli iscritti a tutte le fasi di formazione della volontà politica dei partiti, compresa la designazione dei candidati alle elezioni, il rispetto delle norme statutarie, la tutela delle minoranze». Si trattava di una proposta valida e precisa, ma che non trovò – al pari delle altre proposte di riforma formulate in quella sede – nessun seguito; e nemmeno venne ripresa successivamente in sede parlamentare.


3. Ma la via per disciplinare i partiti politici è solo quella costituzionale? Certo, procedere attraverso la revisione costituzionale ex art. 138 Cost. comporta un processo di riforma di non facile realizzazione ma nondimeno impossibile (come lo dimostrano le recenti modifiche costituzionali sul voto degli italiani all’estero, sul giusto processo e sulla riforma regionale). La scelta di procedere attraverso la revisione costituzionale può essere originata dal seguente motivo: che l’art.49 Cost. nella parte in cui parla di “metodo democratico” non può essere interpretato nel senso di un’attività interna democratica dei partiti, ma piuttosto soltanto circoscritto ai rapporti tra partiti nell’ambito di una competizione ispirata al pluralismo politico. Da qui allora la necessità di esplicitare nella norma costituzionale il “diritto dei partiti”, quasi a voler ridare maggiore forza e dignità ai partiti politici costituzionalizzandoli; salvo poi riservare alla legge il compito di disciplinarli ulteriormente.

In tal senso, una strada da percorrere potrebbe essere quella di prevedere che i partiti, al fine di usufruire dei rimborsi per le spese elettorali e di ogni altro beneficio normativo, si devono dotare di uno statuto approvato con atto pubblico, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, contenente gli organi del partito e loro composizione, le procedure e forme di garanzia per le minoranze, i diritti e doveri degli iscritti, le modalità di selezione dei candidati alle elezioni. Così facendo non si attuerebbe una pubblicizzazione dei partiti – che sarebbe incostituzionale – ma piuttosto i partiti resterebbero associazioni di diritto privato “non riconosciute” regolate secondo criteri e forme democratiche. L’obbligo di pubblicità degli statuti costituisce sicuramente un avanzamento rispetto all’arbitrio che ha sempre caratterizzato il diritto dei partiti, solo temperato da crescenti interventi giurisdizionali. Ma dal punto di vista della democrazia interna, è sufficiente che gli statuti  prevedano le garanzie e gli istituti richiamati, o non è necessario determinarne direttamente con legge alcuni requisiti minimi?

Non si vuole qui, e né si potrebbe, tracciare ne dettaglio quella che dovrebbe essere una disciplina legislativa in materia di regolazione giuridica dei partiti politici. Si intende però sollecitare questa riforma, per le ragioni sopra esposte e perché ritenuta fondamentale al fine di restituire ai partiti la loro dignità nel sistema politico-istituzionale, e anche al fine di contribuire al superamento della confusa transizione italiana. Qualche cosa sembra finalmente muoversi. A dare una scossa, c'è adesso un recente disegno di legge (AS n.1540), a firma dei senatori Del Pennino e Compagna, intitolato Norme sul riconoscimento giuridico e il finanziamento dei partiti, i loro bilanci e le campagne elettorali. E' il tentativo di dare una risposta organica all'esigenza di collocare il partito politico nel giusto ruolo del nostro ordinamento costituzionale, definendone natura giuridica, regole di vita interna, procedure per la scelta dei candidati, trasparenza dei bilanci. Si tratta di una proposta che merita di essere attentamente discussa, specialmente tra i costituzionalisti, e che merita di essere attentamente presa in considerazione, specialmente tra quanti credono che sia giunta l'ora che si faccia (anche) in Italia una legge sui partiti.

 

La Mussolini canta Forza Gnocca. Ormai manco più la vergogna (Un giorno da pecora)ALCUNE DOMANDE AI PARTITI SU TRASPARENZA E DEMOCRAZIA


 ECCO LA LISTA DEGLI INDAGATI/CONDANNATI IN PARLAMENTO

 NON CANDIDABILE CHI HA LA FEDINA SPORCA GRUPPO FONDATO SU FACEBOOK RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI CODICE ETICO

 

Ecco l'elenco:

  1. ABRIGNANI Ignazio (PDL) - indagato per dissipazione post-fallimentare
  2. ANDREOTTI Giulio (Sen. a vita) - condannato per associazione a delinquere (l'associazione mafiosa è stata inserita nel codice solo dopo l'epoca dei fatti contestati), prescritto
  3. BERLUSCONI Silvio (PDL) - 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni; 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, corruzione in atti giudiziari Mills, frode fiscale e appropriazione indebita Mediatrade), tutti sospesi in attesa che la Consulta si pronunci sulla legge sul legittimo impedimento.
  4. BERRUTI Massimo Maria (PDL) - condannato per favoreggiamento
  5. BOSSI Umberto (Lega Nord) - condanne per finanziamento illecito, istigazione a delinquere, vilipendio della bandiera
  6. BRAGANTINI Matteo (Lega Nord) - condannato in appello per propaganda razziale
  7. BRANCHER Aldo (PDL) - condannato in primo grado e appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al psi. Il primo reato prescritto, il secondo depenalizzato. Indagato per ricettazione
  8. BRIGANDI' Matteo (Lega Nord) - condannato in primo grado per truffa aggravata alla regione Piemonte
  9. BRIGUGLIO Carmelo (PDL) - vari processi a carico (truffa, falso, abuso d'ufficio), alcuni prescritti, alcuni trasferiti ad altri tribunali ed in seguito assolto
  10. CALDEROLI Roberto (Lega Nord) - indagato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale prescritto, indagato per associazione antinazionale reato poi dichiarato incostituzionale
  11. CAMBER Giulio (PDL) - condannato in via definitiva per millantato credito
  12. CANTONI Giampiero (PDL) - patteggia per corruzione e bancarotta fraudolenta
  13. CAPARINI Davide (Lega Nord) - resistenza a pubblico ufficiale prescritto
  14. CASTAGNETTI Pierluigi (PD) - rinviato a giudizio per corruzione, prescritto
  15. CASTELLI Roberto (Lega Nord) - indagato per abuso d'ufficio patrimoniale, il Senato vota totale immunità
  16. CATONE Giampiero (PDL) - rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, false comunicazioni sociali, bancarotta fraudolenta pluriaggravata e estorsione
  17. CESA Lorenzo (UDC) - condannato in primo grado per corruzione aggravata, condanna annullata in appello per incompatibilità del GIP, indagato per truffa e associazione a delinquere
  18. CIARRAPICO Giuseppe (PDL) - condannato per truffa aggravata e continuata ai danni di INPS e INAIL, multa per violazione legge tutela "lavoro fanciulli e adolescenti", condannato per falso in bilancio e truffa, condanna per diffamazione, condannato per bancarotta fraudolenta, condannato per finanziamento illecito, condannato per il crac "valadier", condannato in appello per assegni a vuoto e in seguito reato depenalizzato, condanna in primo grado per abuso ed in seguito prescritto, condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni, rinviato a giudizio per ricettazione, indagato per truffa ai danni di palazzo Chigi
  19. CICCHITTO Fabrizio (PDL) - Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All’epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. è uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.
  20. COMINCIOLI Romano (PDL) - rinviato a giudizio per false fatture e bilanci truccati, reati poi depenalizzati
  21. CRISAFULLI Vladimiro (PD) - Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta su Messina Ambiente. Ë stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa. Indagine archiviata nel febbraio 2004
  22. CUFFARO Salvatore (UDC) - condannato per favoreggiamento
  23. CUSUMANO Stefano (Udeur) - Arrestato nel 1999 a Catania con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta. Oggi resta sotto processo, con la sola accusa di turbativa d’asta, per gli appalti del nuovo ospedale Garibaldi di Catania. È senatore della Repubblica.
  24. D'ALEMA Massimo (PD) - finanziamento illecito accertato, prescritto
  25. DE ANGELIS Marcello (PDL) - condannato per banda armata e associazione eversiva
  26. DE GREGORIO Sergio (PDL) - indagato per riciclaggio e favoreggiamento della camorra, corruzione, concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio
  27. DELFINO Teresio (UDC) - Sottosegretario del governo Berlusconi, ha ricevuto un avviso di garanzia nell’inchiesta sui fondi dell’Enoteca d’Italia.
  28. DELL'UTRI Marcello (PDL) - condannato per false fatture e frode fiscale, condannato in appello per tentata estorsione mafiosa, condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
  29. DEL PENNINO Antonio (PDL) - Nel luglio 1994 ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti Atm, per le forniture di autobus all azienda dei trasporti milanese
  30. DEL BONO Flavio (PD) - indagato per abuso di ufficio, peculato e truffa aggravata
  31. DE LUCA Francesco (PDL) - indagato per tentata corruzione in atti giudiziari
  32. DE Luca Vincenzo (PD) - Nel dicembre 2008 con altri 46 imputati, viene rinviato a giudizio per truffa ai danni dello stato e falso in relazione alla vicenda relativa alla delocalizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Nell'aprile 2009 il rinvio viene confermato per De Luca ad altri 13 imputati. Nel luglio 2010 viene condannato in primo grado dalla Corte dei Conti (sezione giurisdizionale di Napoli), insieme all'ex-sindaco De Biase ad alcuni dirigenti comunali, per questioni inerenti gli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno. Viene condannato a pagare 23 mila euro . Il 6 luglio 2010 la Corte dei Conti di Salerno dichiara la prescrizione nei confronti di De Luca e degli altri imputati del processo per lo sversamento di rifiuti, nel 2001, nel sito di Ostaglio, non ancora completato.
  33. DRAGO Giuseppe (UDC) - condannato in appello per peculato e abuso d'ufficio
  34. FARINA Renato (PDL) - patteggia condanna per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar
  35. FASANO Vincenzo (PDL) - condannato per concussione, indultato
  36. FIRRARELLO Giuseppe (PDL) - condannato in primo grado per turbativa d'asta, richiesto rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa
  37. FITTO Raffaele (PDL) - rinvio a giudizio per concorso in corruzione, falso e finanziamento illecito
  38. FRIGERIO Gianstefano (PDL) - Ex leader della Dc, diventato uno degli strateghi di Forza Italia. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore. Ha accumulato tre condanne definitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Doveva scontare in definitiva una pena di 6 anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione
  39. GALATI Giuseppe (PDL) - indagato per associazione a delinquere, truffa e associazione segreta
  40. GIUDICE Gaspare (PDL) - condannato in primo grado per bancarotta, prescritto
  41. GRILLO Luigi (PDL) - rinviato a giudizio per aggiotaggio, indagato e prescritto per truffa
  42. LA LOGGIA Enrico (PDL) - Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti dalla Parmalat di Calisto Tanzi (100 mila euro) in cambio di presunte “consulenze”.
  43. IAPICCA Maurizio (PDL) - rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d'ufficio, prescritto
  44. LA MALFA Giorgio (Gruppo Misto) - condannato per finanziamento illecito
  45. LAGANA' FORTUGNO Maria Grazia (PD) - indagata per truffa ai danni dello Stato
  46. LANDOLFI Mario (PDL) - indagato per corruzione e truffa "con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre"
  47. LEHNER Giancarlo (PDL) - condannato per diffamazione
  48. LETTA Gianni ( PDL) - Nel 1993 era stato indagato per corruzione dalla procura di Roma che ne aveva chiesto addirittura l’arresto. L’inchiesta era stata poi archiviata, ma con motivazioni non proprio esaltanti per Letta. Un altra inchiesta era stata scippata, negli anni Ottanta, alla procura di Milano dal porto delle nebbie romano: quella di Gherardo Colombo sui fondi neri dell’Iri, nella quale l’allora direttore del “Tempo” Gianni Letta aveva ammesso, nel dicembre 1984, di aver ricevuto 1 miliardo e mezzo di lire in nero dall’ente statale per ripianare i buchi del suo disastrato giornale. Un giornale che, scrissero Scalfari e Turani in “Razza padrona”, era “in vendita ogni giorno, e non solamente in edicola”.
  49. LOLLI Giovanni (PD) - rinviato a giudizio per favoreggiamento
  50. LUSETTI Renzo (PD) - condannato a risarcimento di 1 milione di lire per consulenze ingiustificate
  51. MALVANO Franco (Forza Italia) - Ex questore di Napoli, Ë sotto inchiesta per concorso esterno in associazione camorristica.
  52. MANNINO Calogero (UDC) - condannato in appello per concorso esterno in associazione mafioso e processo d'appello annullato e da rifare, rinviato a giudizio per associazione a delinquere, appropriazione indebita, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, falso ideologico e truffa aggravata
  53. MARGIOTTA Salvatore (PD) - indagato per falso ideologico e abuso d'ufficio
  54. MARONI Roberto (Lega Nord) - condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, imputato per creazione di struttura paramilitare fuorilegge
  55. MARTINAT Ugo (PDL) - indagato per turbativa d'asta e abuso d'ufficio
  56. MATTEOLI Altero (PDL) - imputato per favoreggiamento, processo bloccato dalla Camera
  57. MESSINA Alfredo (PDL) - indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta
  58. NANIA Domenico (PDL) - condannato per lesioni personali, condannato in primo grado per abusi edilizi e prescritto
  59. NARO Giuseppe (UDC) - condannato per abuso d'ufficio, condanna in primo grado per peculato prescritta
  60. NESSA Pasquale (PDL) - rinviato a giudizio per concussione
  61. ORLANDO Leoluca (IDV) - condannato per diffamazione
  62. PARAVIA Antonio (PDL) - arrestato per tangenti, prescritto
  63. PAPA Alfonso (PDL) - indagato per abuso d'ufficio patrimoniale, immunità
  64. PAPANIA Antonio (PD) - patteggia accusa per abuso d'ufficio
  65. PECORELLA Gaetano (PDL) - imputato per favoreggiamento nelle stragi di piazza fontana e piazza la loggia
  66. PILI Mauro (PDL) - Ex presidente della Regione Sardegna, Ë indagato a Cagliari per peculato.
  67. PITTELLI Giancarlo (PDL) - indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e "appartenenza a loggia massonica segreta o struttura similare"
  68. PREVITI Cesare (PDL) - Avvocato personale di Silvio Berlusconi, ha ereditato l’incarico professionale dal padre, che aiutò il giovane Silvio a fondare la Fininvest. E’ stato condannato, in appello, a 5 anni per corruzione del giudice Squillante e a 7 anni per corruzione del giudice Metta nel caso Imi-Sir.
  69. RIGONI Andrea (PD) - condanna in primo grado per abuso edilizio prescritta
  70. ROMANI Paolo (PDL) - Viene indagato per bancarotta fraudolenta e false fatture. L’udienza preliminale termina però con un pieno proscioglimento: per Romani niente bancarotta. Il suo nome è anche nell’elenco dei politici che ricevono generosi finanziamenti dalla Banca popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. In effetti Romani ha bisogno di soldi: sta pagando circa 400 mila euro come risarcimento al curatore fallimentare di Lombardia 7.
  71. ROMANO Francesco Saverio (ex UDC, adesso ai "Responsabili" e attuale ministro dell'Agricoltura del Governo Berlusconi - marzo 2011) - nel 2003, è stato indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Il 1º aprile 2005 il gip ha accolto la richiesta di archiviazione della Procura con la seguente motivazione: «Gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l'accusa in giudizio». Successivamente la Procura della Repubblica ha riaperto l'indagine per il sorgere di nuovi elementi, in seguito alle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella.
  72. RUSSO Paolo (PDL) - indagato per violazione della legge elettorale
  73. SCAJOLA Claudio (PDL) - arrestato per concussione aggravata nel 1983, è stato prosciolto poi in seguito.
  74. SCAPAGNINI Umberto (PDL) - condannato in primo grado per abuso d'ufficio e violazione della legge elettorale, indagato per abuso d'ufficio aggravato
  75. SCELLI Maurizio (PDL) - accusato di aver dirottato 17 milioni di euro destinati alla missione "antica babilonia"
  76. SCIASCIA Salvatore (PDL) - condannato per corruzione
  77. SIMEONI Giorgio (PDL) - indagato per associazione per delinquere e corruzione
  78. SPECIALE Roberto (PDL) - indagato per utilizzo privato di mezzi della GdF
  79. STERPA Egidio (PDL) - Deputato di Forza Italia. Dirigente del vecchio Partito liberale, Ë stato condannato a 6 mesi in via definitiva per la tangente Enimont.
  80. STORACE Francesco (PDL) - Ex presidente della Regione Lazio e poi ministro della Salute, ha dovuto dimettersi perchè coinvolto nello scandalo delle intercettazioni e dello spionaggio illecito ai danni di Piero Marrazzo, Alessandra Mussolini e Giovanna Melandri, suoi avversari alle elezioni regionali del 2005. Per questa vicenda, è indagato anche per associazione a delinquere.
  81. TOMASSINI Antonio (PDL) - condannato per falso
  82. TORTOLI Roberto (PDL) - indagato per concorso in estorsione
  83. VALENTINO Giuseppe (PDL) - indagato per favoreggiamento
  84. VISCO Vincenzo (PD) - Deputato della Repubblica, ex ministro Ds. Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda.
  85. VITO Alfredo (PDL) - Fu indagato, arrestato e processato per tangenti. Condanna definitiva e 2 anni patteggiati e oltre 4 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra (fu poi prosciolto). Patteggiò la condanna e restituì parte del malloppo. Quei quasi 5 miliardi sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli
  86. VALENTINO, Giuseppe (PDL) - Sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi, è indagato in Calabria in relazione “a condotte attinenti gli interessi della criminalitý organizzata nel settore dei finanziamenti pubblici, degli appalti, delle infiltrazioni nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione”. Il suo nome Ë anche presente nelle indagini sulle scalate bancarie dell’estate 2005, indicato come uno dei politici che erano punto di riferimento per il banchiere Gianpiero Fiorani.
  87. VIZZINI Carlo (PDL) - condannato in primo grado per finanziamento illecito, prescritto
  88. ZINZI Domenico (UDC) - condannato in primo grado per omicidio colposo.

