L’arte, la vera arte, rispetta i vari credi religiosie le altrui idee. Questa rappresentazione è spazzatura,rappresenta l’oscenità e come tale non deve andare in scena.
Gabriele Cervi
"Nessuno vuole penalizzare l’arte teatrale, ma a tutto c’è un limite". Il deputato dell’Udc Luca Volontè non nasconde il proprio fastidio. Non è l'unico. Le voci critiche e il dissenso contro lo spettacolo Sul concetto di volto nel figlio di Dio di Romeo Parenti continuano a crescere.
Una scena dello spettacolo di Rome Castellucci
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Mancano ormai pochi giorni alla prima prevista il 24 gennaio al Teatro Parenti di Milano, ma i contenuti sono già andati in scena, a Parigi. A far da sfondo all'azione scenica è una gigantografia del volto di Gesù Cristo, un'immensa riproduzione del Salvator Mundi di Antonello da Messina contro la quale vengono lanciati gli escrementi. "Il rispetto del credo e della religione non può mai essere messo in discussione e quella rappresentazione offende tutti i cristiani e i cattolici", tuona Volontè dopo aver chiesto "non solo di impedire ma anche di sanzionare" la piece.
Adesso la protesta è trasversale, non più solo tra le fila dei cattolici. Anche un folto gruppo di atei si oppone alla decisione del Parenti di ospitare lo spettacolo di Castellucci. Tanto che nel capoluogo lombardo rischiano di ripetersi le stesse proteste violenti dello scorso ottobre, quando al Theatre de la Ville ci fu una vera e propria rivolta. Sul concetti di volto nel figlio di Dio racconta la storia di un padre vecchio e debilitato, ormai incontinente. Lo accudisce il figlio: a lui spetta pulirlo costantemente dalle feci. I richiami col Cristo sono costanti tanto che scatta una sorta di associazione tra le debolezze dell'uomo descritto al termine della sua vita e il figlio di Dio. "E' un attacco blasfemo", commentano i più. E non solo perché il volto stesso di Cristo viene ricoperto dal lancio degli escrementi.
Le proteste continuano a montare. Anche la Curia di Milano si espressa contro la piece di Castellucci. Il cardinale Angelo Scola ha chiesto di "riconoscere e rispettare la sensibilità di quanti cittadini milanesi, e non sono certo pochi, vedono nel Volto di Cristo l’Incarnazione di Dio, la pienezza dell’umano e la ragione della propria esistenza". SullaBussola Quotidiana, il vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Luigi Negri, ha invece chiesto alla Chiesa di "reagire adeguatamente, in modo certamente non rancoroso, non livido", ma comunque di reagire. "Una Chiesa che non reagisca in termini assolutamente essenziali e pubblici a questo attacco violento alla tradizione cattolica - ha chiesto monsignor Negri - su cosa interviene?". Lo scorso '8 novembre scorso Radio Vaticana aveva preso atto di una certa "difficoltà" da parte dei vescovi a trovare una linea comune. Eppure, quando il Papa Benedetto XVI incontrò gli artisti (era il 21 novembre 2009), era stato piuttosto chiaro. Il Santo Padre aveva messo in guardia dagli effetti negativi di spettacoli artistici che hanno "il volto dell’oscenità, della trasgressione o della provocazione fine a se stessa".
Non ci sono soltanto i fedeli cattolici a muoversi. Il professor Vincenzo Vitale ha, infatti, depositato un esposto alla procura meneghina per chiedere che i pm svolgano "una necessaria azione di vigilanza e prevenzione allo scopo di impedire" che "possano essere consumati i reati" per "l’offesa arrecata in un luogo di culto, in un luogo pubblico o aperto al pubblico a una confessione religiosa". Secondo quanto spiegato dal legale, la magistratura del capoluogo lombardo potrebbe sospendere la piece oppure ordinarne la rimozione di alcune scene. Dal canto suo il Franco Parenti non sembra volere fare un passo indietro. E il rischio di una recrudescenza dello scontro è tutt'altro che remoto.