24/01/2012

Feci, preghiere e Forza Nuova. In scena la pièce di Castellucci

 

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Feci, preghiere e Forza Nuova. In scena la pièce di Castellucci

Il presidio di Forza Nuova, una trentina di persone a duecento metri dal teatro Franco Parenti di Milano, è stato sgomberato dalle forze dell’ordine. I militanti sono stati scortati nell’adiacente piazzale Libia, dove erano in corso la manifestazione di Militia Christi, la messa di padre Floriano Abrahamowicz e il presidio dei Cristiano padani con bandiere leghiste al seguito. Tutti attenti nel dissociarsi gli uni dagli altri. Lo spettacolo di Castellucci è andato in scena poco dopo le 21 (leggi l’articolo). Blindatissimo, grazie a polizia e carabinieri, ma poco convincente, stando ai commenti raccolti all’uscita. di Franz Baraggin

 

Volto di Gesù e facce di bronzo

Spunta UN VIDEO in cui il regista spiega il significato della sua pièce: "Gettare un po’ di m.... sul viso di Dio"

di  - 

Il Volto del più bello tra i figli degli uomini guarda gli spettatori con gli occhi immaginati da Antonello da Messina. È quasi impossibile guardare altrove. La scena è tutta bianca, l’arredamento minimal ricorda interni metropolitani.

 
Ingrandisci immagine

Storie di agio materiale e devastazione emotiva, la sofferenza di un padre incontinente e di un figlio che lo accudisce con amorevole pazienza sempre più messa alla prova, sfugge qualche imprecazione, finché alla fine è Gesù il capro espiatorio.

Gli escrementi sporcano i pannoloni, il letto, il pavimento. Poi è il Volto di Cristo a sporcarsi tutto, la tela si riempie di liquido denso, si squarcia e appare la scritta You are (not) my shepherd, Tu (non) sei il mio pastore. Siamo al Teatro Parenti, alla prima dello spettacolo Sul concetto di Volto nel figlio di Dio, accusato di blasfemia in Francia, ammorbidito nella versione milanese dove mancano le bombe e gli escrementi ma continuano ad abbondare i liquami. Padrona di casa Ruth Shammah. Tra gli ospiti, Giulio Giorello, Vito Mancuso, Roberta de Monticelli, Antonio Scurati, Michele Serra, Concita De Gregorio, Ornella Vanoni, l’assessore alla Cultura, Stefano Boeri. Assente la censura, inesistenti le minacce. E nessuno interrompe lo spettacolo. Alla fine applausi e persone che velocemente lasciano la sala. Parte il dibattito.

Fin qui dentro, in platea. Fuori le camionette e la polizia pronta a una sommossa che grazie a Dio non c’è, a parte qualche tensione con i militanti di Forza Nuova. In una piazza poco lontana, gruppi di cattolici, molti tradizionalisti e lefebvriani, qualche sedevacantista, pregano. Alle nove in punto, orario di inizio dello spettacolo, nella parrocchia San Pio X si celebra la Santa Messa di riparazione all’offesa al Santo Volto. Così in molte altre chiese in tutta Italia.

La causa dell’oltraggio sono i liquidi scuri e le bombe che in Francia hanno deturpato l’immagine di Gesù. Escrementi? «Queste persone sono oscene», dichiarava sdegnato alla conferenza stampa di presentazione Romeo Castellucci, il regista della performance criticata dal Vaticano e dalla Chiesa di Milano. Si sono sprecate le lamentele sulla censura, le interpretazioni malevole, il teatro sotto assedio, la malafede dei cattolici che in Francia protestavano indignati contro lo spettacolo e in Italia lo contestavano senza averlo visto. Qualcuno è arrivato a parlare persino di antisemitismo.

Lunedì sera su La7, alla vigilia del debutto milanese, Gad Lerner ha fatto l’ennesimo spot alla direttrice artistica del Teatro Parenti, Ruth Shammah, e a Castellucci, che era arrivato a parlare di fatwa cristiana e a negare di aver pensato di lanciare escrementi sul Volto di Dio.

Eppure i video che circolano su Internet lo smentiscono. In un’intervista all’emittente E20Romagna (rilanciata dal sito Libertà e Persona), rilasciata da Castellucci nel novembre 2010, quando lo spettacolo sul Volto di Cristo era in scena a Cesena, il regista è molto esplicito. E rivela l’obiettivo di «far incontrare l’escatologia in questa performance con la scatologia in senso letterale, quindi la m..... (la parola è proprio quella lì, ndr». Poi si spingeva oltre, proponendosi di «illuminare la m..... con la luce divina». Fino all’exploit finale: «Gettare un po’ di m.... sul Volto di Dio».

Le immagini di scena erano in perfetta sintonia con gli intenti dichiarati. E infatti l’inchiostro di china viene buttato dietro l’immagine di Antonello da Messina, in modo che il Volto di Cristo venga coperto da un liquido scuro che gli spettatori (confortati dalla lettura del regista) interpretano come allusione agli escrementi del protagonista. Mancano le granate viste ad Avignone lanciate dalle comparse.MMENOmnia in bonum e uno spettacolo può diventare migliore delle intenzioni dell’autore. Nella vita si può cambiare idea, migliorare e dare interpretazioni contraddittorie e confuse anche del proprio lavoro, ma perché gettare la Croce addosso ai tanti cristiani e agli esponenti della Chiesa cattolica che da tutte queste oscenità si sentono offesi? O alla Diocesi di Milano che ha chiesto al Teatro Parenti maggiore attenzione nella programmazione?


Alle 21 al Teatro Franco Parenti andrà in scena "Sul concetto di volto nel

Figlio di Dio", la pièce teatrale di Romeo Castellucci definita 'blasfema'

dagli estremisti cattolici. Proteste di piazza organizzate da Militia

Milano, debutta stasera lo spettacolo che fa andare su tutte le furie gli ultra cattolici

Christi, Italia cristiana,

Fondazione Lepanto, Comitato no 194. Messa lefebvriana del Circolo cattolico Christus Rex. Ma anche un presidio di solidarietà della sinistra cittadina per il regista

Una scena dello spettacolo "Sul concetto di volto nel Figlio di Dio" in scena stasera al teatro Franco Parenti

Sul concetto di volto nel Figlio di Dio” va finalmente in scena. Stasera alle 21 il sipario del Franco Parenti di Milano si aprirà sull’immagine del Cristo di Antonello da Messina che fa da sfondo allo spettacolo diRomeo Castellucci, accusato dagli estremisti cattolici di essere blasfemoE definito dal Vaticano “un’opera offensiva delle convinzioni religiose dei cristiani”. E dopo giorni di polemiche, le proteste dei gruppi ultra religiosi si sposteranno da Internet alla piazza. Con il timore che si possano ripetere gli scontri di Parigi, dove lo scorso ottobre la rappresentazione ha scatenato la reazione dei lefebvriani francesi.

Due le iniziative che si terranno in piazzale Libia, a due isolati dal Franco Parenti, dopo che la questura di Milano ha impedito il sit-in davanti all’ingresso del teatro. Alle 19 verrà celebrata una messa di rito lefebvriano organizzata dal Circolo cattolico Christus Rex. Una cerimonia di riparazione contro un’opera ispirata “a teorie gnostico-blasfeme, quindi profondamente anticattoliche, che rovesciano e offendono la gloriosa storia della Redenzione operata da Nostro Signore Gesù Cristo”, si legge sul sito dell’organizzazione che si auto definisce “gruppo di cattolici apostolici romani integrali”.

Mezz’ora dopo Militia ChristiItalia cristianaFondazione LepantoComitato no 194 e altri movimenti del mondo ultra cattolico reciteranno due rosari, uno in latino e uno in italiano. Preghiere, ma anche striscioni, bandiere e megafoni. Poi una delegazione dei manifestanti si sposterà davanti al teatro. Sul rischio di incidenti taglia corto Fabrizio Lastei, portavoce di Militia Christi: “Gli slogan saranno fermi, ma civili – spiega a ilfattoquotidiano.it -. Le contestazioni rimarranno nei confini del moralmente corretto, nel rifiuto della violenza e dell’antisemitismo”. Parole che cercano di smorzare i toni, dopo le minacce arrivate nei giorni scorsi ad Andrée Ruth Shamah, direttrice di religione ebraica del Franco Parenti.

Messe e rosari saranno celebrati anche a Roma, nella basilica di S. Andrea delle Fratte, aNapoli, nella chiesa di S. Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco e a Firenze, nalla parrocchia di Ognissanti e nella chiesa dei Santi Michele e Gaetano. Iniziative contro un’opera che, secondo gli oltranzisti cattolici, costituisce una vera e propria bestemmia. Accusa che Castellucci respinge: il suo spettacolo, dice, si ispira alle Sacre Scritture e gli attacchi non sono altro che “una fatwa cristiana”. In solidarietà al regista Rifondazione comunista, Pdci, Sel e Comitati X Milano saranno in presidio a partire dalle 18.30 in piazza Buozzi, a poche centinaia di metri dalle proteste.

A sua difesa poi, si sono schierati molti intellettuali, che hanno aderito a un appello lanciato daMassimo Marino, Attilio Scarpellini e Oliviero Ponte di Pino. Secondo i tre critici teatrali “non si tratta di scegliere tra chi dice di aver scritto il suo spettacolo come una preghiera e chi, senza averlo visto, lo accusa di essere blasfemo”. Si tratta ”semplicemente di garantire a Romeo Castellucci la prima ed essenziale libertà di ogni arte e di ogni artista: quella di essere compreso o frainteso con cognizione di causa, di essere giudicato secondo la sua opera e non secondo il pregiudizio di un manipolo di fondamentalisti che agita la fede in Cristo come una clava identitaria”. Hanno firmato, tra gli altri, Giuseppe Bertolucci, Mario Martone, Giancarlo De Cataldo, Jovanotti e Antonio Scurati. Tutti convinti che la libertà di espressione artistica è “un cardine irrinunciabile della nostra esistenza civile”.

 

CATTOLICI: Dopo le accuse di blasfemia avanzate da Militia Christi e nonostante la dura presa di posizione del Vaticano, la direttrice Ruth Shammah conferma per il 24 gennaio la prima di 'Sul concetto di volto nel Figlio di Dio' di Romeo Castellucci

 

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“Lo spettacolo si farà”: il teatro Parenti
non cede alle minacce degli ultras cattolici

Dopo le accuse di blasfemia avanzate da Militia Christi e nonostante la dura presa di posizione del Vaticano, la direttrice Ruth Shammah conferma per il 24 gennaio la prima di 'Sul concetto di volto nel Figlio di Dio' di Romeo Castellucci, che a sua volta denuncia una fatwa religiosa contro la sua opera

Uno striscione di Militia Christi

Un’opera teatrale offensiva verso Gesù Cristoe i cristiani, accusa il Vaticano. Niente di più falso: è uno spettacolo ispirato alle Sacre Scritture, ribatte Romeo Castellucci, regista diSul concetto di volto nel Figlio di Dio, la pièce che da giorni è sotto attacco da parte di Militia Christi e altri gruppi di estremisti cattolici. Come sotto attacco è il teatro Franco Parenti di Milano, dove la rappresentazione debutterà il 24 gennaio. Con la direttrice Andrée Ruth Shamah, di religione ebraica, oggetto nei giorni scorsi di minacce. E, dopo la discesa in campo della Santa Sede, lo scontro è salito di livello.

Uno spettacolo ‘blasfemo’, lo definiscono i movimenti dell’integralismo cattolico che ne chiedono l’annullamento. Il timore delle forze dell’ordine è che a Milano possa andare in scena una replica di quanto avvenuto l’ottobre scorso a Parigi, quando la rappresentazione diSul concetto di volto nel figlio di Cristo scatenò la reazione dei lefebvriani francesi e di gruppi di devoti ultra tradizionalisti. Con ragazzi incatenati davanti al teatro, risse, manganellate e strade adiacenti militarizzate. Del resto non sarebbe la prima volta che Militia Christi, uno dei movimenti più accaniti contro Castellucci, si renderebbe protagonista di atti eclatanti. I suoi militanti ogni 20 settembre partecipano a Roma alle celebrazioni per la breccia di Porta Piacon striscioni polemici per commemorare i caduti dello Stato Pontificio.

Vicina all’organizzazione di estrema destra Forza nuova, Militia Christi in passato si è resa protagonista anche di iniziative contro il Gay pride. Come nel luglio 2010, quando vicino al Colosseo, per contestare la manifestazione del mondo Lgbt (lesbian, gay, bisexual e tran gender), ha appeso un manifesto con la scritta “Gay Pride: diritti alla perversione”. Frequenti anche le iniziative contro quelli che il movimento definisce “omicidio-eutanasia” e “omicidio-aborto”. Con un’aggressione, questa l’accusa di alcuni membri del Pd della Capitale, quando nell’ottobre 2010 dopo l’approvazione di un ordine del giorno sui consultori, ci fu “il lancio di volantini, sedie e insulti al grido di ‘abortisti e assassini’”.

Le battaglie di Militia Christi sono simili a quelle portate avanti dagli altri gruppi ultra cattolici che ora attaccano Un concetto di volto nel Figlio di Dio. Nell’elenco riportato dal sito riscossacristiana.it, che dà anche conto anche di alcune azioni legali già avviate contro lo spettacolo, ci sono per esempio il gruppo anti abortista Comitato no 194 e Ora et labora in difesa della vita, movimento che il 25 novembre commemora ogni anno quello che sarebbe il compleanno di Eluana Englaro, se fosse ancora in vita.

Attacca Castellucci anche il “blog cattolico non secolarizzato” Pontifex. Lo stesso che lo scorso dicembre ha definito “segno della giustizia divina contro il libertinaggio” la morte di un operaio che stava montando il palco per il concerto di Jovannotti a Trieste. E non si è tirato indietro Roberto de Mattei, che nel marzo 2011 definiva, da vice presidente del Cnr, lo tsunami giapponese “voce della bontà di Dio”. E che ora parla di Castellucci come di un autore italiano “il cui nome merita di essere consegnato alla vergogna della storia”.

Ma cosa fa tanto infuriare gli ultras religiosi? Protagonisti di Sul concetto di volto nel Figlio di Dio sono un padre, vecchio e incontinente, e suo figlio, che lo accudisce e lo pulisce dalle feci per tutti i 50 minuti dello spettacolo. Sullo sfondo una gigantografia del volto di Cristo, come lo dipinse Antonello da Messina. A fare infuriare i gruppi oltranzisti è in particolare una scena, che in realtà nella rappresentazione in programma a Milano è stata tagliata per ragioni logistiche. I ragazzini che dovrebbero lanciare finte granate contro l’immagine di Gesù, infatti, tutti insieme sul palco non ci stanno. E in ogni caso “si tratta di bombe giocattolo – ha spiegato Castellucci - E’ un gesto innocente portato da innocenti. L’intenzione è quella del bambino che vuole tutta per sé l’attenzione del genitore distratto”. Ma questo non basta a placare gli estremisti cattolici, secondo cui nella recita presentata in altre città europee le granate erano in realtà escrementi, come proverebbe l’odore diffuso in platea in quel momento.

Una scena definita ‘blasfema’ pure da padre Giovanni Cavalcoli, teologo del convento San Domenico di Bologna, che l’8 gennaio scorso ha inviato una lettera al Papa per segnalare il rischio di possibili “danni della libertà religiosa, dell’ordine sociale, dei minori, della dignità dell’arte e del buon costume”. E ha ipotizzato “gli estremi di un reato passibile di sanzione penale a norma delle leggi dello Stato”. La risposta della Santa Sede, a firma di monsignorPeter Wells, numero tre della Segreteria di Stato vaticana, è stata diffusa giovedì scorso: “Sua Santità auspica che ogni mancanza di rispetto verso Dio e i Santi e i simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi pastori”.

La lettera di Wells è stata seguita da una nota del direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, che parla di un’opera “offensiva delle convinzioni religiose dei cristiani”. E appoggia la posizione della Curia milanese, che una settimana fa ha bacchettato il teatro Franco Parenti, chiedendo “una maggiore attenzione al momento della programmazione degli spettacoli” e il rispetto “di quanti vedono nel volto di Cristo l’incarnazione di Dio, la pienezza dell’umano e la ragione della propria esistenza”. Lombardi ribadisce poi la necessità di una “reazione ferma e composta della comunità cristiana”.