"Quello spettacolo offende i cristiani" Il Vaticano boccia pièce di Castellucci
Nel mirino della Segreteria di Stato 'Sul concetto di volto nel Figlio di Dio', in cartellone dal 24 gennaio al Teatro Parenti di Milano e da giorni nel mirino dei cattolici oltranzisti
Un momento dello spettacolo
Lo spettacolo teatrale di Romeo Castellucci Sul concetto di volto nel Figlio di Dio, in cartellone dal 24 gennaio al Teatro Franco Parenti a Milano e nel mirino dei cattolici oltranzisti, è "offensivo nei confronti dei cristiani". Lo si legge in una lettera che la Segreteria di Stato vaticana ha inviato al teologo padre Giovanni Cavalcoli il quale aveva segnalato lo spettacolo alla Santa Sede considerandolo blasfemo. Castellucci è uno dei nostri registi contemporanei più conosciuti in Europa. Si tratta dellostesso spettacolo accusato di blasfemia che nello scorso autunno a Parigi, al Théatre de la Ville, costrinse la polizia a intervenire per contrastare le contestazioni di gruppi oltranzisti francesi. Con molti giovani incatenati ai cancelli del teatro.
Sul concetto di volto nel Figlio di Dio parla di un padre vecchio e incontinente, accudito dal figlio che deve pulirlo dalle feci. A far da fondale una gigantografia del volto di Cristo. I gruppi cattolici estremisti italiani come Militia Christi e i movimenti per la vita giudicano inaccettabile una scena, che risulta però integralmente tagliata nell'edizione italiana: quella in cui alcuni ragazzi lanciano contro l'immensa immagine del volto di Cristo, realizzato da Antonello da Messina, sassi e finte granate, che hanno tutto l'aspetto di escrementi, visto anche l'odore inequivocabile che invade il teatro (la storia racconta le vicende di un padre anziano, colpito da violenta dissenteria). Mentre sul volto di Gesù appare la scritta: "You are not my shepard". Tu non sei il mio pastore.
La lettera della Segreteria di Stato è datata 16 gennaio ed è firmata da monsignor Peter Wells, assessore agli Affari generali. Il testo è in risposta a una precedente missiva che padre Cavalcoli, del convento San Domenico di Bologna, ha inviato l'8 gennaio scorso in Vaticano e diretta al Papa: "Beatissimo Padre - si legge nel testo - siamo un gruppo di fedeli che vuole esprimere a Vostra Santità solidarietà e rinnovata fedeltà come risposta all'indegno e blasfemo spettacolo teatrale" di Castellucci, opera "offensiva" della figura di Cristo, con "evidente ripercussione ai danni della libertà religiosa, dell'ordine sociale, dei minori, della dignità dell'arte e del buon costume, valori sanciti e promossi dalla Costituzione, un gesto che pertanto sembra configurare gli estremi di un reato passibile di sanzione penale a norma delle leggi dello Stato".
Il Vaticano, nella risposta, giudica la pièce di Castellucci "offensiva nei confronti di nostro Signore Gesù Cristo e dei cristiani". "Sua Santità - prosegue il testo - ringrazia vivamente per questo segno di spirituale vicinanza e, mentre auspica che ogni mancanza di rispetto verso Dio e i Santi e i simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana, illuminata e guidata dai suoi pastori, le augura ogni bene".
Trovo il contenuto dello spettacolo di gusto spregevole, anzi una vigliaccata: vorrei vadere se gli organizzatori avrebbero il coraggio di presentarne uno di tal genere con offese ai simboli della religione musulmana!
Commenti
Trovo il contenuto dello spettacolo di gusto spregevole, anzi una vigliaccata: vorrei vadere se gli organizzatori avrebbero il coraggio di presentarne uno di tal genere con offese ai simboli della religione musulmana!
Scritto da: Pierluigi Gavasci | 27/01/2012
CONDIVIDO. BUONA DOMENICA
Scritto da: CERVI GABRIELE | 29/01/2012
CONDIVIDO. BUONA DOMENICA
Scritto da: CERVI GABRIELE | 29/01/2012
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