Ma è proprio l’appello alla compostezza che rischia di non essere accolto dai movimenti più estremisti. Come provano le minacce arrivate nei giorni scorsi al teatro Franco Parenti. Messaggi il cui tenore ha messo in guardia la Digos. Con il timore che le proteste, la sera dell’inaugurazione, non si limitino alla recita collettiva di un rosario, che nei giorni successivi sarà seguita dalla celebrazione di una messa riparatrice.

Castellucci rimanda ogni accusa ai mittenti. E contrattacca. In un’intervista di oggi su LaStampa sostiene: “Ci troviamo davanti a una specie di ‘fatwa’ cristiana e la cosa è gravissima. Una cultura che vuole tornare all’inquisizione e alla censura dell’arte”. E ancora: “E’ grave che la Chiesa dia retta a chi processa le intenzioni senza aver visto la pièce, attaccando violentemente attori e spettatori. Minacciando la libertà di pensiero. Rifiutando il dibattito. Considerando nemici tutti coloro che parlano del volto di Cristo fuori dagli stereotipi”. Parole che si aggiungono a quelle dei giorni scorsi, quando il regista ha parlato di un’opera ispirata alle Sacre Scritture. Dove un figlio che lava il padre incontinente non è altro che un atto d’amore ispirato al quarto comandamento: onora il padre e la madre.

Analoghe le valutazioni sullo spettacolo da parte di Andrée Ruth Shammah, che ha ricevuto l’appoggio dell’assessore milanese alla Cultura Stefano Boeri. Nel tardo pomeriggio di ieri la direttrice del Franco Parenti ha deciso di non fare slittare l’inizio della programmazione, dopo che per tutto il giorno era stata valutata l’ipotesi di un rinvio, per cercare un dialogo con il cardinale di Milano Angelo Scola. E portare sul palco uno spettacolo che “non ha nulla di blasfemo”, senza che ci siano disordini. Come non ce ne sono stati ad Atene, Londra, Oslo, Mosca. E persino a Roma, lo scorso novembre. Quando l’opera è andata in scena a pochi chilometri dalla Santa Sede.

 

MIA LETTERA: | IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L'ARTE CHE ARTE NON E', MA SOLO SPORCIZIA

 

 

 

LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA 

IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L'ARTE CHE ARTE NON E', MA SOLO SPORCIZIA

Escrementi sul volto di Cristo: lo spettacolo choc di Castellucci tra polemiche ed esposti ai pm

 L’arte, la vera arte, rispetta i vari credi religiosi  e le altrui idee. Questa rappresentazione  è spazzatura,  rappresenta l’oscenità e come tale non deve andare in scena.

Gabriele Cervi

 

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22/01/2012

CATTOLICI: Dopo le accuse di blasfemia avanzate da Militia Christi e nonostante la dura presa di posizione del Vaticano, la direttrice Ruth Shammah conferma per il 24 gennaio la prima di 'Sul concetto di volto nel Figlio di Dio' di Romeo Castellucci

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“Lo spettacolo si farà”: il teatro Parenti
non cede alle minacce degli ultras cattolici

Dopo le accuse di blasfemia avanzate da Militia Christi e nonostante la dura presa di posizione del Vaticano, la direttrice Ruth Shammah conferma per il 24 gennaio la prima di 'Sul concetto di volto nel Figlio di Dio' di Romeo Castellucci, che a sua volta denuncia una fatwa religiosa contro la sua opera

Uno striscione di Militia Christi

Un’opera teatrale offensiva verso Gesù Cristoe i cristiani, accusa il Vaticano. Niente di più falso: è uno spettacolo ispirato alle Sacre Scritture, ribatte Romeo Castellucci, regista diSul concetto di volto nel Figlio di Dio, la pièce che da giorni è sotto attacco da parte di Militia Christi e altri gruppi di estremisti cattolici. Come sotto attacco è il teatro Franco Parenti di Milano, dove la rappresentazione debutterà il 24 gennaio. Con la direttrice Andrée Ruth Shamah, di religione ebraica, oggetto nei giorni scorsi di minacce. E, dopo la discesa in campo della Santa Sede, lo scontro è salito di livello.

Uno spettacolo ‘blasfemo’, lo definiscono i movimenti dell’integralismo cattolico che ne chiedono l’annullamento. Il timore delle forze dell’ordine è che a Milano possa andare in scena una replica di quanto avvenuto l’ottobre scorso a Parigi, quando la rappresentazione diSul concetto di volto nel figlio di Cristo scatenò la reazione dei lefebvriani francesi e di gruppi di devoti ultra tradizionalisti. Con ragazzi incatenati davanti al teatro, risse, manganellate e strade adiacenti militarizzate. Del resto non sarebbe la prima volta che Militia Christi, uno dei movimenti più accaniti contro Castellucci, si renderebbe protagonista di atti eclatanti. I suoi militanti ogni 20 settembre partecipano a Roma alle celebrazioni per la breccia di Porta Piacon striscioni polemici per commemorare i caduti dello Stato Pontificio.

Vicina all’organizzazione di estrema destra Forza nuova, Militia Christi in passato si è resa protagonista anche di iniziative contro il Gay pride. Come nel luglio 2010, quando vicino al Colosseo, per contestare la manifestazione del mondo Lgbt (lesbian, gay, bisexual e tran gender), ha appeso un manifesto con la scritta “Gay Pride: diritti alla perversione”. Frequenti anche le iniziative contro quelli che il movimento definisce “omicidio-eutanasia” e “omicidio-aborto”. Con un’aggressione, questa l’accusa di alcuni membri del Pd della Capitale, quando nell’ottobre 2010 dopo l’approvazione di un ordine del giorno sui consultori, ci fu “il lancio di volantini, sedie e insulti al grido di ‘abortisti e assassini’”.

Le battaglie di Militia Christi sono simili a quelle portate avanti dagli altri gruppi ultra cattolici che ora attaccano Un concetto di volto nel Figlio di Dio. Nell’elenco riportato dal sito riscossacristiana.it, che dà anche conto anche di alcune azioni legali già avviate contro lo spettacolo, ci sono per esempio il gruppo anti abortista Comitato no 194 e Ora et labora in difesa della vita, movimento che il 25 novembre commemora ogni anno quello che sarebbe il compleanno di Eluana Englaro, se fosse ancora in vita.

Attacca Castellucci anche il “blog cattolico non secolarizzato” Pontifex. Lo stesso che lo scorso dicembre ha definito “segno della giustizia divina contro il libertinaggio” la morte di un operaio che stava montando il palco per il concerto di Jovannotti a Trieste. E non si è tirato indietro Roberto de Mattei, che nel marzo 2011 definiva, da vice presidente del Cnr, lo tsunami giapponese “voce della bontà di Dio”. E che ora parla di Castellucci come di un autore italiano “il cui nome merita di essere consegnato alla vergogna della storia”.

Ma cosa fa tanto infuriare gli ultras religiosi? Protagonisti di Sul concetto di volto nel Figlio di Dio sono un padre, vecchio e incontinente, e suo figlio, che lo accudisce e lo pulisce dalle feci per tutti i 50 minuti dello spettacolo. Sullo sfondo una gigantografia del volto di Cristo, come lo dipinse Antonello da Messina. A fare infuriare i gruppi oltranzisti è in particolare una scena, che in realtà nella rappresentazione in programma a Milano è stata tagliata per ragioni logistiche. I ragazzini che dovrebbero lanciare finte granate contro l’immagine di Gesù, infatti, tutti insieme sul palco non ci stanno. E in ogni caso “si tratta di bombe giocattolo – ha spiegato Castellucci - E’ un gesto innocente portato da innocenti. L’intenzione è quella del bambino che vuole tutta per sé l’attenzione del genitore distratto”. Ma questo non basta a placare gli estremisti cattolici, secondo cui nella recita presentata in altre città europee le granate erano in realtà escrementi, come proverebbe l’odore diffuso in platea in quel momento.

Una scena definita ‘blasfema’ pure da padre Giovanni Cavalcoli, teologo del convento San Domenico di Bologna, che l’8 gennaio scorso ha inviato una lettera al Papa per segnalare il rischio di possibili “danni della libertà religiosa, dell’ordine sociale, dei minori, della dignità dell’arte e del buon costume”. E ha ipotizzato “gli estremi di un reato passibile di sanzione penale a norma delle leggi dello Stato”. La risposta della Santa Sede, a firma di monsignorPeter Wells, numero tre della Segreteria di Stato vaticana, è stata diffusa giovedì scorso: “Sua Santità auspica che ogni mancanza di rispetto verso Dio e i Santi e i simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi pastori”.

La lettera di Wells è stata seguita da una nota del direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, che parla di un’opera “offensiva delle convinzioni religiose dei cristiani”. E appoggia la posizione della Curia milanese, che una settimana fa ha bacchettato il teatro Franco Parenti, chiedendo “una maggiore attenzione al momento della programmazione degli spettacoli” e il rispetto “di quanti vedono nel volto di Cristo l’incarnazione di Dio, la pienezza dell’umano e la ragione della propria esistenza”. Lombardi ribadisce poi la necessità di una “reazione ferma e composta della comunità cristiana”.

Ma è proprio l’appello alla compostezza che rischia di non essere accolto dai movimenti più estremisti. Come provano le minacce arrivate nei giorni scorsi al teatro Franco Parenti. Messaggi il cui tenore ha messo in guardia la Digos. Con il timore che le proteste, la sera dell’inaugurazione, non si limitino alla recita collettiva di un rosario, che nei giorni successivi sarà seguita dalla celebrazione di una messa riparatrice.

Castellucci rimanda ogni accusa ai mittenti. E contrattacca. In un’intervista di oggi su LaStampa sostiene: “Ci troviamo davanti a una specie di ‘fatwa’ cristiana e la cosa è gravissima. Una cultura che vuole tornare all’inquisizione e alla censura dell’arte”. E ancora: “E’ grave che la Chiesa dia retta a chi processa le intenzioni senza aver visto la pièce, attaccando violentemente attori e spettatori. Minacciando la libertà di pensiero. Rifiutando il dibattito. Considerando nemici tutti coloro che parlano del volto di Cristo fuori dagli stereotipi”. Parole che si aggiungono a quelle dei giorni scorsi, quando il regista ha parlato di un’opera ispirata alle Sacre Scritture. Dove un figlio che lava il padre incontinente non è altro che un atto d’amore ispirato al quarto comandamento: onora il padre e la madre.

Analoghe le valutazioni sullo spettacolo da parte di Andrée Ruth Shammah, che ha ricevuto l’appoggio dell’assessore milanese alla Cultura Stefano Boeri. Nel tardo pomeriggio di ieri la direttrice del Franco Parenti ha deciso di non fare slittare l’inizio della programmazione, dopo che per tutto il giorno era stata valutata l’ipotesi di un rinvio, per cercare un dialogo con il cardinale di Milano Angelo Scola. E portare sul palco uno spettacolo che “non ha nulla di blasfemo”, senza che ci siano disordini. Come non ce ne sono stati ad Atene, Londra, Oslo, Mosca. E persino a Roma, lo scorso novembre. Quando l’opera è andata in scena a pochi chilometri dalla Santa Sede.

 

MIA LETTERA: | IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L'ARTE CHE ARTE NON E', MA SOLO SPORCIZIA

 

 

 

LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA 

IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L'ARTE CHE ARTE NON E', MA SOLO SPORCIZIA

Escrementi sul volto di Cristo: lo spettacolo choc di Castellucci tra polemiche ed esposti ai pm

 L’arte, la vera arte, rispetta i vari credi religiosi  e le altrui idee. Questa rappresentazione  è spazzatura,  rappresenta l’oscenità e come tale non deve andare in scena.

Gabriele Cervi

 

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BUONA DOMENICA AMICI ONLINE: Convertirsi è girarsi verso la Luce

IL MIO CROCIFISSO 2011

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Convertirsi è girarsi verso la Luce
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III domenica Tempo ordinario Anno B Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il Vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini» (...) Siamo al momento fresco, sorgivo del Vangelo. C'è una bella notizia che inizia a correre per la Galilea ed è questa: il tempo è compiuto, il regno di Dio è qui. Il tempo è compiuto, come quando si compiono per una donna i giorni del parto. E nasce, viene alla luce il Regno di Dio. Gesù non spiega il Regno, lo mostra con il suo primo agire: libera, guarisce, perdona, toglie barriere, ridona pienezza di relazione a tutti, anche a quelli marchiati dall'esclusione. Il Regno è guarigione dal male di vivere, fioritura della vita in tutte le sue forme. A questo movimento discendente, di pura grazia, Gesù chiede una risposta: convertitevi e credete nel Vangelo. Immagino la conversione come il moto del girasole, che alza la corolla ogni mattino all'arrivo del sole, che si muove verso la luce: «giratevi verso la luce perché la luce è già qui». Credere nel Vangelo è un atto che posso compiere ogni mattino, ad ogni risveglio. Fare memoria di una bella notizia: Dio è più vicino oggi di ieri, è all'opera nel mondo, lo sta trasformando. E costruire la giornata non tenendo gli occhi bassi, chini sui problemi da affrontare, ma alzando il capo, sollevandolo verso la luce, verso il Signore che dice: sono con te, non ti lascio più, ti voglio bene. Credete nel Vangelo. Non al Vangelo ma nel Vangelo. Non solo ritenerlo vero, ma entrate e buttarsi dentro, costruirvi sopra la vita, con una fiducia che non darò più a nient'altro e a nessun altro. Camminando lungo il mare di Galilea, Gesù vide… Gesù vede Simone e in lui intuisce la Roccia. Vede Giovanni e in lui indovina il discepolo dalle più belle parole d'amore. Un giorno guarderà l'adultera e in lei vedrà la donna capace di amare bene. Il suo sguardo è creatore. Il maestro guarda anche me, e nonostante i miei inverni vede grano che germina, una generosità che non sapevo di avere, capacità che non conoscevo. È la totale fiducia di chi contempla le stelle prima ancora che sorgano. Seguitemi, venite dietro a me. Non si dilunga in spiegazioni o motivazioni, perché il motivo è lui, che ti mette il Regno appena nato fra le mani. E lo dice con una frase inedita, un po' illogica: Vi farò pescatori di uomini. Come se dicesse: «vi farò cercatori di tesori». Mio e vostro tesoro è l'uomo. Li tirerete fuori dall'oscurità, come pesci da sotto la superficie delle acque, come neonati dalle acque materne, come tesoro dissepolto dal campo. Li porterete dalla vita sommersa alla vita nel sole. Mostrerete che l'uomo, pur con la sua pesantezza, è fatto per un'altra respirazione, un'altra aria, un'altra luce. Venite dietro a me, andate verso gli uomini. Avere passione per Cristo, che passa e si lascia dietro larghi sorsi di vita; avere passione per l'uomo e dilatare gli spazi che respira. 


“Spettacolo blasfemo”: bufera cattolica
contro l’opera di Castellucci di scena a Milano

'Sul concetto di volto nel figlio di Dio' è in programma al Parenti dal 24 al 28 gennaio: sulle minacce alla direttrice del teatro indaga la Digos, mentre la questura del capoluogo lombardo ha vietato il sit-in di Militia Christi. Sulla questione, da registrare anche l'intervento ufficiale del Vaticano

Le proteste 'francesi' contro Romeo Castellucci e la sua opera

Dopo Parigi, Milano. Dopo il Theatre de la Ville, il Franco Parenti. Lo spettacolo Sul concetto di volto nel figlio di Dio di Romeo Castellucci ormai è un caso. Non solo ‘culturale’ e religioso, ma anche giudiziario, visto che l’offensiva del gruppo cattolico oltranzista di Militia Christi ha spinto le Digos di Roma e Milano ad occuparsi del caso. C’è un precedente, del resto, che non lascia ben sperare. Era lo scorso ottobre, infatti, quando nella capitale francese la messa in scena dello spettacolo di Castellucci (uno degli artisti italiani più importanti nel panorama mondiale) scatenò la reazione dei ‘devoti’, per una deriva violenta che finì non in terza pagina, ma nella cronaca nera. Ragazzi incatenati davanti al teatro, strade adiacenti militarizzate, risse, manganelli e proteste ufficiali di alcuni vescovi d’Oltralpe.

Ora Sul concetto di volto nel figlio di Dio è in Italia. Con tutto ciò che comporta. Dal 24 gennaio sarà in programmazione al teatro Franco Parenti del capoluogo lombardo, ma le proteste del mondo cattolico e le minacce di quello ultra-cattolico sono iniziate ben prima. Sui siti a tema, ad esempio, sono state annunciate messe ad hoc nei giorni delle proiezioni. Ma questo è il minimo. La direttrice del Parenti, la regista ebrea Ruth Shammah, è finita nel mirino dei gruppi lefebvriani e antisemiti: svastiche sul suo volto nei blog e telefonate minatorie. Anche per questo motivo, la Shammah è stata costretta ad annullare sia la conferenza stampa di presentazione della piéce (in programma dal 24 al 28 gennaio) sia l’incontro-dibattito sui limiti della libertà di espressione organizzato per oggi. “Credevo che la tradizione cattolica fosse più tollerante – ha detto la direttrice del Parenti – Stiamo dando troppa importanza ad uno spettacolo che mi dicono sia molto emozionante”. Militia Christi, a sua volta, ha annunciato per il 24 gennaio un sit-in di protesta davanti al teatro, ricevendo il niet della questura meneghina, la quale ha motivato la sua decisione con il fatto che via Pier Lombardo – la strada su cui si affaccia il Parenti – è troppo stretta. Ai manifestanti, invece, è stato concesso di portare ‘solo’ uno striscione all’ingresso – che sarà comunque semi blindato per evitare degenerazioni violente – e di traslocare in piazza Libia, ovvero a due isolati dal teatro.

I gruppi cattolici, del resto, oltre a inondare di proteste i portali istituzionali di enti religiosi e laici, hanno scritto anche al sindaco Pisapia, a cui è stato chiesto di prendere posizione contro le offese al mondo cattolico contenute nello spettacolo ‘blasfemo’ di Castellucci. La risposta, però, è arrivata dall’assessore alla Cultura di Milano, Stefano Boeri, che ha confermato la sua posizione, ovvero quella di “appoggiare la volontà della direzione del teatro a portare nella nostra città una compagnia e un autore noti in tutto il mondo”.

La questione non si è esaurita con le parole delle istituzioni. E’ di oggi, infatti, la notizia che anche il Vaticano è sceso in campo per protestare contro Sul concetto di volto nel figlio di Dio.“Il Santo Padre auspica che ogni mancanza di rispetto verso Dio, i santi e i simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi pastori”: parole della Segreteria di Stato, scritte in una lettera datata 16 gennaio e che vuole essere la risposta e l’accoglimento di quanto richiesto da padre Giovanni Cavalcoli, del convento bolognese di San Domenico. Il teologo domenicano, infatti, l’8 gennaio aveva inviato al Pontefice una missiva in cui denunciava il contenuto blasfemo dello spettacolo. La lettera vaticana è firmata dall’assessore della Segreteria di Stato, lo statunitense Brian B. Wells.

Il messaggio, però, – specie quando fa riferimento alla reazione ‘ferma e composta’ – rischiava di risultare poco chiaro e, in tal modo, poteva dare il là a forme di protesta non ortodosse. Per questo motivo, alle parole di monsignor Wells ha fatto seguito la precisazione del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, che ha spento sul nascere la polemica. “Il senso della lettera proveniente dalla Segreteria di Stato – ha spiegato padre Lombardi – è molto chiaro. Prendendo atto del fatto che si rappresenta un’opera che risulta offensiva delle convinzioni religiose dei cristiani, la lettera allarga il discorso ed auspica che ogni mancanza di rispetto di questa natura incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi Pastori”.

Padre Lombardi, inoltre, non ha risparmiato critiche alla direzione del Teatro Parenti. “Il Comunicato dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Milano del 14 gennaio (il primo documento ufficiale di protesta, ndr) – ha precisato padre Lombardi – domandava ‘che sia riconosciuta e rispettata la sensibilità di quanti cittadini milanesi vedono nel Volto di Cristo l’Incarnazione di Dio, la pienezza dell’umano e la ragione della propria esistenza’; continuava ricordando che al momento della programmazione, la direzione del Teatro Parenti ‘avrebbe potuto farsi carico più attentamente’ della ‘dimensione sociale della libertà di espressione’, e concludeva osservando che ‘la preghiera per manifestare il proprio dissenso non può accompagnarsi a eccessi di qualunque tipo, anche solo verbali’. Vi sono elementi sufficienti – ha concluso il direttore della Sala Stampa vaticana – per orientare la valutazione dell’opera, della sua programmazione e delle forme adeguate di manifestazione del dissenso”. La speranza della Santa Sede, quindi, è che queste parole servano ad evitare qualsiasi tipo di deriva nelle proteste, che comunque ci saranno.

In attesa di comprendere cosa accadrà alla ‘prima’, resta il caso e l’apprensione scatenata da un testo che parla di un padre vecchio e debilitato, ormai incontinente, accudito dal figlio che deve pulirlo costantemente dalle feci. E’ la vita di un uomo alla fine. La polemica, però, dipende dal fatto che a far da fondale all’azione scenica è una gigantografia del volto di Cristo che riproduce il Salvator Mundi di Antonello da Messina. Inevitabile, quindi, l’associazione tra le debolezze di un uomo descritto al termine della sua vita e Dio. Il passaggio descritto come “inaccettabile” dai cattolici francesi, tuttavia, nella ‘versione’ italiana non dovrebbe esserci, a meno di cambi di programma dell’ultim’ora. Si tratta della scena in cui alcuni giovani lanciano contro l’opera di Antonello da Messina sassi e granate. Queste ultime in realtà sono escrementi: al momento del lancio, infatti, nel teatro si diffonde un odore inequivocabile e sul Salvator Mundi compaiono cinque parole inglesi, la cui traduzione non lascia spazio a dubbi: “tu non sei il mio pastore”.

 

MIA LETTERA: | IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L'ARTE CHE ARTE NON E', MA SOLO SPORCIZIA

 

LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA 

IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L'ARTE CHE ARTE NON E', MA SOLO SPORCIZIA

Escrementi sul volto di Cristo: lo spettacolo choc di Castellucci tra polemiche ed esposti ai pm

 L’arte, la vera arte, rispetta i vari credi religiosi  e le altrui idee. Questa rappresentazione  è spazzatura,  rappresenta l’oscenità e come tale non deve andare in scena.

Gabriele Cervi

 

 

"Nessuno vuole penalizzare l’arte teatrale, ma a tutto c’è un limite". Il deputato dell’Udc Luca Volontè non nasconde il proprio fastidio. Non è l'unico. Le voci critiche e il dissenso contro lo spettacolo Sul concetto di volto nel figlio di Dio di Romeo Parenti continuano a crescere.

Una scena dello spettacolo di Rome Castellucci
Una scena dello spettacolo di Rome Castellucci
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Mancano ormai pochi giorni alla prima prevista il 24 gennaio al Teatro Parenti di Milano, ma i contenuti sono già andati in scena, a Parigi. A far da sfondo all'azione scenica è una gigantografia del volto di Gesù Cristo, un'immensa riproduzione del Salvator Mundi di Antonello da Messina contro la quale vengono lanciati gli escrementi. "Il rispetto del credo e della religione non può mai essere messo in discussione e quella rappresentazione offende tutti i cristiani e i cattolici", tuona Volontè dopo aver chiesto "non solo di impedire ma anche di sanzionare" la piece

Adesso la protesta è trasversale, non più solo tra le fila dei cattolici. Anche un folto gruppo di atei si oppone alla decisione del Parenti di ospitare lo spettacolo di Castellucci. Tanto che nel capoluogo lombardo rischiano di ripetersi le stesse proteste violenti dello scorso ottobre, quando al Theatre de la Ville ci fu una vera e propria rivolta. Sul concetti di volto nel figlio di Dio racconta la storia di un padre vecchio e debilitato, ormai incontinente. Lo accudisce il figlio: a lui spetta pulirlo costantemente dalle feci. I richiami col Cristo sono costanti tanto che scatta una sorta di associazione tra le debolezze dell'uomo descritto al termine della sua vita e il figlio di Dio. "E' un attacco blasfemo", commentano i più. E non solo perché il volto stesso di Cristo viene ricoperto dal lancio degli escrementi.

Le proteste continuano a montare. Anche la Curia di Milano si espressa contro la piece di Castellucci. Il cardinale Angelo Scola ha chiesto di "riconoscere e rispettare la sensibilità di quanti cittadini milanesi, e non sono certo pochi, vedono nel Volto di Cristo l’Incarnazione di Dio, la pienezza dell’umano e la ragione della propria esistenza". SullaBussola Quotidiana, il vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Luigi Negri, ha invece chiesto alla Chiesa di "reagire adeguatamente, in modo certamente non rancoroso, non livido", ma comunque di reagire. "Una Chiesa che non reagisca in termini assolutamente essenziali e pubblici a questo attacco violento alla tradizione cattolica - ha chiesto monsignor Negri - su cosa interviene?". Lo scorso '8 novembre scorso Radio Vaticana aveva preso atto di una certa "difficoltà" da parte dei vescovi a trovare una linea comune. Eppure, quando il Papa Benedetto XVI incontrò gli artisti (era il 21 novembre 2009), era stato piuttosto chiaro. Il Santo Padre aveva messo in guardia dagli effetti negativi di spettacoli artistici che hanno "il volto dell’oscenità, della trasgressione o della provocazione fine a se stessa".

Non ci sono soltanto i fedeli cattolici a muoversi. Il professor Vincenzo Vitale ha, infatti, depositato un esposto alla procura meneghina per chiedere che i pm svolgano "una necessaria azione di vigilanza e prevenzione allo scopo di impedire" che "possano essere consumati i reati" per "l’offesa arrecata in un luogo di culto, in un luogo pubblico o aperto al pubblico a una confessione religiosa". Secondo quanto spiegato dal legale, la magistratura del capoluogo lombardo potrebbe sospendere la piece oppure ordinarne la rimozione di alcune scene. Dal canto suo il Franco Parenti non sembra volere fare un passo indietro. E il rischio di una recrudescenza dello scontro è tutt'altro che remoto.


 

"Quello spettacolo offende i cristiani"
Il Vaticano boccia pièce di Castellucci

Nel mirino della Segreteria di Stato 'Sul concetto di volto nel Figlio di Dio', in cartellone
dal 24 gennaio al Teatro Parenti di Milano e da giorni nel mirino dei cattolici oltranzisti


Lo spettacolo teatrale di Romeo Castellucci Sul concetto di volto nel Figlio di Dio, in cartellone dal 24 gennaio al Teatro Franco Parenti a Milano e nel mirino dei cattolici oltranzisti, è "offensivo nei confronti dei cristiani". Lo si legge in una lettera che la Segreteria di Stato vaticana ha inviato al teologo padre Giovanni Cavalcoli  il quale aveva segnalato lo spettacolo alla Santa Sede considerandolo blasfemo. Castellucci è uno dei nostri registi contemporanei più conosciuti in Europa. Si tratta dello stesso spettacolo accusato di blasfemia che nello scorso autunno a Parigi, al Théatre de la Ville, costrinse la polizia a intervenire per contrastare le contestazioni di gruppi oltranzisti francesi. Con molti giovani incatenati ai cancelli del teatro.

ll regista: ecco perché non è osceno

Sul concetto di volto nel Figlio di Dio parla di un padre vecchio e incontinente, accudito dal figlio che deve pulirlo dalle feci. A far da fondale una gigantografia del volto di Cristo. I gruppi cattolici estremisti italiani come Militia Christi e i movimenti per la vita giudicano inaccettabile una scena, 

che risulta però integralmente tagliata nell'edizione italiana: quella in cui alcuni ragazzi lanciano contro l'immensa immagine del volto di Cristo, realizzato da Antonello da Messina, sassi e finte granate, che hanno tutto l'aspetto di escrementi, visto anche l'odore inequivocabile che invade il teatro (la storia racconta le vicende di un padre anziano, colpito da violenta dissenteria). Mentre sul volto di Gesù appare la scritta: "You are not my shepard". Tu non sei il mio pastore.


La lettera della Segreteria di Stato è datata 16 gennaio ed è firmata da monsignor Peter Wells, assessore agli Affari generali. Il testo è in risposta a una precedente missiva che padre Cavalcoli, del convento San Domenico di Bologna, ha inviato l'8 gennaio scorso in Vaticano e diretta al Papa: "Beatissimo Padre - si legge nel testo - siamo un gruppo di fedeli che vuole esprimere a Vostra Santità solidarietà e rinnovata fedeltà come risposta all'indegno e blasfemo spettacolo teatrale" di Castellucci, opera "offensiva" della figura di Cristo, con "evidente ripercussione ai danni della libertà religiosa, dell'ordine sociale, dei minori, della dignità dell'arte e del buon costume, valori sanciti e promossi dalla Costituzione, un gesto che pertanto sembra configurare gli estremi di un reato passibile di sanzione penale a norma delle leggi dello Stato".

Il Vaticano, nella risposta, giudica la pièce di Castellucci "offensiva nei confronti di nostro Signore Gesù Cristo e dei cristiani". "Sua Santità - prosegue il testo - ringrazia vivamente per questo segno di spirituale vicinanza e, mentre auspica che ogni mancanza di rispetto verso Dio e i Santi e i simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi pastori, le augura ogni bene".

 I NUOVI ASSETTI

 
Armi, comunque
 
 
​È l’altra faccia della crisi economica occidentale. Mentre gli altri crescono, le strette sul debito stanno colpendo gli strumenti militari degli Stati Uniti e di buona parte dei Paesi europei. 

Nel 2015 Pechino spenderà  più dei Paesi europei
Dal 2001 a oggi, la quota delle spese militari europee è scesa dal 29% del totale mondiale al 20%. Non è tutto: secondo il think tank Jane’s, calerà ancora, rappresentando il 16% fra quattro anni. Un livello paragonabile a quello della Cina, che per allora balzerà dal 5% odierno al 15%. Nello stesso periodo, gli Stati Uniti perderanno un buon 8%, ridimensionandosi dal 50% e passa attuale al 42%. Salirà la Russia (dal 2,75% al 4,75%), insieme all’Asia e all’America meridionali: niente di nuovo, vista l’ascesa dei Paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina). Entro il 2016, i bilanci combinati dei Quattro rampanti saranno aumentati del 150%, in uno scenario di spesa globale sostanzialmente stabile.


Dopo la «ricetta Obama»  il «baricentro» sarà asiatico
È una conferma che l’Occidente arretra: avrà minore prontezza operativa, minori capacità combat e minori possibilità di proiezione. La crisi sta erodendo parte delle capacità delle nostre forze armate, uno degli atout della potenza lato sensu. Seicento miliardi di tagli potrebbero colpire il bilancio del Pentagono, se il Congresso non arriverà a un accordo per ridurre le spese pubbliche statunitensi. Con 487 miliardi di dollari in meno nel prossimo decennio, il dipartimento della Difesa statunitense ha già dovuto rivedere le proprie priorità. Ridurrà la presenza in Europa, si concentrerà sulla regione Asia-Pacifico e sul Medio Oriente e sarà molto più prudente nel combattere guerre contro-insurrezionali, costose umanamente e finanziariamente. Passerà dal concetto “win-win” al più modesto “win-spoil”: è una svolta dottrinaria, che significa rinuncia a combattere e vincere due guerre simultanee, per concentrarsi su unico teatro, limitandosi a contenere un avversario potenziale su un altro scacchiere. Secondo la “ricetta Obama” l’Esercito subirà i tagli più pesanti, scendendo da 570mila a 490mila uomini, mentre il corpo dei Marines si contrarrà a 20mila unità. 

L’esercito statunitense il più penalizzzato
L’Aviazione e la Marina saranno risparmiate. Sono il simbolo della potenza a stelle e strisce e continueranno ad esserlo. La prima può contare su 1.600 caccia e cacciabombardieri e su una potenza volante unica, compresi i 650 rifornitori in volo KC-135. A titolo di paragone, la Francia non ha che una decina di avio-cisterne. Parigi è una delle poche capitali europee in controtendenza: prevede di spendere quest’anno 31,7 miliardi di euro, un incremento dell’1,6% rispetto al 2011. Italia, Germania, Gran Bretagna e Olanda taglieranno. Nel prossimo quadriennio Londra perderà l’8% delle risorse, un tempo appannaggio della difesa, e sopprimerà 17mila posti. Il 17 gennaio, il ministero della Difesa ha annunciato che nel 2012 l’Esercito britannico perderà 2.900 uomini, compresa un’élite di 400 Gurkha. La Raf conterà 1.000 unità in meno e la Marina 300. Gli ufficiali superiori non saranno risparmiati dalla scure. Anche Hans Hillen, Ministro della Difesa olandese, ha annunciato nuove ristrutturazioni: l’organico del Ministero della Difesa, fatto di 69mila uomini e donne, scenderà di 12.300 unità entro il 2014. Metà dei tagli colpiranno i volontari. I fondi disponibili si contrarranno di 964 milioni di euro entro il 2015. Tutti dovranno fare sacrifici: l’Esercito perderà gli ultimi due battaglioni corazzati, vale a dire 60 carri armati Leopard 2A6. L’Aeronautica sarà la forza armata più colpita: alcune basi dovranno chiudere e la prima linea da combattimento sarà decurtata. È un allarme generale e una crisi dai molteplici aspetti industriali. Dalla fine della guerra fredda, il comparto europeo dell’armamento terrestre ha subito pesanti tagli e ristrutturazioni. L’industria tedesca di veicoli militari è passata dai 44mila lavoratori del 1989 ai 13mila odierni. In termini di spesa, il procurement britannico di veicoli da combattimento non rappresenta che il 30% dei livelli del 1990. 


Tutta l’industria bellica è in brusca frenata
I 17 miliardi di fatturato del settore garantiscono appena la sostenibilità dei costi di sviluppo, produzione e manutenzione dei mezzi, soprattutto perché vi sono ancora troppe sovrapposizioni e duplicazioni. Si contano 23 programmi nazionali d’acquisizione di blindati, esclusi i carri pesanti. L’Agenzia europea per la Difesa non ha promosso che collaborazioni tecnologiche di nicchia. L’Europa stessa è una chimera, incapace perfino di dotarsi di uno stato maggiore operativo permanente.

Francesco Palmas




20/01/2012

“Spettacolo blasfemo”: bufera cattolica contro l’opera di Castellucci di scena a Milano

 IL MIO CROCIFISSO 2011

“Spettacolo blasfemo”: bufera cattolica
contro l’opera di Castellucci di scena a Milano

'Sul concetto di volto nel figlio di Dio' è in programma al Parenti dal 24 al 28 gennaio: sulle minacce alla direttrice del teatro indaga la Digos, mentre la questura del capoluogo lombardo ha vietato il sit-in di Militia Christi. Sulla questione, da registrare anche l'intervento ufficiale del Vaticano

Le proteste 'francesi' contro Romeo Castellucci e la sua opera

Dopo Parigi, Milano. Dopo il Theatre de la Ville, il Franco Parenti. Lo spettacolo Sul concetto di volto nel figlio di Dio di Romeo Castellucci ormai è un caso. Non solo ‘culturale’ e religioso, ma anche giudiziario, visto che l’offensiva del gruppo cattolico oltranzista di Militia Christi ha spinto le Digos di Roma e Milano ad occuparsi del caso. C’è un precedente, del resto, che non lascia ben sperare. Era lo scorso ottobre, infatti, quando nella capitale francese la messa in scena dello spettacolo di Castellucci (uno degli artisti italiani più importanti nel panorama mondiale) scatenò la reazione dei ‘devoti’, per una deriva violenta che finì non in terza pagina, ma nella cronaca nera. Ragazzi incatenati davanti al teatro, strade adiacenti militarizzate, risse, manganelli e proteste ufficiali di alcuni vescovi d’Oltralpe.

Ora Sul concetto di volto nel figlio di Dio è in Italia. Con tutto ciò che comporta. Dal 24 gennaio sarà in programmazione al teatro Franco Parenti del capoluogo lombardo, ma le proteste del mondo cattolico e le minacce di quello ultra-cattolico sono iniziate ben prima. Sui siti a tema, ad esempio, sono state annunciate messe ad hoc nei giorni delle proiezioni. Ma questo è il minimo. La direttrice del Parenti, la regista ebrea Ruth Shammah, è finita nel mirino dei gruppi lefebvriani e antisemiti: svastiche sul suo volto nei blog e telefonate minatorie. Anche per questo motivo, la Shammah è stata costretta ad annullare sia la conferenza stampa di presentazione della piéce (in programma dal 24 al 28 gennaio) sia l’incontro-dibattito sui limiti della libertà di espressione organizzato per oggi. “Credevo che la tradizione cattolica fosse più tollerante – ha detto la direttrice del Parenti – Stiamo dando troppa importanza ad uno spettacolo che mi dicono sia molto emozionante”. Militia Christi, a sua volta, ha annunciato per il 24 gennaio un sit-in di protesta davanti al teatro, ricevendo il niet della questura meneghina, la quale ha motivato la sua decisione con il fatto che via Pier Lombardo – la strada su cui si affaccia il Parenti – è troppo stretta. Ai manifestanti, invece, è stato concesso di portare ‘solo’ uno striscione all’ingresso – che sarà comunque semi blindato per evitare degenerazioni violente – e di traslocare in piazza Libia, ovvero a due isolati dal teatro.

I gruppi cattolici, del resto, oltre a inondare di proteste i portali istituzionali di enti religiosi e laici, hanno scritto anche al sindaco Pisapia, a cui è stato chiesto di prendere posizione contro le offese al mondo cattolico contenute nello spettacolo ‘blasfemo’ di Castellucci. La risposta, però, è arrivata dall’assessore alla Cultura di Milano, Stefano Boeri, che ha confermato la sua posizione, ovvero quella di “appoggiare la volontà della direzione del teatro a portare nella nostra città una compagnia e un autore noti in tutto il mondo”.

La questione non si è esaurita con le parole delle istituzioni. E’ di oggi, infatti, la notizia che anche il Vaticano è sceso in campo per protestare contro Sul concetto di volto nel figlio di Dio.“Il Santo Padre auspica che ogni mancanza di rispetto verso Dio, i santi e i simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi pastori”: parole della Segreteria di Stato, scritte in una lettera datata 16 gennaio e che vuole essere la risposta e l’accoglimento di quanto richiesto da padre Giovanni Cavalcoli, del convento bolognese di San Domenico. Il teologo domenicano, infatti, l’8 gennaio aveva inviato al Pontefice una missiva in cui denunciava il contenuto blasfemo dello spettacolo. La lettera vaticana è firmata dall’assessore della Segreteria di Stato, lo statunitense Brian B. Wells.

Il messaggio, però, – specie quando fa riferimento alla reazione ‘ferma e composta’ – rischiava di risultare poco chiaro e, in tal modo, poteva dare il là a forme di protesta non ortodosse. Per questo motivo, alle parole di monsignor Wells ha fatto seguito la precisazione del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, che ha spento sul nascere la polemica. “Il senso della lettera proveniente dalla Segreteria di Stato – ha spiegato padre Lombardi – è molto chiaro. Prendendo atto del fatto che si rappresenta un’opera che risulta offensiva delle convinzioni religiose dei cristiani, la lettera allarga il discorso ed auspica che ogni mancanza di rispetto di questa natura incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi Pastori”.

Padre Lombardi, inoltre, non ha risparmiato critiche alla direzione del Teatro Parenti. “Il Comunicato dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Milano del 14 gennaio (il primo documento ufficiale di protesta, ndr) – ha precisato padre Lombardi – domandava ‘che sia riconosciuta e rispettata la sensibilità di quanti cittadini milanesi vedono nel Volto di Cristo l’Incarnazione di Dio, la pienezza dell’umano e la ragione della propria esistenza’; continuava ricordando che al momento della programmazione, la direzione del Teatro Parenti ‘avrebbe potuto farsi carico più attentamente’ della ‘dimensione sociale della libertà di espressione’, e concludeva osservando che ‘la preghiera per manifestare il proprio dissenso non può accompagnarsi a eccessi di qualunque tipo, anche solo verbali’. Vi sono elementi sufficienti – ha concluso il direttore della Sala Stampa vaticana – per orientare la valutazione dell’opera, della sua programmazione e delle forme adeguate di manifestazione del dissenso”. La speranza della Santa Sede, quindi, è che queste parole servano ad evitare qualsiasi tipo di deriva nelle proteste, che comunque ci saranno.

In attesa di comprendere cosa accadrà alla ‘prima’, resta il caso e l’apprensione scatenata da un testo che parla di un padre vecchio e debilitato, ormai incontinente, accudito dal figlio che deve pulirlo costantemente dalle feci. E’ la vita di un uomo alla fine. La polemica, però, dipende dal fatto che a far da fondale all’azione scenica è una gigantografia del volto di Cristo che riproduce il Salvator Mundi di Antonello da Messina. Inevitabile, quindi, l’associazione tra le debolezze di un uomo descritto al termine della sua vita e Dio. Il passaggio descritto come “inaccettabile” dai cattolici francesi, tuttavia, nella ‘versione’ italiana non dovrebbe esserci, a meno di cambi di programma dell’ultim’ora. Si tratta della scena in cui alcuni giovani lanciano contro l’opera di Antonello da Messina sassi e granate. Queste ultime in realtà sono escrementi: al momento del lancio, infatti, nel teatro si diffonde un odore inequivocabile e sul Salvator Mundi compaiono cinque parole inglesi, la cui traduzione non lascia spazio a dubbi: “tu non sei il mio pastore”.

MIA LETTERA: | IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L'ARTE CHE ARTE NON E', MA SOLO SPORCIZIA

LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA 

IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L'ARTE CHE ARTE NON E', MA SOLO SPORCIZIA

Escrementi sul volto di Cristo: lo spettacolo choc di Castellucci tra polemiche ed esposti ai pm

 L’arte, la vera arte, rispetta i vari credi religiosi  e le altrui idee. Questa rappresentazione  è spazzatura,  rappresenta l’oscenità e come tale non deve andare in scena.

Gabriele Cervi

 

 

"Nessuno vuole penalizzare l’arte teatrale, ma a tutto c’è un limite". Il deputato dell’Udc Luca Volontè non nasconde il proprio fastidio. Non è l'unico. Le voci critiche e il dissenso contro lo spettacolo Sul concetto di volto nel figlio di Dio di Romeo Parenti continuano a crescere.

Una scena dello spettacolo di Rome Castellucci
Una scena dello spettacolo di Rome Castellucci
Ingrandisci immagine

Mancano ormai pochi giorni alla prima prevista il 24 gennaio al Teatro Parenti di Milano, ma i contenuti sono già andati in scena, a Parigi. A far da sfondo all'azione scenica è una gigantografia del volto di Gesù Cristo, un'immensa riproduzione del Salvator Mundi di Antonello da Messina contro la quale vengono lanciati gli escrementi. "Il rispetto del credo e della religione non può mai essere messo in discussione e quella rappresentazione offende tutti i cristiani e i cattolici", tuona Volontè dopo aver chiesto "non solo di impedire ma anche di sanzionare" la piece

Adesso la protesta è trasversale, non più solo tra le fila dei cattolici. Anche un folto gruppo di atei si oppone alla decisione del Parenti di ospitare lo spettacolo di Castellucci. Tanto che nel capoluogo lombardo rischiano di ripetersi le stesse proteste violenti dello scorso ottobre, quando al Theatre de la Ville ci fu una vera e propria rivolta. Sul concetti di volto nel figlio di Dio racconta la storia di un padre vecchio e debilitato, ormai incontinente. Lo accudisce il figlio: a lui spetta pulirlo costantemente dalle feci. I richiami col Cristo sono costanti tanto che scatta una sorta di associazione tra le debolezze dell'uomo descritto al termine della sua vita e il figlio di Dio. "E' un attacco blasfemo", commentano i più. E non solo perché il volto stesso di Cristo viene ricoperto dal lancio degli escrementi.

Le proteste continuano a montare. Anche la Curia di Milano si espressa contro la piece di Castellucci. Il cardinale Angelo Scola ha chiesto di "riconoscere e rispettare la sensibilità di quanti cittadini milanesi, e non sono certo pochi, vedono nel Volto di Cristo l’Incarnazione di Dio, la pienezza dell’umano e la ragione della propria esistenza". SullaBussola Quotidiana, il vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Luigi Negri, ha invece chiesto alla Chiesa di "reagire adeguatamente, in modo certamente non rancoroso, non livido", ma comunque di reagire. "Una Chiesa che non reagisca in termini assolutamente essenziali e pubblici a questo attacco violento alla tradizione cattolica - ha chiesto monsignor Negri - su cosa interviene?". Lo scorso '8 novembre scorso Radio Vaticana aveva preso atto di una certa "difficoltà" da parte dei vescovi a trovare una linea comune. Eppure, quando il Papa Benedetto XVI incontrò gli artisti (era il 21 novembre 2009), era stato piuttosto chiaro. Il Santo Padre aveva messo in guardia dagli effetti negativi di spettacoli artistici che hanno "il volto dell’oscenità, della trasgressione o della provocazione fine a se stessa".

Non ci sono soltanto i fedeli cattolici a muoversi. Il professor Vincenzo Vitale ha, infatti, depositato un esposto alla procura meneghina per chiedere che i pm svolgano "una necessaria azione di vigilanza e prevenzione allo scopo di impedire" che "possano essere consumati i reati" per "l’offesa arrecata in un luogo di culto, in un luogo pubblico o aperto al pubblico a una confessione religiosa". Secondo quanto spiegato dal legale, la magistratura del capoluogo lombardo potrebbe sospendere la piece oppure ordinarne la rimozione di alcune scene. Dal canto suo il Franco Parenti non sembra volere fare un passo indietro. E il rischio di una recrudescenza dello scontro è tutt'altro che remoto.


 

"Quello spettacolo offende i cristiani"
Il Vaticano boccia pièce di Castellucci

Nel mirino della Segreteria di Stato 'Sul concetto di volto nel Figlio di Dio', in cartellone
dal 24 gennaio al Teatro Parenti di Milano e da giorni nel mirino dei cattolici oltranzisti


Lo spettacolo teatrale di Romeo Castellucci Sul concetto di volto nel Figlio di Dio, in cartellone dal 24 gennaio al Teatro Franco Parenti a Milano e nel mirino dei cattolici oltranzisti, è "offensivo nei confronti dei cristiani". Lo si legge in una lettera che la Segreteria di Stato vaticana ha inviato al teologo padre Giovanni Cavalcoli  il quale aveva segnalato lo spettacolo alla Santa Sede considerandolo blasfemo. Castellucci è uno dei nostri registi contemporanei più conosciuti in Europa. Si tratta dello stesso spettacolo accusato di blasfemia che nello scorso autunno a Parigi, al Théatre de la Ville, costrinse la polizia a intervenire per contrastare le contestazioni di gruppi oltranzisti francesi. Con molti giovani incatenati ai cancelli del teatro.

ll regista: ecco perché non è osceno

Sul concetto di volto nel Figlio di Dio parla di un padre vecchio e incontinente, accudito dal figlio che deve pulirlo dalle feci. A far da fondale una gigantografia del volto di Cristo. I gruppi cattolici estremisti italiani come Militia Christi e i movimenti per la vita giudicano inaccettabile una scena, 

che risulta però integralmente tagliata nell'edizione italiana: quella in cui alcuni ragazzi lanciano contro l'immensa immagine del volto di Cristo, realizzato da Antonello da Messina, sassi e finte granate, che hanno tutto l'aspetto di escrementi, visto anche l'odore inequivocabile che invade il teatro (la storia racconta le vicende di un padre anziano, colpito da violenta dissenteria). Mentre sul volto di Gesù appare la scritta: "You are not my shepard". Tu non sei il mio pastore.


La lettera della Segreteria di Stato è datata 16 gennaio ed è firmata da monsignor Peter Wells, assessore agli Affari generali. Il testo è in risposta a una precedente missiva che padre Cavalcoli, del convento San Domenico di Bologna, ha inviato l'8 gennaio scorso in Vaticano e diretta al Papa: "Beatissimo Padre - si legge nel testo - siamo un gruppo di fedeli che vuole esprimere a Vostra Santità solidarietà e rinnovata fedeltà come risposta all'indegno e blasfemo spettacolo teatrale" di Castellucci, opera "offensiva" della figura di Cristo, con "evidente ripercussione ai danni della libertà religiosa, dell'ordine sociale, dei minori, della dignità dell'arte e del buon costume, valori sanciti e promossi dalla Costituzione, un gesto che pertanto sembra configurare gli estremi di un reato passibile di sanzione penale a norma delle leggi dello Stato".

Il Vaticano, nella risposta, giudica la pièce di Castellucci "offensiva nei confronti di nostro Signore Gesù Cristo e dei cristiani". "Sua Santità - prosegue il testo - ringrazia vivamente per questo segno di spirituale vicinanza e, mentre auspica che ogni mancanza di rispetto verso Dio e i Santi e i simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi pastori, le augura ogni bene".


19/01/2012

MIA LETTERA: | IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L'ARTE CHE ARTE NON E', MA SOLO SPORCIZIA

LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA 

IL VOLTO DEL FIGLIO DI DIO E L'ARTE CHE ARTE NON E', MA SOLO SPORCIZIA

Escrementi sul volto di Cristo: lo spettacolo choc di Castellucci tra polemiche ed esposti ai pm

 L’arte, la vera arte, rispetta i vari credi religiosi  e le altrui idee. Questa rappresentazione  è spazzatura,  rappresenta l’oscenità e come tale non deve andare in scena.

Gabriele Cervi

 

 

"Nessuno vuole penalizzare l’arte teatrale, ma a tutto c’è un limite". Il deputato dell’Udc Luca Volontè non nasconde il proprio fastidio. Non è l'unico. Le voci critiche e il dissenso contro lo spettacolo Sul concetto di volto nel figlio di Dio di Romeo Parenti continuano a crescere.

Una scena dello spettacolo di Rome Castellucci
Una scena dello spettacolo di Rome Castellucci
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Mancano ormai pochi giorni alla prima prevista il 24 gennaio al Teatro Parenti di Milano, ma i contenuti sono già andati in scena, a Parigi. A far da sfondo all'azione scenica è una gigantografia del volto di Gesù Cristo, un'immensa riproduzione del Salvator Mundi di Antonello da Messina contro la quale vengono lanciati gli escrementi. "Il rispetto del credo e della religione non può mai essere messo in discussione e quella rappresentazione offende tutti i cristiani e i cattolici", tuona Volontè dopo aver chiesto "non solo di impedire ma anche di sanzionare" la piece

Adesso la protesta è trasversale, non più solo tra le fila dei cattolici. Anche un folto gruppo di atei si oppone alla decisione del Parenti di ospitare lo spettacolo di Castellucci. Tanto che nel capoluogo lombardo rischiano di ripetersi le stesse proteste violenti dello scorso ottobre, quando al Theatre de la Ville ci fu una vera e propria rivolta. Sul concetti di volto nel figlio di Dio racconta la storia di un padre vecchio e debilitato, ormai incontinente. Lo accudisce il figlio: a lui spetta pulirlo costantemente dalle feci. I richiami col Cristo sono costanti tanto che scatta una sorta di associazione tra le debolezze dell'uomo descritto al termine della sua vita e il figlio di Dio. "E' un attacco blasfemo", commentano i più. E non solo perché il volto stesso di Cristo viene ricoperto dal lancio degli escrementi.

Le proteste continuano a montare. Anche la Curia di Milano si espressa contro la piece di Castellucci. Il cardinale Angelo Scola ha chiesto di "riconoscere e rispettare la sensibilità di quanti cittadini milanesi, e non sono certo pochi, vedono nel Volto di Cristo l’Incarnazione di Dio, la pienezza dell’umano e la ragione della propria esistenza". SullaBussola Quotidiana, il vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Luigi Negri, ha invece chiesto alla Chiesa di "reagire adeguatamente, in modo certamente non rancoroso, non livido", ma comunque di reagire. "Una Chiesa che non reagisca in termini assolutamente essenziali e pubblici a questo attacco violento alla tradizione cattolica - ha chiesto monsignor Negri - su cosa interviene?". Lo scorso '8 novembre scorso Radio Vaticana aveva preso atto di una certa "difficoltà" da parte dei vescovi a trovare una linea comune. Eppure, quando il Papa Benedetto XVI incontrò gli artisti (era il 21 novembre 2009), era stato piuttosto chiaro. Il Santo Padre aveva messo in guardia dagli effetti negativi di spettacoli artistici che hanno "il volto dell’oscenità, della trasgressione o della provocazione fine a se stessa".

Non ci sono soltanto i fedeli cattolici a muoversi. Il professor Vincenzo Vitale ha, infatti, depositato un esposto alla procura meneghina per chiedere che i pm svolgano "una necessaria azione di vigilanza e prevenzione allo scopo di impedire" che "possano essere consumati i reati" per "l’offesa arrecata in un luogo di culto, in un luogo pubblico o aperto al pubblico a una confessione religiosa". Secondo quanto spiegato dal legale, la magistratura del capoluogo lombardo potrebbe sospendere la piece oppure ordinarne la rimozione di alcune scene. Dal canto suo il Franco Parenti non sembra volere fare un passo indietro. E il rischio di una recrudescenza dello scontro è tutt'altro che remoto.


 

"Quello spettacolo offende i cristiani"
Il Vaticano boccia pièce di Castellucci

Nel mirino della Segreteria di Stato 'Sul concetto di volto nel Figlio di Dio', in cartellone
dal 24 gennaio al Teatro Parenti di Milano e da giorni nel mirino dei cattolici oltranzisti


Lo spettacolo teatrale di Romeo Castellucci Sul concetto di volto nel Figlio di Dio, in cartellone dal 24 gennaio al Teatro Franco Parenti a Milano e nel mirino dei cattolici oltranzisti, è "offensivo nei confronti dei cristiani". Lo si legge in una lettera che la Segreteria di Stato vaticana ha inviato al teologo padre Giovanni Cavalcoli  il quale aveva segnalato lo spettacolo alla Santa Sede considerandolo blasfemo. Castellucci è uno dei nostri registi contemporanei più conosciuti in Europa. Si tratta dello stesso spettacolo accusato di blasfemia che nello scorso autunno a Parigi, al Théatre de la Ville, costrinse la polizia a intervenire per contrastare le contestazioni di gruppi oltranzisti francesi. Con molti giovani incatenati ai cancelli del teatro.

ll regista: ecco perché non è osceno

Sul concetto di volto nel Figlio di Dio parla di un padre vecchio e incontinente, accudito dal figlio che deve pulirlo dalle feci. A far da fondale una gigantografia del volto di Cristo. I gruppi cattolici estremisti italiani come Militia Christi e i movimenti per la vita giudicano inaccettabile una scena, 

che risulta però integralmente tagliata nell'edizione italiana: quella in cui alcuni ragazzi lanciano contro l'immensa immagine del volto di Cristo, realizzato da Antonello da Messina, sassi e finte granate, che hanno tutto l'aspetto di escrementi, visto anche l'odore inequivocabile che invade il teatro (la storia racconta le vicende di un padre anziano, colpito da violenta dissenteria). Mentre sul volto di Gesù appare la scritta: "You are not my shepard". Tu non sei il mio pastore.


La lettera della Segreteria di Stato è datata 16 gennaio ed è firmata da monsignor Peter Wells, assessore agli Affari generali. Il testo è in risposta a una precedente missiva che padre Cavalcoli, del convento San Domenico di Bologna, ha inviato l'8 gennaio scorso in Vaticano e diretta al Papa: "Beatissimo Padre - si legge nel testo - siamo un gruppo di fedeli che vuole esprimere a Vostra Santità solidarietà e rinnovata fedeltà come risposta all'indegno e blasfemo spettacolo teatrale" di Castellucci, opera "offensiva" della figura di Cristo, con "evidente ripercussione ai danni della libertà religiosa, dell'ordine sociale, dei minori, della dignità dell'arte e del buon costume, valori sanciti e promossi dalla Costituzione, un gesto che pertanto sembra configurare gli estremi di un reato passibile di sanzione penale a norma delle leggi dello Stato".

Il Vaticano, nella risposta, giudica la pièce di Castellucci "offensiva nei confronti di nostro Signore Gesù Cristo e dei cristiani". "Sua Santità - prosegue il testo - ringrazia vivamente per questo segno di spirituale vicinanza e, mentre auspica che ogni mancanza di rispetto verso Dio e i Santi e i simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi pastori, le augura ogni bene".

(19 gennaio 2012)

IL MIO CROCIFISSO 2011

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